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Interviste

Cannes Lions 2019, l'opinione di Gitto (ADCI) sulla performance italiana: "Risultato prevedibile, frutto di un sistema che non investe in qualità, strategia e visione. Complimenti a Publicis, che continua a credere nella forza della creatività"

Il presidente dell'ADCI non è rimasto sorpreso dal risultato ottenuto dall'Italia alla 66esima edizione del Festival Internazionale della Creatività di Cannes. I cambi ai vertici creativi di molte agenzie italiane, la contrazione dei budget, e la defocalizzazione del sistema sulla qualità, hanno giocato a sfavore. Publicis continua a investire nella qualità dell'output creativo e nella manifestazione, come dimostrano le oltre 100 entries iscritte dall'agenzia. E i risultati si vedono.

L'Italia non ha certo brillato alla 66esima edizione del Festival Internazionale della Creatività di Cannes: solo 13 i Leoni vinti dal nostro Paese, tutti grazie a Publicis, unica sigla premiata (leggi news).

ADVexpress ha chiesto un commento a Vicky Gitto, presidente ADCI. "Un risultato assolutamente prevedibile - ha esordito Gitto - Negli ultimi anni ci sono stati parecchi cambi al vertice delle grandi agenzie, questo ha provocato dei disequilibri con delle ricadute importanti sulla qualità dell’output la cui coda lunga degli effetti si sono avvertiti in questa edizione dei Cannes Lions. Se a questo si aggiunge il fatto che purtroppo il mercato ha un approccio molto conservativo nella qualità del lavoro creativo, si spiega il magro bottino del nostro Paese a questa edizione del Festival".

Anche il risultato in controtendenza di Publicis era facilmente immaginabile. "Delle 369 entries italiane, oltre 100 erano di Publicis - ha spiegato il presidente di ADCI - , già da questi numeri si intuisce quanto l'agenzia, a cui vanno i miei complimenti, investa in questa manifestazione e nella qualità dell'output creativo, dedicandovi tempo, risorse ed energia. Purtroppo si tratta di un’eccezione in un mercato in cui spesso le maggiori risorse sembrano dedicate alla delivery di servizi".

Un problema diffuso su tutto il mercato, come ha sottolineato Gitto: “La contrazione dei budget ha costretto il sistema a un approccio in difesa che di certo non agevola la volontà di investire in qualità, visione e linguaggi innovativi con una conseguente penalizzazione delle performance Italiane nell'arena internazionale".

Il fatto che il numero ridotto di premi sia conseguenza del sistema e non dell'incapacità dei creativi italiani di eguagliare il livello raggiunto dagli altri Paesi è dimostrato dagli ottimi risultati ottenuti invece dai Giovani Leoni, che nella competizione riservata agli under 30 si sono aggiudicati un Argento nei Film con la coppia formata da Giulia Ricciardi Riccardo Stazione di DLVBBDO e un Oro nella sezione Health grazie a Luisa Ziravello Gomes e Alberto Tolomelli di Sudler International Milano.

"Spesso i giovani creativi italiani si fanno notare alla Young Lions Competition - ha affermato Gitto - , un chiaro segnale del fatto che le potenzialità ci sono, ma vengono soffocate da un sistema che non le valorizza". 

SP