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Pk lascia la Sicilia. Rcs e Manzoni interessate al Giornale di Sicilia. Ciancio fa da sè

La storica concessionaria dei tre quotidiani Il Giornale di Sicilia, La Sicilia di Catania e la Gazzetta del Sud, a partire dal 31 dicembre 2013 lascia l'incarico. Comunicazioni ufficiali ne hanno annunciato l'abbandono. Come si legge su www.siciliainformazioni.com La Sicilia di Catania vorrebbe mettersi in proprio mentre sulla testata più antica dell’Isola, Il Giornale di Sicilia, avrebbero messo gli occhi Rcs e Manzoni
Publikompass storica concessionaria dei tre quotidiani siciliani Il Giornale di Sicilia, La Sicilia di Catania e la Gazzetta del Sud, a partire dal 31 dicembre 2013 lascia l'incarico. Comunicazioni ufficiali ne hanno annunciato l'abbandono.

Di pochi giorni fa la comunicazione a mezzo comunicato stampa emesso dalla concessionaria di cui è Ad Maurizio Scanavino (in foto), in merito all'avvio di procedure di licenziamento su tutto il territorio nazionale. A farne le spese 87 lavoratori tra i quali 22 dipendenti che raccoglievano pubblicità per conto del Giornale di Sicilia, 29 a Messina (Gazzetta del Sud), 18 a Catania (La Sicilia) e ancora un lavoratore a Siracusa e 4 a Trapani.

 “La situazione di eccedenza - si legge nel comunicato inviato dall’azienda - è determinata dall’andamento negativo e irreversibile del settore pubblicitario che si riflette anche sulla raccolta. La società ha visto recentemente la risoluzione delle concessioni per la raccolta pubblicitaria a varie testate localizzate principalmente nel Sud Italia”.

Nel corso degli ultimi anni, come riporta Livesicilia.it,  Publikompass ha subito una perdita di fatturato pari al -30%. Nel 2010, il fatturato si attestava a circa 136 milioni di euro per scendere poi nel 2011 a 124 milioni, con un calo di 8 milioni di euro. Per il 2012, invece, il ricavato si ferma a 87 milioni di euro con una perdita pari al -30% e una previsione per il 2013 di 67 milioni di euro con una perdita pari al -51%.

Una situazione drammatica quella del settore dell’editoria e della pubblicità che ha colpito soprattutto i quotidiani siciliani: “La società - continua il comunicato - ha svolto un’analisi puntuale delle strutture operative di Bologna , Firenze, Perugia, Caserta, Napoli, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Lecce, Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, che ha confermato come anche per il futuro non sia possibile un recupero di redditività nè di sviluppo produttivo sostenibile per le attività locali”. Publikompass ha inoltre dichiarato che non potrà ricorrere a ‘’misure temporanee di cassa integrazione’’ perché la cessazione delle attività produttive è definitiva.

Sulle sorti dei quotidiani siciliani si legge su www.siciliainformazioni.com che La Sicilia di Catania vorrebbe mettersi in proprio. Mario Ciancio ha costruito una piattaforma multimedia (giornale cartaceo, testate on line, emittenti televisive e affissioni) per poterla vendere direttamente con una concessionaria proprietaria.

Il Giornale di Sicilia non ha ancora deciso il da farsi. Sulla testata più antica dell’Isola avrebbero messo gli occhi Rcs e Manzoni del Gruppo La Repubblica-L’Espresso. Rcs vorrebbe succedere a Publikompass sia a Catania che a Palermo, mentre le attenzioni di Manzoni riguarderebbero solo Il Giornale di Sicilia.

Mario Ciancio non ha scartato l’ipotesi Rcs, nonostante abbia lavorato ad una soluzione diversa. Dipenderà, naturalmente, dall’offerta del Gruppo di via Solferino. Se non dovesse chiudersi l’affare con Rcs, l'editore dispone di una struttura in grado di succedere a Publikompass. In questa prospettiva Ciancio ha rafforzato la sua presenza nel settore delle affissioni in modo da concorrere in posizione di forza nelle campagne pubblicitarie in Sicilia.

Se la Manzoni succede a Publikompass nel Giornale di Sicilia, la sua presenza nell’Isola crescerà notevolmente. Nel caso in cui ciò avvenisse, tuttavia, non sarebbe la sede della Manzoni di Palermo a rilevare il “pacchetto” siciliano a quanto pare.

MF