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DLV BBDO riorganizza il reparto creativo e vince gara per il digital di Freddy

Il Ceo dell'agenzia annuncia la nomina di Stefania Siani e Federico Pepe, già direttori creativi, a direttori creativi esecutivi del Gruppo BBDO per le sedi di Milano e Roma e di Proximity BBDO e l'ingresso in agenzia di nuovi specialisti nel digital (Viora, Jaccarino e  Bibbò) e nel planning. L'agenzia si riorganizza in ottica integrata e spinge sul digitale. Primo semestre con crescita a doppia cifra, un nuovo incarico per Wall Street Institute e una gara in corso per Alpi.
DLV BBDO rinnova il proprio posizionamento in ottica integrata, spingendo sul digitale e riorganizzando il reparto creativo con l'ingresso di nuovi professionisti specializzati.
In quest'ottica si inserisce  la nomina di Stefania Siani e Federico Pepe, già direttori creativi, a direttori creativi esecutivi del Gruppo BBDO per le sedi di Milano e Roma e di Proximity BBDO, digital company del Gruppo. Inoltre sono stati nominati vicedirettori creativi della sede di Milano l'art Davide Fiori e la copy Valentina Amenta.
Alla direzione creativa digital dell'agenzia sono arrivati Emanuele Viora, Andrea Jaccarino e Massimiliano Bibbò, provenienti da ARC Leo Burnett.
Entra a far parte dell'agenzia anche Anna Andreis, proveniente da Now Available, in qualità di head of planning, mentre Ilaria Mosca, da Fullsix, è digital client service director. Infine Serena Quaquarelli, da Publicis Modem, diventa digital account supervisor.

"Vogliamo rispondere alle esigenze del mercato con un'agenzia che sia per i clienti un interlocutore su tutte le discipline, da quelle tradizionali, al retail, agli eventi (la cui realizzazione viene però gestita esternamente all'agenzia) al digitale - ha commentato ad ADVexpress il ceo dell'agenzia Nicola Belli -. "I clienti chiedono la big idea che sia efficace e che renda la marca famosa, noi la identifichiamo e la esplodiamo su tutti i touchpoints possibili con il target. La nuova struttura prevede che il sottoscritto, Stefania e Federico siano guardiani del brand e supervisor su tutte le attività con una vision strategica e creativa, mentre tutti gli altri professionisti siano impegnati come specialisti nelle varie discipline, dai planner ai creativi, ai digital, per dare vita a grandi idee che funzionino sia con logiche classiche che digitali. Sull'onda della richiesta alle agenzie, da parte dei clienti, di agire seguendo logiche di business e di efficacia.
I primi frutti della nuova struttura provengono da Wall Street Institute, per il quale ci stiamo occupando di un progetto internazionale con l'obiettivo di diventare per il cliente l'hub europeo. Inoltre abbiamo mantenuto in seguito a una gara il digital di Freddy e siamo attualmente in gara con Leo Burnett e Stz per il rilancio di immagine di Alpi, gruppo di laminati in legno".

"Il digital consente alle marche di rafforzare la propria presenza in comunicazione - spiega Belli - attraverso molteplici attività grazie a costi di produzione inferiori rispetto ai mezzi tradizionali. In quest'ottica l'agenzia prosegue la propria vocazione di story teller e sfruttando i mezzi di nuova generazione racconta diversi capitoli della stessa storia del brand, creando diverse occasioni per intrattenere e sorprendere  il consumatore. Come per Freddy, marchio per il quale è prevista una trentina di filmati che durante la stagione commerciale accompagneranno il consumatore in più puntate creative sul web".

Spostando l'attenzione al tema della remunerazione, Belli dichiara ad ADVexpress: "I tempi sono cambiati, quindici anni fa le agenzie venivamo pagate anche troppo, ora troppo poco ma la responsabilità è delle agenzie stesse che non hanno mai trovato un accordo su un limite minimo di remunerazione oltre il quale non scendere. In agenzia ho tagliato i rami secchi, ovvero i clienti che non adottavano criteri adeguati di remunerazione, perchè la nostra posizione è di essere pagati il giusto. Credo siano due i principali criteri di renumerazione che le agenzie debbano adottare: la commissione d'agenzia, con la convizione che in termini di fee non si possa scendere al di sotto dell'8 - 10%, tranne nei casi di budget stellari, oppure si può adottare il criterio del time on staff, definendo con il cliente il team necessario per svolgere un progetto.  Noi quest'anno abbiamo alzato il livello dei nostri professionisti con new entries di specialisti e chiediamo di essere pagati il giusto per il livello della nostra offerta".

L'agenzia nel primo semestre dell'anno segna una crescita a doppia cifra, grazie a nuove acquisizioni come Yamaha, Freddy, Cam, Cielo e Safilo e a più ampi investimenti da parte dei clienti esistenti soprattutto nell'area digital.

EC