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Audiradio. Finzi: ‘Esperti scettici sul digitale’. E la platea lo contesta

Toni accesi in conclusione dell’edizione 2007 di Audiradio. A far divampare le polemiche, l’intervento di Enrico Finzi, presidente Astra Ricerche, che ha esposto i risultati di una ricerca qualitativa in cui 12 esperti del settore hanno espresso la loro visione del futuro della radio.

Santa Margherita Ligure. Si è conclusa con un'accesa polemica la seconda giornata di lavori Audiradio, sabato 16 giugno. A surriscaldare gli animi, fino a indurre alcuni editori ad abbandonare la sala convegni del Grand Hotel Miramare, è stato l'intervento di Enrico Finzi, presidente Astra Ricerche (nella foto), che ha esposto i risultati di una ricerca qualitativa in cui 12 esperti del settore sono stati interpellati in merito alla loro visione del futuro della radio. Regna lo scetticismo presso il panel di esperti, convinto che lo scenario della radio non sia destinato a modificarsi radicalmente con l'introduzione del digitale, che in ogni caso non dovrebbe essere introdotto entro il 2011.

Da qui una serie di affermazioni che hanno finito per scatenare l'ira degli addetti ai lavori: sempre secondo l'opinione degli esperti, così come riportata da Finzi, la buona salute della radio e la crescita degli ascolti potrebbero essere preservate con una formula mista, che veda il mantenimento del modello basato sulla modulazione di frequenza integrato con le web radio. Al contrario, il passaggio di netto al digitale potrebbe comportare il rischio di perdere il 40% dell'utenza. Ancora, molti soggetti reputerebbero la scelta della tecnologia Dab discriminante. Un ostacolo sarebbe rappresentato dal fatto che le frequenze destinate al digitale radiofonico sono occupate dal digitale televisivo. Il digitale, poi, comporterebbe una crescita di ascolti difficilmente rilevabili, quali quelli legati al podcast.

Osservazioni che molti nella platea hanno preso a contestare a gran voce e con toni accesi ("Si vuole lasciare la radio nell'era della preistoria" è stata una delle obiezioni), mentre altri, fra cui Virgilio Suraci , a.d. di Openspace, ed Edoardo Montefusco , presidente Rds, abbandonavano la sala. Finzi dal canto suo ha ribadito di essersi limitato a riportare il pensiero dei 12 esperti, la cui identità non poteva essere svelata. Una spiegazione che non è stata evidentemente giudicata sufficiente dai più, per cui il presidente Astra ha concluso il suo intervento in un clima ormai apertamente ostile.

In precedenza erano intervenuti Sebastiano Sortino, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Raffaele Pastore, responsabile del settore Comunicazione Censis, Ernesto Pala, chief executive officer ZenithOptimedia e presidente consulta Media di AssoComunicazione.

Sortino ha sottolineato che Autorità "continuerà a vigilare sul rispetto delle regole di governance, per garantire il massimo equilibrio fra tutti i componenti" eha annunciato che sul fronte della tecnologia è stata avviata una consultazione pubblica e al momento si stanno valutando i risultati.

Una "rivoluzione mediale" è quella a cui si è assistito negli anni dal 2001 al 2005, secondo Pastore. In questo arco di tempo, infatti, il numero di possessori di cellulari ha registrato un incremento di quasi 19 milioni di unità, Internet ha avuto 5 milioni di utenti in più, la tv satellitare 2 milioni, la radio 800.000.

Infine, Ernesto Pala ha detto che l'aumento dei costi della pubblicità in televisione apre nuove opportunità per la radio. "Se nel 1990 10 spot e due emittenti erano sufficienti per ottenere una reach media dell'85%, oggi ne occorre un numero triplo – ha detto -. Prò bisogna saper rivalutare il valore aggiunto della radio, che è la sua valenza emotiva, la sua capacità di creare relazione".