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Cristal Festival/3. Séguéla, nella comunicazione politica vince l'idea e non l'ideologia, la persona e non il partito
A Crans Montana il guru francese ha analizzato casi di successo e disastri clamorosi ed ha voluto regalare alcune considerazioni sulla comunicazione politica e, in particolare, sulla comunicazione dei politici, passando in rassegna casi positivi e negativi: dall'ex presidente del Brasile, Lula, all'inglese Cameron, da Barak Obama, a Sarkozy, a Silvio Berlusconi.
(Da Crans Montana, Salvatore Sagone).
Come sempre molto interessante ogni intervento del guru francese della comunicazione. Questa volta al Cristal Festival ha voluto regalare alcune considerazioni sulla comunicazione politica e, in particolare, sulla comunicazione dei politici (sull'argomento ha appena scritto il libro (Le puovoir dans la peau). Partendo dal presupposto che i social media hanno rivoluzionato questo tipo di comunicazione e che, oggi più che mai, la gente vota la persona e non il partito, l'idea e non l'ideologia, Séguéla propone una carrellata di esempi, buoni e cattivi. L'ex presidente del Brasile, Lula, è uno degli esempi più virtuosi perché è stato capace di andare nelle favelas, e incontrare la gente. Il mezzo di comunicazione più efficace utilizzato? Le t-shirt con sopra il suo volto.
Tornando alla vecchia Europa Cameron ha invece vinto le elezioni facendo ricorso a una campagna outdoor molto aggressiva, poi ripresa con grande evidenza da tv e giornali.
Ma il dato più sorpendente arriva da una ricerca condotta in Francia dove ben il 25% degli elettori quando esce di casa per andare a votare non sa ancora dove apporre la croce o a chi dare la preferenza. A conferma che la comunicazione può essere molto debole e poco efficace.
Il segreto del successo elettorale di Sarkozy? Avere una bella voce, da conduttore radiofonico. Per Séguéla il body language ha un'importanza sempre più rilevante presso i cittadini elettori. Il modo di porsi di Barak Obama, ad esempio, è stato un esempio in questo senso molto efficace.
L'avvento dei social media, si diceva, è stato rivoluzionario per la comunicazione politica.
Ma il web, avverte il guru francese, deve essere utilizzato bene perché gli elettori devono potersi trasformare in evangelisti, venditori a loro volta, dell'idea.
Veniamo poi agli esempi negativi. Séguéla non ha dubbi. Un caso emblematico in questo senso è quello di Strass Kan: “un idiota, ha fatto un enorme errore poche ore prima di essere incoronato quale rappresentante della sinistra francese. Il disastro è stato amplificato anche dall'arroganza dimostrata nei giorni successivi da lui e dai suoi avvocati. Era necessario un gesto di umiltà come, molto banalmente, chiedere scusa”.
Ce n'è anche per la povera italia, nel bene e nel male. “Berlusconi è stato un clown del sesso, si è ricoperto di ridicolo. E se gli Italiani lo avessero seguito fino al baratro sarebbe stata la migliore rappresentazione della classica commedia dell'arte italiana”. Perché l'Italia recuperi credibilità non ci vorrà però molto, dichiara ottimista Séguéla.
Il nostro paese si è però riscattato con un grande atto comunicativo come quello del ministro del welfare Fornero, tradita dalla commozione quando doveva pronunciare la parola sacrifici, in merito al doloroso intervento sulle pensioni. “Piangere di fronte ai propri cittadini è stato un atto di comunicazione molto efficace perché dimostra che un politico con un cuore è un buon politico”.
Come sempre molto interessante ogni intervento del guru francese della comunicazione. Questa volta al Cristal Festival ha voluto regalare alcune considerazioni sulla comunicazione politica e, in particolare, sulla comunicazione dei politici (sull'argomento ha appena scritto il libro (Le puovoir dans la peau). Partendo dal presupposto che i social media hanno rivoluzionato questo tipo di comunicazione e che, oggi più che mai, la gente vota la persona e non il partito, l'idea e non l'ideologia, Séguéla propone una carrellata di esempi, buoni e cattivi. L'ex presidente del Brasile, Lula, è uno degli esempi più virtuosi perché è stato capace di andare nelle favelas, e incontrare la gente. Il mezzo di comunicazione più efficace utilizzato? Le t-shirt con sopra il suo volto.
Tornando alla vecchia Europa Cameron ha invece vinto le elezioni facendo ricorso a una campagna outdoor molto aggressiva, poi ripresa con grande evidenza da tv e giornali.Ma il dato più sorpendente arriva da una ricerca condotta in Francia dove ben il 25% degli elettori quando esce di casa per andare a votare non sa ancora dove apporre la croce o a chi dare la preferenza. A conferma che la comunicazione può essere molto debole e poco efficace.
Il segreto del successo elettorale di Sarkozy? Avere una bella voce, da conduttore radiofonico. Per Séguéla il body language ha un'importanza sempre più rilevante presso i cittadini elettori. Il modo di porsi di Barak Obama, ad esempio, è stato un esempio in questo senso molto efficace.
L'avvento dei social media, si diceva, è stato rivoluzionario per la comunicazione politica.
Ma il web, avverte il guru francese, deve essere utilizzato bene perché gli elettori devono potersi trasformare in evangelisti, venditori a loro volta, dell'idea.
Veniamo poi agli esempi negativi. Séguéla non ha dubbi. Un caso emblematico in questo senso è quello di Strass Kan: “un idiota, ha fatto un enorme errore poche ore prima di essere incoronato quale rappresentante della sinistra francese. Il disastro è stato amplificato anche dall'arroganza dimostrata nei giorni successivi da lui e dai suoi avvocati. Era necessario un gesto di umiltà come, molto banalmente, chiedere scusa”.
Ce n'è anche per la povera italia, nel bene e nel male. “Berlusconi è stato un clown del sesso, si è ricoperto di ridicolo. E se gli Italiani lo avessero seguito fino al baratro sarebbe stata la migliore rappresentazione della classica commedia dell'arte italiana”. Perché l'Italia recuperi credibilità non ci vorrà però molto, dichiara ottimista Séguéla.
Il nostro paese si è però riscattato con un grande atto comunicativo come quello del ministro del welfare Fornero, tradita dalla commozione quando doveva pronunciare la parola sacrifici, in merito al doloroso intervento sulle pensioni. “Piangere di fronte ai propri cittadini è stato un atto di comunicazione molto efficace perché dimostra che un politico con un cuore è un buon politico”.

