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Al convegno Pambianco Intesa Sanpaolo strategie e strumenti per il business internazionale

I protagonisti del fashion system italiano si sono dati appuntamento a Milano per analizzare il tema dell’internazionalizzazione che, a causa del protrarsi della stagnazione del mercato interno, oggi non è più un’opzione ma una necessità assoluta per continuare a crescere.
Pambianco Strategie di Impresa - società di consulenza strategica specializzata nei settori Moda&Lusso - ha analizzato oggi, in occasione del tradizionale Convegno Pambianco Intesa Sanpaolo, il tema dell’internazionalizzazione che, a causa del protrarsi della stagnazione del mercato interno, oggi non è più un’opzione ma una necessità assoluta per continuare a crescere. Alla giornata di studio hanno partecipato come di consueto oltre 400 fra i più importanti rappresentanti del fashion system italiano.

In apertura del convegno, scenari e prospettive sfidanti per le imprese del lusso e della moda sono stati al centro dell’intervento di Gaetano Miccichè, direttore generale e responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, a cui si è unito il contributo di Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale Moda Italiana. L’analisi del contesto macroeconomico elaborata da Gregorio De Felice, responsabile del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha consentito di introdurre i principali temi di discussione alla luce dei più recenti dati sull’andamento del settore. (In allegato la sintesi dell'intervento di De Felice)

Un ulteriore approfondimento e spunto di riflessione è scaturito dai dati emersi dalla ricerca di David Pambianco, Vice Presidente di Pambianco Strategie di Impresa. (Sintesi in allegato).

Il Convegno Pambianco Intesa Sanpaolo si propone infatti come uno dei momenti fondamentali di incontro e di scambio per un settore, quello della moda italiana, che non sempre riesce a fare sistema.

A ricordarci il valore intrinseco del lusso made in Italy è stato oggi uno dei maggiori player a livello mondiale: François-Henri Pinault, CEO di PPR il gruppo del lusso francese che ha scelto di puntare sul lusso italiano attraverso l’acquisizione di Marchi come Gucci, Bottega Veneta, Brioni e Sergio Rossi.

Pinault, come dimostrano anche i dati emersi dalla ricerca di David Pambianco, ha ricordato che per vincere la sfida sui mercati globali, soprattutto nel lungo periodo, sarà necessario valorizzare la tradizione creativa e produttiva dei nostri marchi puntando a mantenere sempre altissima la qualità dei prodotti. Ovviamente non si può escludere che nel tempo Paesi emergenti, come Cina e India, sviluppino dei marchi del lusso propri, ma su questo punto il parere del CEO di PPR è che questi, per avere consistenza, dovranno essere connessi a tradizioni reali dei vari Paesi (mobile, porcellana, seta in Cina, gioielleria in India). Comunque in molte aree produttive potremo mantenere e consolidare la nostra leadership se sapremo investire sulla formazione.

La giornata, iniziata con ottimismo sia per l’autorevole intervento di Pinault che sulla base dei dati presentati, è poi proseguita con interviste face to face e tavole rotonde coordinate da Enrico Mentana, direttore del TG di La 7.

Fra i relatori sono intervenuti: Antonio De Matteis - AD di Kiton, Francesca Lusini - Presidente di Peuterey Group, Niccolò Ricci - AD di Stefano Ricci, Pier Luigi Loro Piana - AD di Loro Piana, Remo Ruffini - Presidente ed AD di Moncler, Brunello Cucinelli - presidente e AD dell’omonimo Brand, Paolo Colonna - Presidente del fondo Permira, Francesco Pinto - AD di Pianoforte Holding e Stefano Sassi - AD di
Valentino.

MF