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Venticento: territorio, eccellenza esecutiva e dialogo istituzionale
In occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, Venticento Eventi si è affermata come uno dei player chiave nella gestione dell’hospitality internazionale, contribuendo a trasformare Milano in un palcoscenico globale di esperienze e relazioni. Ne abbiamo parlato con Antonio Lazzaro (in foto), ceo e fondatore di Venticento Eventi, che ci ha raccontato visione, sfide e risultati di un progetto complesso e altamente strategico.
Durante Milano Cortina 2026 avete affiancato On Location come partner esclusivo per l’hospitality. Come avete ottenuto l’incarico e quali competenze hanno fatto la differenza?
La partnership con On Location è il risultato di un posizionamento fondato sull’affidabilità operativa. Tre i fattori determinanti: identità territoriale, eccellenza esecutiva e capacità di dialogo istituzionale. La nostra conoscenza di Milano ci ha permesso di trasformare spazi storici in hub internazionali, portando la ‘Clubhouse 26’ ai Dazi dell’Arco della Pace. Questo incarico, insieme al progetto On Location LA28, ci proietta già verso le prossime Olimpiadi, accreditandoci come partner strategico globale capace di tradurre visioni internazionali in realtà locali concrete e autorizzabili.
Quali esperienze avete offerto agli ospiti nelle aree hospitality intorno al braciere Olimpico presso Arco della Pace e nei pressi di San Siro?
L’hospitality premium è stata un’estensione emotiva della gara. La ‘Clubhouse 26’ ai Dazi è stata il fulcro: un ambiente sofisticato dove la connessione umana incontrava la storia. Grazie alla collaborazione con il Museo Olimpico del Cio, abbiamo esposto memorabilia iconiche, creando un percorso unico tra torce storiche e cimeli memorabili. Un momento di eccezionale prestigio è stata la produzione della sfilata per IOC (International Olympic Committee) che ha celebrato l’eleganza olimpica in una cornice monumentale. A San Siro, l’hospitality ha assunto una veste dinamica legata alla Cerimonia di Apertura, offrendo agli ospiti internazionali un’accoglienza d’alto profilo curata nei minimi dettagli. Tradurre la complessità in momenti di autentica felicità è il senso profondo del nostro lavoro. Per la parte creativa e di design abbiamo colaborato con lo studio Giò Forma, garantendo standard estetici di alto profilo.
Avete inoltre realizzato un’area dedicata a circa 250 influencer, aggiudicata tramite una gara internazionale legata a YouTube. Come è stata concepita questa experience?
Abbiamo tradotto il concept ‘Meet up where you belong’ in un’esperienza milanese autentica basata su quattro pilastri: sport, identità locale, strategia ‘social-first’ e community. La Sala Fontana del Museo del Novecento è stata la location chiave: il neon di Fontana e la vista sul Duomo hanno creato un set nativamente social imbattibile. Per il coinvolgimento abbiamo usato format dinamici e digitali per invogliare gli ospiti a trovare il proprio match tramite supporti condivisibili e tematici. Il mix culturale tra DJ set di Bulma Brief e performance d’opera dal vivo ha consolidato il legame tra innovazione digitale e tradizione musicale, permettendo a YouTube di rafforzare la propria community globale in modo memorabile.
Lavorare su un evento globale come le Olimpiadi significa operare su scala e complessità straordinarie. Com’è stata questa esperienza? Cosa vi ha lasciato?
MiCo26 è stata la prova del fuoco per il modello organizzativo interno Delegate and Elevate. Abbiamo gestito quasi 6.000 mq di spazi per quattro brand internazionali contemporaneamente, con obiettivi e target differente, dimostrando che si può essere ‘sartoriali’ anche su larga scala. Operativamente abbiamo coordinato flussi importanti e stakeholder internazionali restando agili; professionalmente, l’esperienza certifica l’affidabilità dei nostri processi su scala mondiale. Umanamente, l’eredità più grande è il carattere del team: vedere Venticento affrontare sfide straordinarie con umiltà e spirito di sacrificio ci rende orgogliosi.
Marina Bellantoni

