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Radio Subasio e canale 20 del Dtt entrano nel bouquet Mediaset, che si prepara al lancio autunnale della piattaforma OTT free Mediaset Play. Ps Berlusconi: "Nel 2017 torneremo in utile, anche grazie a nuovo modello di business per Premium"
(Monte-Carlo, Principato di Monaco. Dalla nostra inviata Maria Ferrucci). In occasione della presentazione dei Palinsesti Mediaset per la stagione 2017/2018 (leggi news), il Vicepresidente e Ad del Biscione Piersilvio Berlusconi (nella foto), ha annunciato il closing dell'acquisto del canale 20 (leggi news) e la conclusione dell'accordo per l'acquisto di Radio Subasio, in attesa di approvazione dell’Authority.
Due operazioni importanti per il Gruppo di Cologno Monzese che ne arricchiranno ulteriormente, completandola, l'offerta editoriale e commerciale.
Relativamente al nuovo canale tv, attualmente occupato da Rete Capri e di cui ancora non è stato deciso il futuro nome, Piersilvio Berlusconi ha dichiarato: "È già in onda una programmazione di continuità col passato, ma stiamo lavorando per la nuova programmazione in onda dal prossimo autunno. A noi i canali 'minigeneralisti' non interessano, prima di tutto perché hanno costi troppo elevati e poi perché noi lavoriamo per target, quindi cercheremo un posizionamento per target ampio ma preciso." Alla guida l'attuale direttore delle altre tematiche Mediaset (Top Crime, Italia 2, La5, Iris, Mediaset Extra e Mediaset Italia) Marco Costa.
Niente di più azzeccato di Radio Subasio, inoltre, per arricchire in maniera complementare, per taglio editoriale e target commerciali, la rosa delle emittenti della scuderia RadioMediaset. Una scelta che Berlusconi giustifica come ottimale viste le aree geografiche di fruizione (Centro-Sud Italia) e la programmazione prevalentemente di musica italiana a loro mancanti nell'offerta radiofonica attuale.
Tra le novità ai blocchi di partenza anche la piattaforma OTT Mediaset Play, che offrirà i vantaggi della fruizione non lineare dei contenuti televisivi in chiaro del Gruppo utilizzando le più moderne tecnologie, oggi offerte solo dalle pay tv, in modalità totalmente free. La fase di test è prevista a partire da dopo l'estate per arrivare a regime nel 2018.
"La nuova digital experience gratuita di Mediaset" l'ha definita il direttore business Pier Paolo Cervi, entrando nel dettaglio delle opportunità offerte sia ai telespettatori che utilizzano smart tv, sia alla concessionaria del gruppo in termini di innovative soluzioni di addressable tv adv. Tutto in logica di massima continuità tra il piccolo schermo e i device mobili, per massimizzare i punti di contatto con l'utente finale. A questo un grande contributo l'ha dato recentemente l'introduzione di chatbot nell'app mobile dei programmi Mediaset più seguiti.
I contenuti proposti su Play comprenderanno tendenzialmente tutti quelli disponibili sulle reti Mediaset, con le eventuali eccezioni dovute alla necessità di possedere tutti i diritti. Saranno inoltre presenti anche produzioni create ad hoc per la nuova piattaforma, anche grazie al contributo di Studio 71, il multichannel network europeo in arrivo a settembre nel nostro Paese in seguito alla joint venture con Tf1 e ProSiebenSat.1 Media di cui Mediaset sarà azionista di rilievo col 49% (leggi news).
Gli utenti potranno gestire le dirette come si fa già su Sky Go. I programmi potranno essere messi in pausa per riprenderli in un secondo momento, anche cambiando dispositivo, come avviene già con Netflix, ad esempio. Mediaset Play sostituirà le attuali piattaforme streaming on demand del Biscione: Mediaset On Demand e Mediaset.it, attraverso le quali già oggi detiene il 60% del mercato italiano dei video online con mediamente 3,1 milioni di video visti quotidianamente.
Al centro delle strategie di rinnovamento editoriale e commerciale di Mediaset, con l'obiettivo di tornare all'utile dopo i danni subiti nello scorso bilancio dalla mancata vendita di Premium a Vivendi, torna ad esserci più che mai la tv free to air. Lo ha dichiarato Piersilvio Berlusconi precisando che: "dopo anni di successi messi a segno con la nostra pay tv, nata inizialmente solo per motivi difensivi (in concorrenza a Sky per impedirne un posizionamento da monopolista, ndr) e un tentativo di sviluppo che non ha funzionato, per Mediaset Premium abbiamo in progetto una revisione del modello di business che ne privilegia la marginalità più che l'incremento di abbonati". A dimostrarlo il risultato del primo trimestre che vede i ricavi Premium in calo di 7/8 milioni. Trend che, come puntualizzato dal Cfo Marco Giordani, proseguirà anche durante l'anno.
"Il mercato della pay in Italia è al capolinea, le promesse di crescita non sono state mantenute. Siamo fermi a 6,5 milioni di abbonati, di cui 2 milioni sono i nostri. Non è un mercato destinato a crescere, se non in misura irrilevante. Motivo per cui abbiamo ripensato la nostra offerta a pagamento, che a tendere avrà la forma del modello privo di calcio presentato a Londra (leggi news). E questo dipenderà molto dall'asta per i diritti tv della Serie A del prossimo autunno. Intanto abbiamo ancora una stagione in cui lo sport prediletto dagli italiani rimane protagonista della nostra offerta pay con le esclusive di Champions League e della Serie A di cui abbiamo ancora i diritti, con la novità di potere acquistare anche solo una singola partita" ha concluso Berlusconi.
La prossima settimana sarà presentata la nuova politica commerciale di Premium, anche senza Champions. "Senza calcio Premium sarà più simile a Infinity (l'alternativa a Netflix del Biscione, ndr), ma non sappiamo ancora se convergeranno in un unico sistema", chiosa il manager.
Di una cosa Piersilvio è certo, così come stabilito nel piano industriale di Londra, "nel 2017 torneremo all'utile".
A margine della presentazione, l'Ad di Publitalia Stefano Sala ha fatto il punto sulla concessionaria che dirige. Leggi la news su ADVexpress

