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Montefusco: "'Indagine Diari' grande passo avanti verso il progresso"

In merito alla decisione del Consiglio di Amministrazione di Audiradio di dare il via, a partire dal 2009, alla nuova 'Indagine Diari', il presidente RNA esprime grande soddisfazione e, relativamente alla mancata adesione di Radio e Reti, dichiara: "L'opposizione è un problematico prodotto della relazione con i suoi clienti. Vi è il dubbio che si tratti solo di una opposizione agli investimenti necessari a migliorarsi più che di una reale strategia".

Pubblichiamo integralmente la dichiarazione di Eduardo Montefusco (nella foto), presidente RNA, in merito alla decisione del Consiglio di Amministrazione di Audiradio, riunitosi in data odierna, di dare il via, a partire dal 2009, alla nuova 'Indagine Diari' (vedi notizia correlata).

"In qualità di Presidente della più rappresentativa fra le associazioni radiofoniche italiane esprimo la più ampia soddisfazione per quanto ratificato oggi dal Consiglio di Amministrazione di Audiradio. L'importante e innovativa metodologia, che a partire dal prossimo anno affiancherà e integrerà l'indagine telefonica continuativa, rappresenta un ulteriore sviluppo dell'istituto di ricerca sul mezzo e consentirà al mercato di disporre di un nuovo strumento, più realistico e capace di 'qualificare' ancora più il target, mentre adeguerà la nostra metodologia a quella dei più importanti Paesi europei e agli USA".

"Un grande passo avanti verso il progresso che, come sempre accade in tutte le congiunture evoluzionistiche, genera anche qualche perplessità. In particolare riconosco l'opposizione sollevata da Radio e Reti come un problematico prodotto della relazione con i suoi clienti. Non si spiegherebbe altrimenti il dietrofront effettuato dalla concessionaria, che durante i numerosi incontri preliminari sull'argomento si era invece mostrata pienamente d'accordo con l'iniziativa. Questa alquanto ridotta rappresentanza della radiofonia nazionale, comunque, adduce motivi prevalentemente economici più che di efficacia del metodo, a giustificazione della loro posizione, generando il motivato dubbio che si tratti solo di una opposizione agli investimenti necessari a migliorarsi più che di una reale strategia. Abbiamo sempre sostenuto che l'evoluzione del nostro media avrebbe richiesto sacrifici ed investimenti anche per dare al mercato le migliori indicazioni per valorizzare il mezzo e che proprio questa propensione all'investimento sarebbe stato un elemento di selezione del settore. Le due velocità con cui corre il nostro mondo porta ad una riflessione conclusiva: le radio più importanti investono, si evolvono e migliorano il loro rapporto con il mercato; le altre restano al palo".