Evento culturale

Kristian Ghedina e Ian Rocca al Due Torri: tra sport, arte e un percorso gastronomico nel cuore di Verona

Attraverso una cena a sei mani ispirata ai territori di Cortina e Livigno e al dialogo tra leggende dello sci, la serata ha esplorato il confine tra adrenalina e creatività. L'evento è stato impreziosito dal vernissage dell'artista Fulvio Morella, trasformando l'incontro in un racconto corale tra tecnica sportiva, eccellenza gastronomica e sensibilità artistica.

La serata con Kristian Ghedina e Ian Rocca ha trasformato un venerdì sera in un’esperienza immersiva dove sport, gusto e arte si sono incontrati. 

Il cuore dell’evento è stata un’esclusiva cena a sei mani, un percorso gastronomico studiato per accompagnare il dialogo tra i due campioni. Il menù ha valorizzato i territori che hanno ospitato i Giochi appena conclusi e che continueranno ad essere sotto i riflettori mondiali con le ormai prossime Paraolimpiadi, con piatti identitari e contemporanei. 

Abbiamo costruito un menù che raccontasse la montagna con eleganza e carattere, proprio come gli ospiti di questo hotel”, hanno dichiarato Michele Talarico (Executive Chef del ristorante Tèa del Kosmo di Livigno) e Vitangelo Galluzzi (Responsabile ristorazione Masi Wine Bar al Drusciè di Cortina) a margine della serata. “La cucina, come lo sport, è tecnica ma anche emozione. E questa sera l’energia in sala era straordinaria” ha proseguito Salvatore Garofalo, Executive Chef del Due Torri Hotel e Bistrot al 2. 

Tra una portata e l’altra, il dialogo - moderato da Luca Mantovani, Caporedattore de L’Arena - si è fatto sempre più profondo. Ghedina ha riportato il pubblico sulle piste di Coppa del Mondo, raccontando la tensione prima del cancelletto di partenza: “La velocità non è incoscienza, è controllo assoluto del rischio”. 

Rocca ha risposto con la visione moderna del freestyle: “Lo slopestyle è libertà, ma dietro ogni trick c’è disciplina. È creatività costruita con ore e ore di lavoro”. 

Accanto a loro, ospite a sorpresa della serata è stata Paola Magoni, ex sciatrice alpina che nell’84 vinse la prima storica medaglia azzurra nello slalom speciale di Sarajevo. 

L’evento è stato arricchito anche da un momento culturale di grande suggestione: il vernissage della mostra “Verona di stelle” dell’artista Fulvio Morella, un progetto che intreccia arte visiva e narrazione tattile. 

Applausi convinti, momenti di intensa partecipazione e un lungo finale tra fotografie, firma copie del libro Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce (Edizioni Minerva), e saluti informali hanno chiuso l'evento.