Live Communication
Barbella, Baldoni, Diaferia e altri al congresso ADCI sui free lance
Il 3 ottobre 2007 nell'aula magna della NABA Nuova Accademia
di Belle Arti (via C. Darwin 20, Milano) alle ore 9 sarà dato il cia a un
excursus dai bei tempi degli anni ottanta fino al viral marketing di oggi per
contare i freelance in tutta Italia e creare un riferimento professionale utile
per tutti, agenzie, freelance e clienti.
Il programma del primo congresso dei freelance è pronto. Mezza giornata per fare il punto sulla situazione dei freelance in Italia partendo da Milano, e per trovare idee, soluzioni e risorse. Fra i pubblicitari illustri, hanno già confermato la partecipazione Pasquale Barbella (nella foto) e Sandro Baldoni, che parleranno insieme della loro esperienza di freelance. Pasquale Barbella è stato uno dei più grandi direttori creativi italiani, co-fondatore della Barbella Gagliardi Saffirio. Sandro Baldoni, freelance pubblicitario e regista cinematografico, ha firmato alcune delle campagne più ammirate degli anni ottanta.
A questo si aggiungono Pasquale Diaferia, freelance per grandi marche e giurato a Cannes nel 2000, che parlerà del ruolo del freelance; Marzio Romano, avvocato, che delineerà il quadro legale in cui si muove il freelance; Giovanni Pizzigati parlerà dal suo osservatorio di Forlì, una delle province più ricche d'Italia; Gianni Lombardi, freelance di lungo corso e pioniere di Internet, avanzerà una proposta di Linee Guida da condividere fra agenzie, clienti e freelance; Nicola Pellegrini, della società di ricerche QMark, presenterà la metodologia per la prima ricerca sui freelance italiani, avviata con l'obiettivo di iniziare a contare e conoscere la crescente realtà dei freelance in tutta Italia, isole comprese.
Il punto di vista internazionale verrà offerto da Franco Moretti, che non ha mai fatto il freelance ma ha una grandissima esperienza internazionale ed è oggi presidente dell'Art Directors Club of Europe. Il punto del congresso, promosso dal Capitolo Freelance dell'Art Directors Club Italiano, è uno: i creativi creano valore. Nella comunicazione pubblicitaria, i creativi sono l'ingranaggio fondamentale per produrre valore, indipendentemente dal fatto che lavorino in agenzia o da freelance. Il problema che si sta delineando oggi è però che il creativo freelance ha problematiche particolari rispetto al dipendente o al dirigente d'agenzia. È importante per tutti riconoscere queste particolarità ed esserne consapevoli, anche perché molti dipendenti d'agenzia spesso attraversano qualche stagione della vita come freelance. Capire meglio il mercato, renderlo più fluido, smussarne le asperità, migliorare i rapporti fra le parti è utile a tutti: freelance, agenzie, clienti. Lo scenario in cui ci muoviamo.
Da quando l'ADCI è stato fondato, nel 1985, il mercato della pubblicità è molto cambiato. Così come è cambiata la composizione dei soci ADCI: ieri la maggioranza erano dirigenti e dipendenti d'agenzia con una piccola quota di freelance e microstrutture; oggi questa quota è notevolmente cresciuta fin quasi a raggiungere la maggioranza dei soci e ha bisogno di vedere rappresentate anche le sue specifiche esigenze.
Oggi molti di questi creativi sono freelance, studi associati, microstrutture, coppie creative aperte e chiuse, associazioni fra professionisti che operano in un mercato sempre più difficile e complesso, anche a causa di alcune particolarità italiane: scarsa comprensione del ruolo del marketing nell'azienda moderna, burocrazia complicata, leggi e mentalità arretrate. Non solo: mentre venticinque anni fa il grosso della pubblicità si faceva a Milano, Torino e Roma, oggi sono sempre più presenti e attivi freelance e microstrutture in tutta Italia, dove in ogni provincia è facile trovare anche piccole e medie agenzie ben strutturate. Sono figure che, per distanza da Milano e Roma, hanno difficoltà a trovare riferimenti adeguati per approfondire una professionalità che, per forza di cose, non trova rappresentazione presso le locali camere di commercio e associazioni professionali.
Il Capitolo Freelance dell'ADCI intende rispondere a questo problema con risorse, eventi, corsi di formazione anche online Mentre i creativi d'agenzia possono delegare alle strutture d'agenzia alcune problematiche professionali (formazione, aggiornamento, servizi operativi, ricerca fornitori) e le problematiche contrattuali e commerciali (preventivi, contratti, pagamenti), i freelance devono operare su due fronti: la qualità creativa e l'aggiornamento professionale da una parte e il rapporto professionale-commerciale col cliente, sia esso un'azienda o un'agenzia.
L'evoluzione è in atto da molti anni, tant'è vero che molti dipendenti d'agenzia a un certo punto della loro carriera diventano freelance, alcuni per scelta, altri per necessità. Ciò nonostante in Italia resta un enorme vuoto culturale relativo a queste figure professionali che, rientrando nel calderone delle cosiddette PMI (piccole e medie imprese) per le istituzioni sono "aziende" (compresi obblighi e svantaggi), mentre per il mercato sono uomini e donne che svolgono un prezioso ruolo di soluzione dei problemi e consulenza flessibile, di grande valore aggiunto per agenzie e aziende. Il Capitolo Freelance promosso dall'ADCI ha lo scopo di diventare un punto di riferimento per la comunità pubblicitaria italiana, utile per tutti, per definire le linee generali della qualità creativa e professionale del Freelance e del suo rapporto con agenzie e clienti, ritenendo che qualità professionale e qualità creativa siano piante che fioriscono e prosperano sullo stesso terreno. La qualità della pubblicità italiana può migliorare anche grazie al miglioramento dei rapporti tra freelance, agenzie, clienti. Qualificare i freelance italiani e indicare linee guida per procedure di collaborazione condivise con agenzie e clienti è un vantaggio per tutti, perché quando il rapporto di collaborazione è chiaro questo va a vantaggio anche del cliente intelligente.
Linee guida, esperienza e qualità professionale aiutano anche a gestire i conflitti, che spesso fanno parte del processo di lavoro e del processo creativo. Ad esempio tempi, costi, metodi di lavoro possono essere fisiologicamente motivo di conflitto di interessi o conflitto di priorità tra cliente, agenzia e freelance. Solo dalla positiva gestione di questi conflitti il rapporto di collaborazione ha un esito positivo e soddisfacente per tutte le parti coinvolte.

