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Più 'penne e colori' per il copywriter di nuova generazione

Guarda su ADVexpress Tv il giro di microfoni tra i maggiori creativi della nostra industry incontrati in occasione della presentazione del libro edito ADC Group, 'The HeadLiners'.
A margine della presentazione del libro edito ADC Group, 'The HeadLiners', abbiamo chiesto ai creativi presenti cosa significa oggi fare il copywriter e come deve evolvere questo mestiere per catturare l'attenzione di un consumatore che ha profondamente mutato le proprie abitudini d'acquisto.

Il lavoro del copy è diventato per Luca Scotto di Carlo, creative partner M&C Saatchi, sempre più concettuale che verbale utilizzando le parole nella loro accezione più profonda. Per il creativo 'scrivere bene corrisponde a sapere suonare, scrivere meglio è suonare e cantare insieme, e poi c'è Jimi hendrix'.

Per Aldo Biasi, amministratore unico di Aldo Biasi Comunicazione, scrivere è un'arte che nel mondo della pubblicità sembra stia scomparendo. Quello del copy è un lavoro che va ripensato, ricostruito.

Secondo un cinico aforisma citato da Roberto Greco, direttore generale in Grey, si può anche continuare a scrivere il problema è che a breve nessuno saprà più leggere. Ecco la nuova sfida per il copywriter: riuscire a scrivere anche per quelli che non sanno leggere. 

Per Sofia Ambrosini, socio fondatore Freccia Ambrosini Volpi, invece continua ad essere una professione bellissima che ti permette di giocare con le parole come sempre, l'unica differenza rispetto al passato sta nella moltitudine di 'penne e colori' con cui si può dare forma al pensiero. Non basta sapere scrivere, fondamentale rimane l'idea.