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Wpp: fatturato a +5/6% nel 2016, il doppio del mercato (+2,5%). Vicina l'acquisizione di Doing. Costa: "L'esito del referendum cruciale per gli investimenti nel 2017"

Entro tre anni il Gruppo potrebbe spostarsi all'interno di un Village che, sul modello internazionale del WPP Campus conterrà tutte le società e i professionisti della multinazionale. WPP guarda a nuove opportunità di business e ad operazioni di acquisizione lungo tre assi: digitale, consulenza (starebbe per entrare nel capitale di Long Terms Partners) e società di produzione video. La company guidata in Italia da Massimo Costa rinnova il proprio impegno per portare cultura di comunicazione alle aziende del Paese.

Alla quinta edizione del Forum Wpp – The European House – Ambrosetti si è parlato di un'Italia a doppia faccia, un Paese che in uno scenario in grande cambiamento mostra notevoli potenzialità ma anche qualche limite. Come il ritardo dei manager delle nostre imprese sul fronte digitale.
"Il problema è che la classe dirigente di questo Paese è spesso anagraficamente più anziana di 10 - 20 anni del resto d'Europa  e dunque non sempre in grado di affrontare i cambiamenti, di accettarli e di viverli" commenta ai microfoni di ADVexpress Massimo Costa, country manager WPP.

La comunicazione, afferma Costa , ha un ruolo vitale per il business e la crescita delle imprese italiane  e per far conoscere prodotti e marche. E le agenzie sono chiamate da un lato ad offrire loro progetti tailor made e dall'altro a farsi promotrici sul territorio di iniziative che diffondano la cultura della comunicazione e la consapevolezza della sua importanza strategica presso quelle imprese che non la utilizzano male o addirittura non investono.  Come fare? " Battendo il territorio" risponde Costa.  L’impegno di WPP nei prossimi anni andrà in questa direzione: portare alle aziende italiane quel patrimonio di esperienza, tecnologia e internazionalizzazione che costituisce oggi l'offerta delal company e che le imprese italiane  per dimensioni e storia non hanno.

Spostando il discorso sul business, il Gruppo WPP, sottolinea il manager, chiuderà l'anno in linea con le previsioni, complice l'apporto del  gran numero di addetti che presto, nell'arco di tre anni, potrebbe essere spostati in un grande 'village'  che sorgerà nell’area milanese ex Richard Ginori sui Navigli, che ospiterà tutte le società del Gruppo, comprese GroupM e Kantar che ora si trovano ad Assago. Seguendo il modello internazionale del WPP Campus,  che consente alle diverse realtà del gruppo di lavorare in maniera sinergica integrando creatività, media, rp, digitale ecc.

WPP guarda a nuove opportunità di business e ad operazioni di acquisizione lungo tre assi. In primis il digitale e a riguardo, secondo rumors insistenti, sarebbe imminente l'acquisizione di Doing, società nata nel maggio del 2015 dall’unione di Dnsee, Hagakure e Banzai Consulting che vanterebbe un fatturato di circa 25 mln e oltre 200 addetti. 

Inoltre, la multinazionale è interessata a società italiane nel campo della consulenza d'impresa e a riguardo voci di mercato indicano che potrebbe presto  entrare con una quota di minoranza  nel capitale di Long Term Partners - LTP. Infine sono attese a breve alleanze con una società di produzione video. 


Grandi progetti dunque per l'Italia, che, ricordiamo, è tra i Paesi nei quali Martin Sorrell, Ceo WPP, ha dichiarato di voler focalizzare gli investimenti (gli altri mercati sono Germania, Francia e Spagna) per riequilibrare il calo del business previsto in UK dopo l'esito sul referendum sulla Brexit.

Secondo quanto risulta ad ADVexpress, il Gruppo si appresta a chiudere l'anno nel Paese con una crescita tr il +5% e il +6% del fatturato, un risultato doppio rispetto al mercato, che  a parere di Costa segnerà +2,5% grazie soprattutto alla spinta del digitale  e di player quali Google e  Facebook, a scapito però  di televisione e stampa.  


Per il 2017? "Dipenderà dall'esito del referendum - afferma il country manager WPP - .     Se l'Italia non dimostra un senso di compattezza potrebbe diventare  vittima della speculazione internazionale fino alle eventuali elezioni di giugno, fatto che potrebbe riportare il Paese indietro", lasciando trapelare gli impatti negativi del referendum su andamento economico e investimenti in comunicazione. 

 

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SP, EC