Poltrone
ADVexpress ricorda Giancarlo Livraghi
E' scomparso sabato 22 febbraio il noto professionista della comunicazione, direttore creativo e manager della pubblicità negli anni '70, '80 e' 90. Nell’ultimo decennio di lavoro in agenzia aveva guidato la Livraghi Ogilvy&Mather. Dal 1990 al 1992 è stato presidente di Assocom che lo ricorda con alcuni passi tratti da “un’insolita biografia” di Till Neuburg che riportiamo volentieri per ripercorrere la sua lunga biografia nel settore.
Sabato 22 febbraio è scomparso Giancarlo Livraghi, copy, noto professionista della comunicazione, direttore creativo e manager della pubblicità negli anni '70, '80 e' 90.
Nell’ultimo decennio di lavoro in agenzia aveva guidato la Livraghi Ogilvy&Mather.
Nel 1994 aveva fondato Alcei (Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva) come i terfaccia italiana della Electronic Frontier Foundation.
Ex colleghi e amici della Livraghi Ogilvy&Mather stanno organizzando su Facebook una serata informale per ricordarlo.
Dal 1990 al 1992 è stato presidente di Assocom e oggi l'associazione gli rende omaggio sul sito pubblicando alcuni passi tratti da “un’insolita biografia” di Till Neuburg, scritta in occasione della sua nomina alla Hall of Fame della creatività da parte dell’Art Director Club.
Riportiamo qui di seguito il testo che ripercorre la lunga biografia del professionista della comunicazione
“...Giancarlo Livraghi era un prototipo. La produzione del suo modello non è mai diventata di serie. Forse perché l’autore aveva un brutto vizio: le sue letture non si riducevano ai listini di Quattroruote o ai menu dei ristoranti.
Anche se non scriveva «creativo», «club», «cultura» con la c maiuscola, s’aspettava che un pubblicitario non finisse mai di studiare. A ogni inizio di una nuova campagna, nelle pedane delle sue agenzie Livraghi alzava l’asticella.
Sebbene avesse guidato un’agenzia fino a farla diventare la più grande del paese e fosse stato anche presidente dell’associazione di categoria, non bazzicava i luoghi comuni del potere...
... Aveva iniziato la sua carriera come copywriter nella piccola CPV, che alcuni anni dopo sarebbe diventata la più grande agenzia in Italia.
Anche se poi avrebbe scritto alcune memorabili front page dell’advertising, il vizio di fare il copy non l’avrebbe più abbandonato. Livraghi ha sempre preferito la semplice parola writer, la qualifica ex divinis di «creativo» non gli è mai andata giù.
Nel 1966, i capi mondiali del gruppo Interpublic avevano deciso di affidare a Livraghi le sorti della McCann-Erickson in Italia.
Scrivendo e scherzando, in soli cinque anni la sua sigla sarebbe diventata la numero uno. Grazie a quel risultato, Livraghi era promosso presidente del comitato new business continentale nonché responsabile dell’intera area Europa Sud. Dopo altri quattro anni veniva trasferito nella sede centrale mondiale a New York come Executive Vice-President della McCann-Erickson International.
Nel 1980, quando un altoatesino altissimo e purissimo compì la prima solitaria dell’Everest, il levissimo Livraghi avrebbe effettuato una scalata altrettanto clamorosa: tornò in Italia come socio di maggioranza della Livraghi Ogilvy & Mather, che in pochi anni avrebbe moltiplicato il suo fatturato a livello ottomila...
... già parecchi anni addietro (cioè molto prima di tutti noi), Livraghi s’era accorto che la comunicazione personale, istituzionale e commerciale si sarebbe presto integrata con sistemi e canali mai visti e ascoltati prima.
L’internet dieci anni fa non era ancora l’odierna estensione capillare dell’io e dei vari sistemi collettivi. Non solo Livraghi aveva azzeccato il meteo della comunicazione moderna, ma si rimise subito a studiare e, come aveva sempre fatto, a scrivere e riscrivere cose nuove.
Ha pubblicato centinaia di articoli e saggi sulla comunicazione, sul marketing e, of course, sull’internet.
Nel 1997 nasce Gandalf.it: un grande selfservice di lumi sempre accesi nella selva oscurantista diramata da chi ci vuole sempre più rimbambiti. Vi si parla in modo basic di cultura, marketing, etica, imprese, storia, filosofia, ci sono un sacco di dati e statistiche, raccolte di articoli e saggi a centinaia...
... Mettiamola così: se proprio deve subire la nostra standing ovation, ci guarderà con la tipica indulgenza di chi, durante una carriera eccezionale, ne ha sentite e previste tante”
(da “un’insolita biografia” di Till Neuburg 15 novembre 2004 - Art Director Club)
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Nell’ultimo decennio di lavoro in agenzia aveva guidato la Livraghi Ogilvy&Mather.
Nel 1994 aveva fondato Alcei (Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva) come i terfaccia italiana della Electronic Frontier Foundation. Ex colleghi e amici della Livraghi Ogilvy&Mather stanno organizzando su Facebook una serata informale per ricordarlo.
Dal 1990 al 1992 è stato presidente di Assocom e oggi l'associazione gli rende omaggio sul sito pubblicando alcuni passi tratti da “un’insolita biografia” di Till Neuburg, scritta in occasione della sua nomina alla Hall of Fame della creatività da parte dell’Art Director Club.
Riportiamo qui di seguito il testo che ripercorre la lunga biografia del professionista della comunicazione
“...Giancarlo Livraghi era un prototipo. La produzione del suo modello non è mai diventata di serie. Forse perché l’autore aveva un brutto vizio: le sue letture non si riducevano ai listini di Quattroruote o ai menu dei ristoranti.
Anche se non scriveva «creativo», «club», «cultura» con la c maiuscola, s’aspettava che un pubblicitario non finisse mai di studiare. A ogni inizio di una nuova campagna, nelle pedane delle sue agenzie Livraghi alzava l’asticella.
Sebbene avesse guidato un’agenzia fino a farla diventare la più grande del paese e fosse stato anche presidente dell’associazione di categoria, non bazzicava i luoghi comuni del potere...
... Aveva iniziato la sua carriera come copywriter nella piccola CPV, che alcuni anni dopo sarebbe diventata la più grande agenzia in Italia.
Anche se poi avrebbe scritto alcune memorabili front page dell’advertising, il vizio di fare il copy non l’avrebbe più abbandonato. Livraghi ha sempre preferito la semplice parola writer, la qualifica ex divinis di «creativo» non gli è mai andata giù.
Nel 1966, i capi mondiali del gruppo Interpublic avevano deciso di affidare a Livraghi le sorti della McCann-Erickson in Italia.
Scrivendo e scherzando, in soli cinque anni la sua sigla sarebbe diventata la numero uno. Grazie a quel risultato, Livraghi era promosso presidente del comitato new business continentale nonché responsabile dell’intera area Europa Sud. Dopo altri quattro anni veniva trasferito nella sede centrale mondiale a New York come Executive Vice-President della McCann-Erickson International.
Nel 1980, quando un altoatesino altissimo e purissimo compì la prima solitaria dell’Everest, il levissimo Livraghi avrebbe effettuato una scalata altrettanto clamorosa: tornò in Italia come socio di maggioranza della Livraghi Ogilvy & Mather, che in pochi anni avrebbe moltiplicato il suo fatturato a livello ottomila...
... già parecchi anni addietro (cioè molto prima di tutti noi), Livraghi s’era accorto che la comunicazione personale, istituzionale e commerciale si sarebbe presto integrata con sistemi e canali mai visti e ascoltati prima.
L’internet dieci anni fa non era ancora l’odierna estensione capillare dell’io e dei vari sistemi collettivi. Non solo Livraghi aveva azzeccato il meteo della comunicazione moderna, ma si rimise subito a studiare e, come aveva sempre fatto, a scrivere e riscrivere cose nuove.
Ha pubblicato centinaia di articoli e saggi sulla comunicazione, sul marketing e, of course, sull’internet.
Nel 1997 nasce Gandalf.it: un grande selfservice di lumi sempre accesi nella selva oscurantista diramata da chi ci vuole sempre più rimbambiti. Vi si parla in modo basic di cultura, marketing, etica, imprese, storia, filosofia, ci sono un sacco di dati e statistiche, raccolte di articoli e saggi a centinaia...
... Mettiamola così: se proprio deve subire la nostra standing ovation, ci guarderà con la tipica indulgenza di chi, durante una carriera eccezionale, ne ha sentite e previste tante”
(da “un’insolita biografia” di Till Neuburg 15 novembre 2004 - Art Director Club)
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