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Marini: a New York con due nuovi soci americani, puntando a brand Usa dal mood italiano

 
Lorenzo Marini & Associates New York si apre a due nuovi soci americani, i direttori creativi  Kris Weber e Dominique Alessandro.
Che si uniscono a Marini nel progetto di realizzare un'agenzia di comunicazione più che integrata, ibrida, consapevole che una marca made in Italy in America non può essere solo italiana e che un brand Usa  italian style non può avere successo sul mercato senza capire l'essenza di un marchio italiano.

Come spiega ai microfoni di ADVexpressTV lo stesso Marini, che oggi all'Armani Cafè ha presentato i due nuovi partner, tutti art director, ora la sua agenzia nella City conta 12 persone e si ispira a un modello flessibile, senza account, ma con producer e un approccio e una visione integrati, a 360° sulla brand essence, grazie a una forte expertise sul pack delle due new entries e alla partnership con società di eventi e social. 
In questi due anni sono tanti i brand che hanno scelto la Lorenzo Marini Associated  NY, come Goya, Rigoni di Asiago, Schar, Loacker, Poltrona Frau, Corso, Minute Maid, Panos, Serafina, Tuscany Wines e il recente Cinnabon. Su questo marchio l'agenzia è già attiva sul pack ed ora sta allargando il proprio raggio d'azione all'advertising e a tutte quelle forme di comunicazione che riguardano tutto ciò che sta attorno all'emozione della marca e creano engagement con il pubblico, come un profumo e un'area relax in aeroporto. 
Toccando tutti i touch points possibili con i consumatori, perchè in America ancora il mercato ha i grandi numeri per poterlo fare. Ecco perchè l'agenzia, che inizialmente era orientata per il 50% a brand italiani che esportano in America e per l'altro 50% a marchi americani con produzioni dal sapore italiano, oggi si orienta più sui brand italian mood, dotandosi di due menti creative per meglio interpretarne la brand essence. 
In Italia le aziende nei prossimi due anni saranno ancora rallentate dalla crisi, spiega Marini, e ancorate a un'autoreferenzialtà di messaggi che all'estero non consente di volare. Diverso il mercato americano, dove, ad esempio, spopola tra i panettoni un brand brasiliano e dove brand locali di ispirazione tricolore si impongono su quelli made in Italy.  Proprio a queste realtà si rivolge in particolar modo l'agenzia di Lorenzo Marini, consapevole della loro necessità di comunicare e di identificare un'agenzia che sappia raccontare i loro prodotti. Non è un caso che proprio la sede americana della sigla traini la crescita del Gruppo rispetto all'agenzia italiana, stabile nel fatturato rispetto all'anno scorso. 

Dunque occhi puntati su marchi di food, fashion e design, come annunciava la pagina stampa apparsa la scorsa settimana sui principali quotidiani nazionali. Un'idea che ha funzionato, osserva Marini, che in due giorni ha ricevuto quattro chiamate, tre da aziende del food e una dall'area fashion. 

Dunque, il segreto è diventare tattici, anche nel rapporto tra clienti e agenzie, con queste ultime che, ribadisce Marini, nel corso degli anni sono passate da madri e mogli a escort.
E la tattica che le aziende devono adottare per marchi di successo è quella di mantenere inalterati nel tempo i temi fondamentali della loro comunicazione. Apple e Nike insegnano.