UPDATE:
Haibun: partnership strategica con Labyrinth Studio per portare l’intelligenza artificiale generativa nelle produzioni pubblicitarie. Fracca: "Ancora più efficacia e creatività. Dopo un 2025 a +30%, puntiamo a un ulteriore +20% nel 2026"AI Festival. Per i brand, l’intelligenza artificiale non è una ‘feature’ da aggiungere, ma un ‘paradigma da abitare’Il Comune di Pantelleria apre gara per la promozione turistica del territorioEMG e Next Different Sport Insight. Armani (16%), Nike (11%) e Unipol (10%) gli sponsor del basket che si ricordano di più. LeBron James è il giocatore più citato (22%), seguito da Danilo Gallinari (20%)Mr. Day festeggia 40 anni con un rebranding, il payoff “Let’s Play” e una nuova campagna per parlare a Gen Alpha e Gen ZIl Carnevale di Sciacca celebra i suoi 400 anni con un'edizione storica e 5 giorni di sfilate. Tra le novità spicca la partecipazione dei "Me contro Te"Jelinic, AD ENIT: “I Giochi Olimpici invernali un’opportunità di sviluppo socioeconomico per il Paese". Nei primi dieci mesi del 2025, l'Italia consolida la sua leadership europea con oltre 438 milioni di presenze (+2,3%)Apre la mostra "Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano" di National Geographic Italia e del National Biodiversity Future CenterPrende il via “Palazzi aperti”, l’iniziativa che inaugura ufficialmente il programma de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026Acqua di Parma celebra 110 anni con la campagna cinematografica 'The Art of Living Italian' con Michael Fassbender e Sabrina Impacciatore
Sondaggi

Webboh Lab effettua un'indagine su 24.000 ragazzi per svelare i molteplici volti della Generazione Z

Dall'indagine emerge la fotografia autentica della Gen Z: non è un monolite ma è composta da cinque profili differenti di social teenager. Viene sfatato il mito di come i giovani non abbiano paura della solitudine senza i social, anche se senza si annoierebbero.

Non esiste un'unica Generazione Z. Da un'indagine effettuata da Webboh Lab, il primo Osservatorio digitale permanente completamente dedicato alla Gen Z e creato da Webboh e dall'istituto di Ricerca Sylla, su 24.000 ragazzi tra i 12 e i 20 anni ingaggiati in 48 ore, emerge che la Gen Z non è un monolite, bensì è composta da 5 cluster di giovanissimi che vivono e percepiscono l'interazione con i social in maniera differente: Meme Maestro (40%), Creative Explorer (18%), Like Lover (17%), Social Soul (14%) e Digital Dreamer (11%). 

Nello specifico, ciascun profilo ritrae una modalità differente di utilizzo dei social media:

  • Meme Maestro è il profilo più curioso: circa il 40% dei giovani utenti che hanno risposto all’instant survey sui social media, li considera una forma d’intrattenimento, come meme e video virali; questo profilo condivide aspetti della propria vita e interessi e si collega con i suoi coetanei per trarre ispirazione per prodotti di tendenza.

  • Creative Explorer è il profilo che utilizza i social media come una piattaforma per esprimere la propria creatività attraverso foto, scrittura e arte. Pesa il 18% degli intervistati ed è composto da giovani a cui piace esplorare e approfondire i propri interessi, ma anche scoprire nuovi argomenti e condividere informazioni, promuovendo cause sociali e cercando aiuto e supporto.

  • Like Lover è il profilo appassionato di social media, che cerca gratificazioni attraverso i feedback positivi, come i like e i commenti. Il 17% dei rispondenti totali, infatti, li utilizza come una fuga dalla routine quotidiana, seguendo e contattando i propri idoli e creator preferiti per sentirsi parte di un mondo diverso.

  • Social Soul è il profilo del giovane social media enthusiast che sfrutta principalmente le piattaforme per instaurare relazioni e conoscere nuove persone, ma anche per avere consigli e scoprire nuove passioni. Il 14% rientra in questa categoria.

  • Digital Dreamer è il profilo che racchiude gli aspetti di tutti i profili precedenti e che rappresenta quei giovani (11%) che utilizzano i social media come una piattaforma per esplorare e vivere un’identità online diversa dalla realtà.

Dai risultati della instant survey viene anche sfatato il mito che i teenager si sentano soli senza i social: in una scala da 1 (per niente) a 10 (massimo), il punteggio medio attribuito al "timore della solitudine" è stato solo di 4,3 ed è uno degli ultimi marker per importanza tra quelli considerati. I punteggi più alti, infatti, li hanno ottenuti "Mi annoierei" e "Farei più sport".

Altro dato interessante emerso dalla survey è che senza i social la Gen Z sentirebbe la mancanza principalmente di WhatsApp, Instagram, TikTok e YouTube, mentre non soffrirebbe l'assenza di Facebook, ultimo dietro Twitch, Discord e X, a testimonianza della necessità forte di restare in contatto con i propri amici.

L’Osservatorio, attraverso la collaborazione con l’Istituto di Ricerca Sylla, restituisce la fotografia autentica della Gen Z permettendo di entrare direttamente in contatto con i più giovani e conoscere e approfondire - in tempo reale - i loro pensieri, le loro opinioni, le loro aspettative e i loro interessi, attraverso indagini condotte su e con l’aiuto dei social media. 

Per tutti i risultati della survey, Le Gen Z: i molteplici volti della generazione Z - https://webbohlab.it/