Live Communication
Audiradio: Creatività all’ascolto
Santa Margherita. 'Al ritmo della
Radio' è il titolo del convegno
Audiradio di quest'anno. Dopo una esilarante dimostrazione
di creatività e umorismo di alcuni tra i più apprezzati comici televisivi
'prestati' alla radio, autori ed esperti come Dario Vergassola, Massimo
Lopez, Vladimir Luxuria, il Trio Medusa, Valeria Benfatti, Marco Giorni, Franco
Nisi, Pippo Pelo e Gianluca Nicoletti, la parola è passata ai creativi
italiani. In una tavola rotonda intitolata 'Una creatività per la
radio', coordinata da Eugenio Bona di Media Italia
sono intervenuti Emanuele Pirella, Pietro Maestri, Lorenzo Marini
e Giampiero Vigorelli.
'La parola 'inaspettatezza' coniata da Umberto Eco e
Gillo Dorfeles significa che quanto più è inaspettato un
messaggio tanto più è apprezzato", afferma Pirella di
Lowe e La Scuola "Allora bisognerebbe
imporre un segno sonoro particolarmente rilevante rispetto al contesto, i
programmi. Quindi, rock negli spot all'interno di Radio Maria e comunicati
discorsivi su Radio Deejay".
Pirella ha poi presentato una rassegna degli spot preferiti da alcuni tra i più stimati creativi italiani. Tra questi Aspirina Compresse e Nuova Mini(DALV); Repubblica per Office 2000 No problem (La Scuola); Mc Donald's (Leo Burnett); Nike (Wieden & Kennedy), Alfa 147 (United 1861); e Tende Arcuati (La Scuola). Una rassegna che mette in evidenza la rapidità del parlato contrapposta al messaggio quasi silenzioso.
Per Pietro Maestri
(JWT) la violenza e lo stupro che la creatività subisce ogni giorno da parte dei
clienti, risparmi il mezzo radiofonico, forse perché "c'è meno attenzione
rispetto agli spot televisivi. Questo
spiega perché la pubblicità radiofonica è più bella di quella
televisiva".
"Bella, brutta, la pubblicità deve essere semplicemente efficace", così apre il suo intervento Lorenzo Marini dell'omonima agenzia, che continua provocatoriamente: "La radio non è un mezzo verbale ma visivo. Ognuno nelle parole vede quello che vuole".
La coppia creativa è in crisi perché non c'è più differenza tra la parola e
l'immagine". Infine Giampiero Vigorelli (D'A,L,V) ha letto una
interessante ode al copy writer: "La radio è immaginazione – conclude – ed è un
mezzo che non si trucca".
Salvatore Sagone

