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Portioli (SEAT PG): nello IAB come portavoce delle PMI italiane e per promuovere la cultura digital nel tessuto industriale

Il Responsabile Adv, Marketing Services di Seat PG Italia, eletto nel Direttivo di IAB Italia, racconta ad ADVexpress i punti chiave del suo impegno in associazione, dove promuoverà la cultura digitale presso le imprese italiane dando voce alle loro esigenze poichè rappresentano il più solido e capillare tessuto economico del nostro Paese.
 
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La settimana scorsa è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo di IAB Italia (leggi news). Tra i professionisti che per la prima volta si sono candidati c'è  Paolo Portioli ,  Responsabile Adv, Marketing Services di Seat PG Italia .

Gli abbiamo domandato le ragioni che l'hanno spinto a proporsi nel Direttivo dell'Associazione.

"Mi sono candidato perché penso che IAB abbia avuto ed abbia tuttora un ruolo molto importante per il contesto economico italiano: un ruolo centrale e competente nell’orientare e accompagnare le aziende italiane nel complesso e straordinariamente vitale ecosistema della digital industry - ha spiegato Portioli - . Il fatto di avere nello stesso gruppo sia aziende di “offerta” di internet, che di “domanda”, di diverse dimensioni, permette di conoscere molto bene realtà e potenzialità, identificando così le migliori soluzioni per muoversi e promuoversi in una realtà socio economica globale in continua evoluzione. Mi sono candidato perché sono certo che Seat PG possa portare un significativo contributo nella definizione delle linee strategiche d’azione sviluppate da IAB e quindi a supporto del complesso contesto italiano.SeatPG è una azienda unica in Italia, in quanto unica è la sua profonda e diretta conoscenza del mondo delle Piccole e Medie Imprese, che costituiscono il più solido e capillare tessuto economico del nostro Paese: candidandomi ho pensato così di poter contribuire concretamente a portare la loro voce e le loro esigenze sui tavoli di un importante punto di riferimento per lo sviluppo della politica italiana sui temi del Digitale, qual è IAB Italia".


Cosa ha intenzione di fare ora, come membro del Direttivo di IAB? Quali le priorità di intervento? Per quanto riguarda l’Italia, pensa sia competitiva in ambito Digital ADV? 

"Come anticipato, voglio in primo luogo portare proprio la voce, le esigenze e le opportunità delle PMI all’interno di IAB. Penso che la realtà italiana mostri ancora un digital divide significativo nei confronti del resto dell’Europa: questo gap è dovuto, da una parte, alla carenza di infrastrutture e, dall’altra, alla mancanza di una vera a propria cultura digitale. L’Italia, infatti, è un Paese che sta dimostrando una lentezza eccessiva nello sviluppo di infrastrutture e servizi tecnologici: questo si traduce concretamente in minori possibilità di 
sviluppo economico e in minori opportunità di implementare il business per le aziende italiane.
D’altra parte, però, anche le aziende - e le PMI in particolare - hanno poca consapevolezza delle potenzialità del digitale e dei benefici che può portare in termini di raggiungimento dei loro obiettivi economici e di crescita.E proprio su questi due fronti che, a mio avviso, si deve concentrare l’attività di IAB: da una parte è necessario agire in modo incisivo sulle istituzioni affinché implementino un chiaro programma di incentivi alla digitalizzazione e una efficace politica di investimenti, sia infrastrutturali che in capitale umano. Dall’altra, è necessario implementare progetti e iniziative che sostengano lo sviluppo di una cultura digitale all’interno di ciascuna impresa italiana".


Quanto conta il Digitale per Seat PG?

Seat PG si è trasformata profondamente in questi ultimi anni, passando da una azienda basata quasi esclusivamente sulla carta ad una principalmente digitale. Ha saputo non solo rivedere il proprio portfolio prodotti creando un’ampia offerta di tecnologie e servizi digitali all’avanguardia, ma, soprattutto, è riuscita a portarli proprio a quel settore delle PMI che tanto caratterizza l’Italia, ma che mostra ancora un rilevante gap verso il digitale. 


Quali ritiene siano i principali vantaggi e quali le principali criticità del digitale? Quali le nuove frontiere?

"Il vantaggio più evidente e immediato del digitale è il superamento automatico delle barriere fisiche e geografiche. Grazie alle tecnologie digitali le aziende possono essere presenti ovunque e raggiungibili velocemente da ogni parte del mondo: di conseguenza possono operare in un mercato globale e avere accesso ad una serie di opportunità prima impensabili o, comunque, molto onerose da attuare.Naturalmente l’essere parte di un mercato globale, oltre a dare grandi opportunità, espone anche ad una competizione maggiore: alle aziende è richiesto sempre più di superare la vecchia logica italiana protezionista e di proiettarsi, invece, in una arena più ampia, forse più difficile, ma ben più ricca di opportunità.
La vera sfida è far capire che bisogna pensare al digitale e in modo digitale, perché in ogni caso il digitale pensa a noi, anche se non lo vogliamo"


EC