Digital
Riccardo Donadon: "La web tax penalizza le startup"
Dal presidente di Italia Startup un monito relativamente alla proposta che prevede l'obbligo di acquisto dei servizi online, sia di e-commerce che di pubblicità, anche attraverso centri media o operatori terzi, solo da soggetti con partita Iva italiana: "Rischiamo di allontanare dal nostro Paese molte aziende che forniscono agli startupper, e più genericamente a tutte le aziende che hanno capito quanto importante sia innovare, strumenti e metodi per implementare le loro idee. E quindi di distogliere investimenti internazionali importanti"
Sta facendo discutere in questi giorni la web tax, proposta approvata venerdì 13 dicembre in commissione Bilancio della Camera nel corso dell'esame della legge di stabilità, che prevede l'obbligo di acquisto dei servizi online, sia di e-commerce che di pubblicità, anche attraverso centri media o operatori terzi, solo da soggetti con partita Iva italiana (leggi news).
Non tutti gli operatori del settore sono d'accordo nel considerarla una manovra positiva per il comparto.
"La cosiddetta "web-tax" rischia di essere un clamoroso autogol per il nostro Paese - ha dichiarato a tale proposito Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startup - come associazione che rappresenta l'ecosistema delle piccole e giovani imprese innovative, non possiamo che osteggiare una manovra che di fatto rischia di tagliare fuori l'Italia dal resto del mondo digitale. Sul delicato tema della tassazione relativa ai soggetti che operano su internet è infatti attivo da tempo un tavolo europeo chiamato a esprimere un provvedimento armonico e valido per tutti i paesi membri. Muoversi come singolo stato membro in modo anticipato e distonico rispetto alle future decisioni europee, ci può penalizzare molto. Rischiando di allontanare dal nostro Paese molte aziende che forniscono agli startupper, e più genericamente a tutte le aziende che hanno capito quanto importante sia innovare, strumenti e metodi per implementare le loro idee. E quindi di distogliere investimenti internazionali importanti, proprio ora che il Governo ha appena promosso il programma Destinazione Italia, mirato ad attrarre sia risorse umane che risorse economiche dall'estero".
MF
Non tutti gli operatori del settore sono d'accordo nel considerarla una manovra positiva per il comparto.
"La cosiddetta "web-tax" rischia di essere un clamoroso autogol per il nostro Paese - ha dichiarato a tale proposito Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startup - come associazione che rappresenta l'ecosistema delle piccole e giovani imprese innovative, non possiamo che osteggiare una manovra che di fatto rischia di tagliare fuori l'Italia dal resto del mondo digitale. Sul delicato tema della tassazione relativa ai soggetti che operano su internet è infatti attivo da tempo un tavolo europeo chiamato a esprimere un provvedimento armonico e valido per tutti i paesi membri. Muoversi come singolo stato membro in modo anticipato e distonico rispetto alle future decisioni europee, ci può penalizzare molto. Rischiando di allontanare dal nostro Paese molte aziende che forniscono agli startupper, e più genericamente a tutte le aziende che hanno capito quanto importante sia innovare, strumenti e metodi per implementare le loro idee. E quindi di distogliere investimenti internazionali importanti, proprio ora che il Governo ha appena promosso il programma Destinazione Italia, mirato ad attrarre sia risorse umane che risorse economiche dall'estero".
MF


