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Asseprim e Assirm contro la denominazione unica 'ricerche di mercato'

A dieci anni dalla legge sulla Privacy non è ancora avvenuto in modo chiaro il riconoscimento delle società di ricerche e sondaggio. "Gli istituti di ricerca vivono una fase di espansione ma ancora oggi il settore reclama un riconoscimento univoco della propria identità e, coerentemente con esso, norme e regole più chiare sul tema della privacy e modalità operative che le mettano al riparo da eccezioni da parte dell'Autorità Garante", ha detto Umberto Bellini, presidente di Asseprim aprendo il convegno 'Privacy e ricerche di mercato' che si è tenuto a Milano questa mattina, organizzato assieme ad Assirm a favore delle aziende del settore.

L'associazione Asseprim raggruppa le imprese di servizi che applicano il Ccnl del commercio e dei servizi, e tra queste ce ne sono molte che operano proprio nelle ricerche di mercato. La legge sulla Privacy (L.675) del 1996 e il successivo D.L. 196 del 2003 hanno riunito sotto la denominazione 'ricerche di mercato' gli studi realizzati secondo i principi della statistica e della ricerca scientifica applicata, con esclusiva finalità di studio e conoscenza dei fenomeni sociali senza riferimento a dati o comportamenti individuali, e quelle attività che, anche ove si avvalgano di tecniche di ricerca, sono finalizzate ad azioni di marketing diretto su persone identificate nominativamente.

"Le caratteristiche che vi contraddistinguono e che andranno rimarcate – ha specificato l'avvocato Rosario Imperiali, esperto in materia, rivolgendosi ai responsabili degli istituti di ricerca – è quella di esservi dati da tempo un codice di autodisciplina che vieta l'attività di direct marketing e di non ritenere essenziale l'identificazione del soggetto intervistato. Nelle indagini socio-demografiche, infatti, i dati identificativi vengono raccolti solo per poter effettuare i controlli di qualità sulla rilevazione, al termine dei quali vengono distrutti, ed i risultati statistici sono prodotti su dati rigorosamente anonimi. A queste indagini conoscitive viene riconosciuta un'utilità sociale e pertanto si applica il Codice per la statistica e la ricerca scientifica siglato dal Garante, da Assirm e da altri enti rappresentativi della comunità scientifica".

Parzialmente più complessa è la situazione relativa alle ricerche continuative o su panel per le quali è necessario conservare i dati personali al fine di poter reintervistare gli stessi soggetti. In questo caso, infatti, è necessario il consenso informato degli interessati a tal fine.

"Il primo obiettivo per questo settore – dice l'avvocato Imperiali – deve essere quello di sganciarsi dall'involontaria coabitazione con il direct marketing."
Dal convegno sono emerse anche proposte di soluzione dei problemi più ricorrenti, ma anche la possibilità, proposta dal presidente di Asseprim Bellini, di agire con il sostegno dell'associazione e di Confcommercio nei confronti del legislatore sostenendo nelle sedi opportune le richieste di modifica della norma avanzate dalle società di ricerca.

Cecilia Gobbi, direttore generale di Assirm, ha sottolineato come l'aver sottoscritto con il Garante il Codice della ricerca scientifica e della statistica costituisca un primo riconoscimento ufficiale del reale status della ricerca di mercato e sociale e della sua utilità per lo sviluppo e la crescita di una società democratica. Ha poi ribadito l'importanza di attenersi rigorosamente alle norme del Codice per rafforzare il riconoscimento già acquisito ed evitare che la ricerca venga impropriamente associata ad altre attività.