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Convegno 'Crescere tra le righe': i giovani italiani riscoprono la lettura dei quotidiani
"I giovani italiani riscoprono la lettura dei quotidiani". In un mondo
editoriale in affanno ormai da anni, è un messaggio di fiducia quello lanciato
da Andrea Ceccherini, Presidente dell'Osservatorio
Permanente Giovani – Editori, nel suo intervento di apertura della 5ª
edizione del convegno "Crescere tra le righe".
Una fiducia che trova fondamento nell'ultima rilevazione Audipress. Nel 2006, infatti, i giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni che hanno letto un giornale quotidiano almeno una volta alla settimana sono stati 1.400.000. Erano meno di 1.000.000 nel 2002, quando il progetto nazionale "Il Quotidiano in Classe" è entrato stabilmente nelle scuole superiori di secondo grado. Gli stessi dati incoraggianti si ritrovano nella rilevazione relativa alla fascia d'età successiva, quella compresa tra i 18 e i 24 anni, che coinvolge cioè i ragazzi che negli anni precedenti hanno conosciuto "Il Quotidiano in Classe" nelle loro scuole. Se nel 2002 erano 2.900.000 quanti leggevano il giornale quotidiano almeno una volta alla settimana, nel 2006 sono stati quasi 3.400.000. Mezzo milione in più.
"Le rilevazioni – ha commentato Andrea Ceccherini – ci confermano chiaramente che nella fascia d'età in cui abbiamo lavorato ci troviamo dinnanzi ad una vera, netta inversione di tendenza. A dimostrazione che ogni semina dà i suoi frutti. E che anche la nostra ha prodotto un raccolto significativo".
"Un raccolto – ha proseguito il Presidente dell'Osservatorio Permanente Giovani – Editori – reso possibile grazie ad una scelta. La scelta di chi, come noi, ha investito in educazione alla lettura, convinti come siamo che è dall'educazione che nasce un'abitudine, perché l'abitudine è figlia dell'educazione".
L'Osservatorio Permanente Giovani – Editori, con il progetto "Il Quotidiano in Classe", consente quell'educazione alla lettura che, grazie all'impegno di oltre 37.600 insegnanti, coinvolge 1.502.731 studenti delle scuole superiori di tutta Italia. Oltre un giovane italiano su due d'età compresa fra i 14 e i 18 anni partecipa a questo progetto che sta cambiando le loro abitudini di lettura.
"Nonostante questi dati giovanili così incoraggianti, la cornice in cui si inseriscono resta fosca - ha messo in guardia Andrea Ceccherini - . Per questo non vorrei scadere nel trionfalismo, perché se molto è stato fatto, molto di più resta da fare".
L'indagine diffusa dalla World Association of Newspapers, l'Associazione che riunisce più di 18.000 pubblicazioni in tutto il mondo, evidenzia infatti che nel 2006, in Italia, si sono vendute mediamente ogni giorno 98 copie di giornali quotidiani ogni 1.000 abitanti, contro i 644 del Giappone, i 332 dell'Inghilterra, i 313 della Germania, i 270 degli Stati Uniti d'America, i 199 del Canada e i 160 della Francia.
Ceccherini ha quindi ribadito che "l'Osservatorio Permanente Giovani – Editori nasce e lavora per allargare la platea dei giovani lettori. Per fare in modo, quindi, che i ragazzi prendano confidenza fin da subito con il quotidiano come strumento per informarsi e per crescere". Un impegno, quello dell'Osservatorio Permanente Giovani – Editori, che si esprime oggi con il progetto nazionale "Il Quotidiano in Classe" e domani, probabilmente, con la nuova iniziativa "Il Giornale in Ateneo", attualmente in fase di sperimentazione in 22 Università italiane.
"È una sfida – ha dichiarato Andrea Ceccherini riferendosi proprio a "Il Giornale in Ateneo" – che rappresenta la naturale prosecuzione e il logico completamento del progetto "Il Quotidiano in Classe. Una sfida alla quale crediamo, in particolare, perché siamo convinti che il quotidiano possa rappresentare un valido strumento per attualizzare le materie di studio, spesso, troppo spesso, distanti dai temi della vita".
"Ci crediamo – ha aggiunto – anche perchè tutte le indagini ci dicono che la soglia naturale d'acquisto dei giornali coincide con il raggiungimento dell'indipendenza economica. E il nostro cammino di educazione avviato nella scuola non può restare a metà, ma deve proseguire nell'Università".
Secondo quanto emerge dall'Indagine che l'Istituto indipendente GfK Eurisko ha svolto, negli anni scolastici 2005/2006 e 2006/2007 tra gli oltre 1.502.700 studenti che partecipano al progetto nazionale promosso dall'Osservatorio Permanente Giovani – Editori "Il Quotidiano in Classe", la partecipazione continuativa al progetto contribuisce alla crescita individuale e sociale dei giovani. I
n particolare, si acuisce la profondità di visione con cui guardano alla realtà che li circonda, aumentano la capacità critica e la propensione al confronto, migliora la conoscenza di se stessi sia come portatori di "valori" che come soggetti appartenenti ed interagenti con un contesto sociale allargato, crescere la voglia di sperimentarsi e mettersi alla prova, si accentua l'attitudine a tenersi aggiornati e informati e migliora il rapporto con temi ostici per i giovani, quali l'economia e la politica.
"Nessuna precoce adultizzazione – spiega l'Indagine – si tratta piuttosto di una maggiore presenza e di un più forte coinvolgimento: continuare a essere ragazzi, come è giusto che sia, ma sviluppando nuove sensibilità e investendo sul proprio futuro".
"Il Quotidiano in Classe", inoltre, gode di straordinaria popolarità tra la popolazione scolastica superiore: lo conosce il 77% degli studenti italiani, compresi quanti ancora non lo svolgono. Il 68% di quanti non lo hanno ancora sperimentato, vorrebbero farlo. Nei ragazzi che da più anni sono coinvolti nel progetto "Il Quotidiano in Classe", inoltre, cresce la partecipazione attiva nei gruppi o nelle associazioni di volontariato e si amplia l'attitudine ad azioni concrete di solidarietà e di impegno civile. Tra i giovani che frequentano "Il Quotidiano in Classe", inoltre, aumenta l'interesse verso la vita politica del Paese, che passa dall'11% dei ragazzi "non esposti" al progetto al 25% di quanti, invece, lo sono, accompagnato da una maggiore propensione al voto, che raggiunge il 63%. I ragazzi che sono coinvolti nell'iniziativa tendono a modificare la gestione del loro tempo, spostandola maggiormente verso attività che rappresentano un investimento sulla loro persona e sul loro futuro.
Aumentano, ad esempio, il tempo dedicato allo studio (+21 minuti), il tempo dedicato alla lettura dei libri (+13 minuti) e quello dedicato alla lettura del quotidiano (+8 minuti). Che "Il Quotidiano in Classe" crei un nuovo e più maturo rapporto tra i giovani e i quotidiani è confermato anche dall'aumento della propensione alla lettura e della propensione all'acquisto dei giornali da parte dei ragazzi che da più anni partecipano all'iniziativa. In particolare, con il passare degli anni, i giovani che dichiarano con certezza che leggeranno i quotidiani passano dal 27% al 37%. Quelli che dichiarano che li acquisteranno crescono dal 23% al 32%.

