Advertising
Cristal Festival. Bertelli, le gare penalizzano l'innovazione della comunicazione
Un premio francese che sta cercando di internazionalizzarsi, senza esserci ancora riuscito. Così il direttore creativo esecutivo di Publicis, Bruno Bertelli, ha definito il Cristal Festival, in occasione della sua partecipazione all'undicesima edizione in veste di giurato italiano nella categoria Consumer Marketing.
Con una giuria composta per la maggior parte da professionisti francesi che visionano materiale video non tradotto, la semplicità dell'idea ha avuto la meglio su altre variabili che necessitavano di ulteriori spiegazioni. Magro il bottino del nostro Paese con un Cristal per Pirelli (Y&R, FilmMaster) e due menzioni speciali per McFarland (Publicis) e Samsung (Leo Burnett), che vince anche un premio assegnato dalla giuria dei giornalisti.
In Italia la difficoltà, per il creativo, non è tanto nelle intenzioni o capacità delle agenzie di realizzare lavori all'altezza dei concorrenti stranieri, soprattutto relativamente all'integrazione delle campagne. I problemi maggiori sono a livello esecutivo in cui sono tante le complicazioni che si manifestano in fase di realizzazione.
Non da ultimo il rapporto con le aziende in Italia è considerato penalizzante ai fini della realizzazione di una campagna integrata realmente competitiva in un'arena internazionale quale quella dei Festival della creatività, per via dei meccanismi lunghi e complicati, le gare tra 4 o 5 strutture, che impediscono all'azienda di concentrarsi sul potenziale comunicativo delle dinamiche di un progetto integrato favorendo invece la scelta del classico spot ad effetto immediato.

