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Al via una campagna pubblicitaria comparativa Plasmon - Barilla

On air dal 30 novembre su alcuni dei più importanti media nazionali, la comunicazione dell'azienda specializzata nella produzione di alimenti per l’infanzia, compara i risultati di analisi effettuate su biscotti Plasmon, pastina Plasmon, Macine Mulino Bianco Barilla e Piccolini Barilla.
“Da qualche tempo molti genitori usano paste, pastine e biscotti per adulti anche per bambini sotto i 3 anni - denuncia Antonio Maria Cartolari, direttore comunicazione di Plasmon, azienda specializzata nella produzione di alimenti per l’infanzia. Questi prodotti vanno naturalmente bene per gli adulti, ma a volte contengono livelli di contaminanti, in particolare micotossine e pesticidi, molto superiori ai limiti di legge stabiliti per i bambini. Da qui la decisione di Plasmon di effettuare una campagna di informazione e sensibilizzazione, a mezzo stampa (e web), rivolta a tutte le mamme e i papà per colmare un evidente deficit informativo”.

La campagna pubblicitaria di Plasmon, partita il 30 novembre e che prevede diverse uscite su alcuni dei più importanti media nazionali, compara i risultati di analisi effettuate su biscotti Plasmon, pastina Plasmon, Macine Mulino Bianco Barilla e Piccolini Barilla. Dai test, condotti da un laboratorio privato indipendente accreditato ISO 17025 e specializzato in analisi dei prodotti alimentari emerge che i prodotti Plasmon sono conformi ai limiti previsti dalla Normativa Infanzia, mentre i due prodotti Barilla, pur conformi ai limiti di legge stabiliti per gli adulti, risultano superare nettamente quelli per l’infanzia.

“La legge tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi - prosegue Cartolari - ma distingue tra adulti e ‘bambini’ (da 0 a 3 anni), imponendo per questi ultimi limiti molto più restrittivi. Con un ulteriore distinguo: solo i prodotti specificamente dedicati a questa fascia (baby food), formulati in conformità alle norme applicabili a questa delicata fascia di consumatori devono rispettare i limiti per i bambini. Il Regolamento CE 1881/2006 del 19 dicembre 2006 e la Direttiva 2006/125/CE del 5 dicembre 2006 sugli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini definiscono i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari. Queste norme riconoscono che l’organismo infantile presenta un aumentato rischio tossicologico rispetto all’adulto e per molti contaminanti vengono stabiliti limiti specifici per l’infanzia. I prodotti alimentari per adulto possono superare fino a 200 volte il limite massimo di pesticidi consentiti dalla legge per l’infanzia e fino a 20 volte il limite massimo di micotossine. I prodotti destinati alla normale alimentazione per adulti non sono di conseguenza adatti all’alimentazione infantile”.

Tale concetto è espresso a chiare lettere dal Regolamento di cui sopra, che recita: per la tutela della salute dei lattanti e dei bambini, che costituiscono un gruppo vulnerabile, è opportuno stabilire tenori massimi ai più bassi livelli ottenibili mediante una selezione rigorosa delle materie prime impiegate nella produzione degli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini. Nulla di tutto questo è garantito dalle paste alimentari e dai biscotti destinati all’alimentazione dell’adulto.

“I contaminanti tipici dei cereali e dei prodotti derivati, come pasta e biscotti appunto - spiega Antonio Maria Cartolari - sono proprio i pesticidi e le micotossine. In particolare, queste ultime sono metaboliti secondari, tossici, prodotti da funghi che colonizzano le materie prime degli alimenti. La loro produzione può avvenire in campo, durante la raccolta e lo stoccaggio. Le micotossine sopravvivono alla morte del fungo che le ha prodotte e non vengono denaturate dalla cottura. Il problema è complesso e non può essere gestito sulla base della sola selezione dei lotti, ma va affrontato a partire dal campo. Per questo motivo Plasmon, da molti anni, ha predisposto il ‘programma Oasi’, un protocollo per la gestione di tali rischi che prevede specifici requisiti per la selezione dei campi (lontano da fonti di inquinamento), per la lavorazione del terreno e la coltivazione al fine di prevenire l’attacco dei funghi ; requisiti per le tecniche di stoccaggio del grano (solo mezzi fisici, non chimici) al fine di evitare il rischio di residualità di sostanze chimiche e requisiti per la rintracciabiltà (dal campo alla tavola)”.

Il problema è insidioso perché i lotti dei cereali possono presentare una contaminazione disomogenea, difficile da scoprire anche adottando tecniche di campionamento corrette. Plasmon è in grado di dare garanzie superiori grazie alla specifica e mirata attività di prevenzione e controllo che inizia dal campo, attraversa gli stadi intermedi della filiera fino ad arrivare alla validazione della farina che viene poi utilizzata per la produzione della pasta e dei biscotti per l’infanzia. Tutto ciò è garantito anche grazie al solido sistema di tracciabilità adottato, che permette di ripercorrere tutte le fasi dal campo al biscotto o alla pasta. Sono inoltre motivo di vanto i laboratori interni Plasmon accreditati ISO 17025, presso i quali vengono effettuate le ricerche e determinazioni analitiche.

“I mulini che macinano baby food Plasmon seguono procedure specifiche per evitare frammischiamenti con farine non adatte per l’infanzia. Allo stesso modo anche la produzione dei biscotti Plasmon avviene su linee dedicate senza possibilità di contatto con cibi per adulti. Stimiamo attualmente che in Italia oltre il 80 % delle mamme con bambini ad di sotto dei 3 anni propongono pasta e biscotti per adulti - evidenzia in conclusione il Direttore Comunicazione di Plasmon. - Ecco quindi un consiglio utile a tutte le mamme e i papà per andare incontro alle esigenze di sicurezza alimentare essenziali nei primi anni di vita dei propri piccoli: privilegiare sempre l’acquisto di paste, pastine e biscotti specificatamente formulati e studiati per la prima infanzia. Solo i prodotti regolati da specifica normativa baby food possono garantire la sicurezza necessaria al bambino da 0 a 3 anni”.

MF