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L'Opening Ceremony delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026 firmata Filmmaster apre un nuovo capitolo nelle celebrazioni dello sport senza barriere. Accatino: "Life in Motion, un evento coraggioso, positivo e coinvolgente"
Nella cornice millenaria dell’Arena di Verona, patrimonio UNESCO e simbolo universale della cultura italiana, ha preso ufficialmente il via la XIV edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
La cerimonia di apertura, ideata e prodotta da Filmmaster, ha trasformato l’anfiteatro romano in un grande palcoscenico immersivo per uno show di quasi due ore intitolato Life in Motion, un omaggio al motto storico del movimento paralimpico Spirit in Motion e al valore dell’uguaglianza nella diversità.

Un evento che ha generato, come spiega ad e20express il Presidente di Filmmaster e direttore artistico della Cerimonia Alfredo Accatino, "tante emozioni e un successo inaspettato per il gradimento che ha riscosso a livello internazionale. I media l'hanno definita una "Cerimonia di apertura straordinaria". Io la definirei con tre parole: coraggiosa, positiva, coinvolgente".
NBC con il 13 volte medagliato paralimpico Chris Waddell ha commentato: "Non perde mai il suo fascino perché è tutto basato sull’attesa e sull’entusiasmo", aggiungendo che "Essere in un luogo con un significato storico così grande è straordinario. Trasmette un senso di storia, di peso e di importanza". Reuters ha descritto "bellissime performance ritmiche che hanno onorato la diversità e l’inclusione, mettendo in mostra artisti con disabilità", in un anfiteatro romano trasformato in palcoscenico globale.
Nel complesso, la stampa estera ha riconosciuto allo show prodotto da Filmmaster la capacità di trasformare lo storico anfiteatro veronese in un palcoscenico globale capace di raccontare, con linguaggi contemporanei, i valori universali del movimento paralimpico.
Anche l'audience televisiva ha restituito numeri di tutto rispetto. Per Accatino la scelta di Rai 1 di portare la cerimonia in prima serata segna "un successo editoriale: 3,26 milioni e il 17% di share in una fascia oraria complessa per un evento paralimpico. Soprattutto rispetto a Tokyo 2020 (940.000 - 8% di share), Parigi 2024 (estate, Paralimpiadi, all’8,4). Una scelta coraggiosa che per una volta identifica la rai come servizio pubblico, e comunque superiore ai dati di una ficition che si attesta sui 14/15%"

"A livello produttivo la sfida è stata quella di creare una cerimonia nella stessa location a 10 giorni dalla Chiusura Olimpica, con un budget più contenuto, in un clima di guerra. Penso che abbiamo superato la prova" commenta Accatino, e aggiunge: "Per le due cerimonie, che nell’insieme sviluppano quasi cinque ore di show in mondovisione, abbiamo lavorato due anni e mezzo con 200 persone del team creativo e produttivo di Filmmaster, che salgono a 4000 considerando per entrambe le cerimonie tutti i ruoli anche tecnici e allestitivi, cast e volontari compresi. Per questo vorrei ringraziare Fabrizio Audagnotto, Francerca Robbiati e Celina Vasquez Padilla, al fianco di Antonio Abete Ceo di Filmmaster. Poi c’è stato il lavoro fondamentale di Adriano Martella, direttore creativo, che insieme a me ha lavorato al fianco di due registi come Stefania Opipari (Chisura Olimpica) e Marco Boarino (Apertura paralimpica), gestendo dal set design di Giò Forma alle luci di Bleared , e poi Matteo Oioli e Dario Bruno per le strutture sceniche, e così via in tutti gli ambiti creativi".
"Con un budget molto contenuto rispetto a precedenti edizioni, la nostra forza è stata ottimizzare la stessa location e lo straordinario personale tecnico e organizzativo, e perché no. Il fatto di essere italiani, espertil, pazzi, positivi." conclude Accatino.
Per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi è stato venduto lo stesso numero di biglietti che alla cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici lo scorso 22 febbraio. Vi hanno partecipato 50 danzatori, 50 musicisti, oltre 75 artisti, 3O0 tecnici e 390 volontari in un evento trasmesso in mondovisione, che ha avuto picchi di sette milioni di spettatori sulla francese France 2.
Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi 2026
Le percussioni di Stewart Copeland (ex membro dei Police) insieme a Cornel Hrsca-Munn aprono lo spettacolo, dando il via a una performance che coinvolge artisti con e senza disabilità.
Subito dopo entra in scena Chiara Bersani, performer, autrice e coreografa italiana, che dal centro dell’Arena fa partire un fascio di luce capace di illuminare il cielo di Verona.
La scenografia, ispirata alle celebri tele tagliate di Lucio Fontana, attraversa simbolicamente il palco dividendolo in due: un gesto che vuole evocare il coraggio di aprirsi a nuove possibilità e, più in generale, il desiderio di contribuire a cambiare il mondo.
Come ci spiega Alfredo Accatino, "Abbiamo voluto lanciare il messaggio che la disabilità può essere superata se il mondo cambia per accettare e accogliere le differenze. La diversità quindi come valore."
Da qui la scelta di affidare a Carlotta Bertotti, modella e influencer nata con una macchia che le copre il volto, l’ingresso del Tricolore, consegnato poi alla triatleta paralimpica Veronica Yoko Plebani, testimone dello sport inclusivo e considerata da Vogue simbolo della nuova bellezza.

A seguire, l’Inno di Mameli è stato interpretato da Mimì, vincitrice di X Factor 2024, accompagnata dalla produttrice musicale Ginevra Nervi e dal Gruppo Vocale Novecento diretto da Maurizio Saquegna.
Ad accogliere l’inizio dello spettacolo è stato l’ingresso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, salutato da un lungo applauso del pubblico presente nel parterre dell’Arena. Accanto a lui sedevano il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Andrew Parsons e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e ai ministri Matteo Salvini, Andrea Abodi e Alessandra Locatelli.
La cerimonia si è sviluppata attraverso i quattro capitoli Vibes, Spaces, Loves, Together, costruiti come un viaggio narrativo in cui il movimento del corpo diventa metafora di una società inclusiva.

Il concept, sostenuto da una scenografia condivisa per motivi logistici con l’impianto visivo già utilizzato per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, ha privilegiato un racconto diretto e contemporaneo: non una celebrazione della disabilità come eccezione, ma la rappresentazione di uno spazio pensato per tutti.
Un racconto con un impianto visivo fortemente immersivo basato su videoproiezioni architetturali, scenografie modulari e un sistema di lighting design dinamico capace di trasformare lo spazio dell’Arena in un grande ambiente performativo.

Il linguaggio scenico ha giocato sull’interazione tra performer, architettura e tecnologia. Il coreografo francese Yoann Bourgeois, noto per il lavoro su gravità, cadute e forze centrifughe, ha contribuito a creare sequenze in cui i corpi sembravano sfidare le leggi fisiche, enfatizzando l’idea che, in uno spazio davvero inclusivo, tutti possano interagire allo stesso modo.
La cerimonia si è aperta con un "Apparato circolatorio" firmato dall'artista di fama mondiale Jago, una sequenza di trenta cuori in ceramica, ciascuno raffigurante un micro-movimento del battito cardiaco. Attraverso l'utilizzo della stampa 3D, l'artista ha realizzato uno stampo per ogni fase del battito, creando cuori unici per ciascun istante.
Uno dei momenti più attesi è stato l’ingresso delle delegazioni paralimpiche. L’Arena si è accesa di luci mentre le bandiere dei Paesi partecipanti entravano accompagnati dalla musica elettronica dei Meduza, trio italiano di house music di fama globale.

Per questa edizione, tuttavia, non sono stati gli atleti a portare le bandiere. Il Comitato Paralimpico Internazionale ha deciso che a sfilare con i cartelli delle nazioni fossero 57 volontari, uno per ogni Paese in gara. La scelta è stata motivata principalmente da ragioni logistiche, molte competizioni iniziavano già la mattina successiva, ma ha anche riflesso alcune tensioni politiche legate alla riammissione di atleti russi e bielorussi con simboli nazionali.
Solo 29 delle 55 delegazioni presenti ai Giochi hanno portato atleti alla sfilata di Verona, mentre altre nazioni hanno preferito delegare la rappresentanza a volontari. Alcuni Paesi dell’Europa orientale, tra cui Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina, hanno invece scelto di non presenziare per protesta.
Dopo la rappresentazione dei tre agitos paralitici, simbolo dei valori paralimpici, coraggio, determinazione e uguaglianza, è entrato in scena Dardust, che ha suonato al centro dell’Arena all’interno di un poliedro ispirato agli studi geometrici di Leonardo da Vinci.

Compositore ufficiale della colonna sonora dei Giochi Paralimpici Invernali, ha intrecciato il suo pianoforte e la musica elettronica per plasmare il concetto della cerimonia "Life in Motion". Sulle sue note, una performance sulle opere d'arte ottica di Marina Pollonio, figura di spicco dell'Arte Ottica e Programmata: volumi geometrici elementari giganti, che rappresentano icone dello spazio inaccessibile, diventano accessibili attraverso la musica. Alla fine il poliedro in cui si trova Dardust diventa un globo fatto di uomini e donne, che supera il concetto di disabilità.
Tra i performer in scena anche Daniele Terenzi, primo ballerino al mondo con protesi transfemorale progettata per la danza, affiancato da artisti provenienti dal Cirque du Soleil e da compagnie internazionali. La console di Dardust si trasforma poi in una sfera formata da corpi, a simboleggiare un'unione di forze che rimodella lo spazio e il concetto di disabilità
In collegamento dal Teatro Filarmonico anche l'esibizione toccante Valentina Irlando, violoncellista, insieme al quartetto d'archi Gnu Quartet e la danzatrice sorda Carmen Diodato.
La componente musicale ha attraversato generi diversi. Il dj e produttore Miky Bionic, noto per esibirsi con una mano bionica mioelettrica dopo aver perso il braccio sinistro in un incidente, ha accompagnato la sua performance con un video emozionale dedicato alle Paralimpiadi.

Il terzo movimento della cerimonia, Loves, ha reso omaggio alla città di Verona e al mito universale di Romeo e Giulietta. L’artista Emilio Isgrò ha letto in video la sua poesia Loves, mentre due gruppi di performer hanno animato una coreografia intorno a una struttura scenica ispirata alle macchine leonardiane.
L'atleta cieca Silvia Parente, quattro medaglie di bronzo nello sci alpino paralimpico, simbolo di Torino 2026, porta la bandiera paralimpica insieme agli atleti paralimpici medagliati Enzo Masiello, Angelo Zanotti, Christian Lanthaler, Joseph Eralcher e Dorothea Agetle.
Dopo l'inno paralimpico e il giuramento di rito, un video presenta il viaggio finale delle fiaccole a Milano, Cortina e Verona grazie ai 501 tedofori coinvolti.

Il momento culminante è stato l’arrivo della torcia paralimpica con Bebe Vio, campionessa di scherma e icona del movimento paralimpico italiano. In un gesto simbolico, l’atleta ha acceso i dispositivi luminosi nelle mani dei performer al centro della scena, creando una coreografia di luce che ha trasformato l’intera Arena.
Contemporaneamente si sono accesi i bracieri paralimpici in tre città: Verona, Milano, all’Arco della Pace con Gianmaria Dal Maistro, e Cortina d’Ampezzo, dove la torcia è stata accesa da Francesca Porcellato. Una scelta che segna un primato: Milano Cortina 2026 è la prima Paralimpiade “diffusa” della storia, con tre luoghi simbolo collegati nella cerimonia di accensione.
Dopo quasi due ore di spettacolo, la cerimonia si è chiusa con un momento collettivo sulle note di “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. L’arrangiamento, firmato da Vittorio Cosma, ha coinvolto tutti gli artisti della serata in un grande coro internazionale insieme al pubblico presente.
Un finale che ha trasformato l’Arena in un simbolico spazio condiviso, perfetta sintesi del messaggio dei Giochi: inclusione, solidarietà e partecipazione.
L’evento ha richiesto un coordinamento produttivo su larga scala tra spettacolo dal vivo, regia televisiva e collegamenti remoti, trasformando l’Arena in uno studio a cielo aperto capace di integrare performance live, contributi video e connessioni simultanee con le altre città simbolo dei Giochi.
Una cerimonia che ha incantato il mondo e che è stato possibile realizzare anche grazie all'intenso lavoro dell'intero Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026, dall'Amministratore Delegato Andrea Varnier al ceremonies director Maria Laura Iascone, fino ad ogni membro del team della Fondazione.
Le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 vedono 655 atleti provenienti da tutto il mondo, il numero più alto di sempre per un’edizione invernale. Gli atleti si contenderanno 79 medaglie in sei discipline: para sci nordico, para sci alpino, para ice hockey, para biathlon, para snowboard e wheelchair curling.
La scelta dell’Arena di Verona come sede della cerimonia ha avuto anche un valore simbolico e infrastrutturale. In vista dei Giochi, l’anfiteatro romano, più antico del Colosseo, è stato oggetto di un importante intervento di accessibilità da circa 20 milioni di euro, con nuovi ascensori e servizi dedicati alle persone con disabilità, interventi destinati a restare come eredità permanente per la città.
Con Life in Motion, Filmmaster ha firmato un racconto potente che ha posto al centro gli atleti e il loro movimento, trasformando lo spazio scenico in una metafora di una società davvero inclusiva.
Maria Ferrucci

