Evento culturale

Il Salone del Mobile.Milano avvia da Giacarta il tour della Collezione Permanente del SaloneSatellite per promuovere il design italiano nel Sud-est asiatico

La prestigiosa fiera milanese inaugura la sua tournée globale facendo tappa in Indonesia presso l'Indonesia Design District PIK2. L'esposizione presenta una selezione dell'archivio storico dedicato ai giovani progettisti, trasformando la galleria di prototipi in una piattaforma di relazioni commerciali, culturali e industriali.

In Indonesia, mercato in forte trasformazione e crocevia sempre più rilevante per architettura, interiors, contract e real estate, il Salone del Mobile.Milano apre il nuovo tour internazionale, portando nel Sud-est asiatico uno dei patrimoni più vivi della sua storia recente: la Collezione Permanente del SaloneSatellite, racconto di come la Manifestazione sia diventata una piattaforma capace di generare relazioni, contenuti, conoscenza e opportunità per l’intero ecosistema del design. 

A Giacarta, dal 18 settembre al 18 ottobre, il Townhall dell’Indonesia Design District (IDD) PIK2 ospiterà “SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998–2026”, nell’ambito dell’Indonesia Design Week: una selezione di prodotti che trasforma l’archivio del SaloneSatellite in un atlante vivo di connessioni.

“Il Salone del Mobile.Milano nasce a Milano, ma da sempre cresce attraverso le relazioni che costruisce con il mondo. Ci sono luoghi in cui il futuro del progetto si legge con particolare intensità, perché trasformazioni economiche, sociali e culturali avvengono tutte nello stesso momento. L’Indonesia oggi è uno di questi. Accanto alla rapidità dello sviluppo urbano c’è una cultura materiale profondissima e una nuova generazione che sta trovando modi contemporanei di mettere in relazione industria e abilità manuale, risorse locali e innovazione, identità e apertura internazionale. Essere qui significa per il Salone confrontarsi con questa trasformazione, mettere in dialogo il proprio sistema di imprese, progettisti e competenze con nuove energie e, soprattutto, lasciare che questo confronto allarghi anche il nostro sguardo. È questa, per me, la parte più interessante dell’essere internazionali” afferma Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano.

Dopo Hong Kong nel 2024 e il Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, Giacarta segna il terzo viaggio all’estero della Collezione Permanente e inaugura una nuova stagione del percorso globale del Salone del Mobile.Milano. Una scelta che va oltre la dimensione espositiva: portare il SaloneSatellite, come parte integrante della strategia di internazionalizzazione della Manifestazione, il suo archivio vivo di prototipi diventati prodotti, di giovani designer diventati protagonisti e di incontri diventati storie industriali, significa aprire il tour internazionale dal punto in cui il futuro del design e del settore si legge con maggiore chiarezza, nel dialogo tra talento, impresa, cultura.

La mostra presenta 55 oggetti scelti tra i 415 che compongono la Collezione Permanente, conservata ed esposta dal 2018 presso Artwood Academy a Lentate sul Seveso, nel cuore della Brianza. Una selezione che attraversa quasi trent’anni di SaloneSatellite e restituisce il senso più profondo della sua missione: individuare il talento quando è ancora ricerca, metterlo in relazione con il sistema produttivo e seguirne l’evoluzione nel tempo. Non una retrospettiva, dunque, ma una mappa dinamica di ciò che il design può diventare quando trova il contesto giusto per crescere.

“La Collezione Permanente non è un archivio fermo, ma una geografia viva di incontri: giovani designer, aziende, materiali, culture e possibilità. Portarla a Giacarta, come prima tappa del nuovo tour internazionale del Salone del Mobile.Milano, significa riaffermare la missione del SaloneSatellite: dare visibilità ai talenti, creare connessioni concrete con il mondo produttivo e mostrare come una buona idea possa viaggiare, crescere, diventare prodotto, carriera, cultura. Ogni oggetto racconta un inizio, ma anche un futuro possibile” afferma Marva Griffin Wilshire, Fondatrice e Curatrice del SaloneSatellite e Ambasciatrice delle Relazioni Internazionali del Salone del Mobile.Milano.

“Ospitare la Collezione Permanente del SaloneSatellite rappresenta una tappa importante, non solo per noi, ma per Indonesia Design District PIK2 nel suo complesso”, dichiara Ipeng Widjojo, CEO di IDD PIK2. “Riflette l’idea di scambio internazionale che vogliamo promuovere: un dialogo capace di mettere in connessione l’eccellenza del design globale con la crescente energia creativa dell’Indonesia, il suo artigianato locale e le future generazioni di designer”.

Promossa da IDD e organizzata da Amantara, divisione hospitality e lifestyle di Agung Sedayu Group, Indonesia Design Week si svolge all’interno dell’Indonesia Design District PIK2, nuovo polo dedicato a design, architettura e lifestyle nell’area metropolitana nord di Giacarta. È in questo contesto che la presenza del SaloneSatellite e la collaborazione con IDD si inseriscono nel più ampio percorso internazionale che il Salone del Mobile.Milano porta avanti negli ultimi anni con il supporto di Agenzia ICE: un progetto volto a creare nuove connessioni tra la cultura del design italiano e contesti economici e creativi in forte evoluzione. La mostra della Collezione Permanente diventa così un’occasione concreta di dialogo con progettisti, imprese, architetti, developer, operatori culturali e community creative del Sud-est asiatico, in una regione in cui il design assume un ruolo sempre più rilevante nei processi di sviluppo urbano, economico e culturale.

La mostra, inoltre, si inserisce nell’ambito della decima edizione dell’Italian Design Day, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura per valorizzare e promuovere nel mondo l’eccellenza del design italiano. L’edizione di quest’anno, intitolata “RE-DESIGN. Rigenerare spazi, oggetti, idee, relazioni”, vede per il secondo anno consecutivo Marva Griffin Wilshire Ambasciatrice del Design Italiano a Giacarta.

“Esporre a Giacarta la Collezione Permanente del SaloneSatellite ha un significato particolare. Nato per dare spazio ai giovani designer di tutto il mondo, il SaloneSatellite esprime una delle qualità più importanti della cultura italiana del progetto: la capacità di aprirsi a talenti, linguaggi e culture diverse e di metterli in dialogo. In un Paese giovane, dinamico e ricco di tradizioni come l’Indonesia, questa vocazione trova un terreno particolarmente fertile. È anche per questo che l’Ambasciata d’Italia, insieme ad Agenzia ICE e all’Istituto Italiano di Cultura, sostiene con convinzione questa iniziativa”, afferma Roberto Colaminè, Ambasciatore d’Italia in Indonesia.

L’allestimento della mostra, firmato dagli architetti Ricardo Bello Dias e Hariadna Pinate, ricrea a Giacarta l’atmosfera e il percorso espositivo del SaloneSatellite, restituendo ai visitatori l’esperienza di scoperta che caratterizza la manifestazione durante il Salone del Mobile.Milano. Il progetto si articola in quattro piattaforme, delimitate da elementi verticali e orizzontali che racchiudono e scandiscono lo spazio, guidando il pubblico attraverso le diverse sezioni della mostra. 

Parte integrante del racconto è un grande pannello retroilluminato che riprende la grafica della Collezione Permanente e diventa esso stesso elemento espositivo: una superficie bidimensionale che accompagna, orienta e amplifica la lettura dei 55 oggetti in mostra. In questo dispositivo espositivo, “SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998–2026” riunisce opere diventate icone del design contemporaneo accanto a progetti più recenti, mostrando come intuizioni nate in forma di prototipo abbiano saputo attraversare il tempo e trasformarsi in oggetti di riferimento.

Tra le icone del design contemporaneo figurano la lampada Spun di Sebastian Wrong per Flos, il tavolino-vassoio Chab di Nendo/Oki Sato per DePadova, il pouf Plopp di Oskar Zięta, il tavolino Bell di Sebastian Herkner per ClassiCon, il lavabo Introverso di Paolo Ulian per Antoniolupi, la poltrona Falstaff di Stefan Diez per Dante - Goods and Bads, il daybed Daydream di Mist-o per

Living Divani, la Little Big Chair di Big-Game per Magis, la Ribbon Chair di Nika Zupanc per Qeeboo, Blue Chair di Francesco Faccin per Billiani e la lampada a sospensione Mesh di Francisco Gomez Paz per Luceplan.

Accanto ai longseller, la selezione valorizza oggetti di piccola scala capaci di raccontare con immediatezza la forza di un’intuizione progettuale: la Block Lamp di Harri Koskinen per Design House Stockholm, la gruccia in legno di Studiomama poi entrata nel catalogo Fritz Hansen, i fermalibri in vetro Cinema di Jonathan Radetz per Schönbuch, i vasi Trace di Francesco Forcellini per Cappellini, il portacandela Lab di The Swedes per Habitat, il portariviste Papermaster di Norway Says per Swedese, il set sale e pepe Tête à tête di Staffan Holm per David design, il tappeto Silence di Permafrost e la Oaki Chair di Stine Aas per Northern. A questi si aggiunge Balancing Boxes di Front per Porro, ultima acquisizione della Collezione Permanente, numero 415, che prosegue la ricerca del duo svedese sul “design by motion”.

La mostra racconta anche gli incontri tra giovani progettisti e aziende capaci di riconoscerne il potenziale: la lampada From the Moon di Atelier Ferraro per Ligne Roset, la Lamp06 di Nathalie Dewez, la lampada Oto di OTO.berlin per Belux e il tavolino Daze di Truly Truly per Tacchini. Sono esempi concreti di una delle funzioni più decisive del SaloneSatellite: rendere possibile l’incontro tra ricerca progettuale e produzione, tra visione individuale e sviluppo industriale.

Una sezione è dedicata ai progetti entrati nel circuito del collezionismo o riconosciuti per il loro valore culturale: la Fish Chair di Satyendra Pakhalé per Cappellini, la Cell Easy Chair di Anon Pairot per Restrogen, lo specchio Four di Bertrand Pincemin per DMA Production, la sedia Icon di Jan Plechac, il letto provvisorio When Jim comes to Paris di Matali Crasset per Domeau & Pérès e la seduta Airbag di Ilkka Suppanen con Pasi Kolhonen per Snowcrash, oggetto di culto della prima stagione del SaloneSatellite.

La Collezione documenta inoltre l’ingresso di alcuni pezzi in importanti istituzioni museali internazionali. È il caso di Zeitdokument (Time Document) del collettivo tedesco Bär + Knell, acquisito dal Victoria and Albert Museum di Londra; del centrotavola richiudibile Satellite di Carlo Contin, entrato nel MoMA Design Store di New York; e della panca Benna di Lorenzo Damiani con Daa, realizzata anche nella versione “Rosso Triennale” per la XXI Esposizione Internazionale Triennale Milano, Design after Design.

Il percorso restituisce anche l’evoluzione della professione del designer, oggi sempre più spesso autore, artigiano, ricercatore e imprenditore. Lo raccontano la poltrona in corda nautica Pirarucu del brasiliano Sérgio J. Matos, il cabinet Frame di Lukas Dahlén per Ringvide, la lampada Nebula di Mirei Monticelli in fibre di banano, il portalibri Bookstack del gruppo coreano Umzikim, il tappeto Hear My Roooar di Andrey Budko, la Upside Down Chair di Elise Luttik e il portavaso Svaso di Massimo Duroni, nato dall’assemblaggio di semplici tubi di plastica e già, nel 1999, espressione di un approccio progettuale a basso impatto.

La tappa di Giacarta diventa anche un omaggio al contesto che accoglie la mostra. Torna simbolicamente “a casa” la Plank Chair dello Studio Hendro Hadinata, sviluppata con il brand indonesiano EVERY Collections, con sede proprio a Giacarta. Il tributo si estende all’area asiatica attraverso i vasi in bambù di Shahril Faisal, legati alla presenza del collettivo malese Tanggam al SaloneSatellite, il vassoio in metallo della coreana Suntae Kim e la lampada-paravento Interlaced dei taiwanesi ViiChendesign per Camino.

Non manca la dimensione più poetica e sperimentale, da sempre parte dell’identità del SaloneSatellite. La richiamano tre lampade: Memento di Tonerico:INC, presentata nel 2005; Aether dello studio Aatismo per Lumina, con un petalo in organza giapponese sospeso in una campana di vetro borosilicato; e Focus X5 di Yuji Okitsu per DCW éditions, scultura luminosa mobile che unisce ispirazione astronomica, leggerezza cinetica e sensibilità formale.

La selezione comprende anche progetti legati al SaloneSatellite Award, che nel 2026 ha celebrato la sua quindicesima edizione: la cassa acustica Colibrì del venezuelano Juan Cortizo per la collezione Quibor, premiata con una Menzione nel 2025; Seasons, la collezione di piatti in silicone di Nao Tamura, premiata alla prima edizione dell’Award nel 2010 e subito prodotta da Covo.

A completare il racconto, alcuni prodotti premiati con il Compasso d’Oro ADI, il più autorevole riconoscimento italiano per il design: la lampada a parete Counterbalance di Daniel Rybakken per Luceplan, il pannello fonoassorbente Klipper di Felicia Arvid per Caimi e la lampada in carta Pli, sviluppata dalla stessa ricerca con Foscarini; e la consolle Origata di Porro, disegnata da Nao Tamura fresca di Menzione al Compasso d’Oro ADI 2026.