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Eni alla Triennale di Milano con la mostra 'Un Nuovo Segno'
Nell'area della Triennale sono esposti i 10 progetti finalisti del Concorso Internazionale per il concept design del nuovo centro direzionale eni a San Donato Milanese, vinto dal team guidato da Morphosis Architects.
Eni inaugura oggi presso la Triennale di Milano la mostra: 'Un Nuovo Segno' (ingresso libero, aperta dal 2 marzo al 1 aprile) in cui sono esposti i 10 progetti finalisti del Concorso Internazionale per il concept design del nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese, vinto dal team guidato da Morphosis Architects. E' del 2010 l’idea di dar vita a un nuovo intervento architettonico a Metanopoli attraverso un'attenzione a una completa integrazione fra paesaggio, architettura e territorio urbano tenendo conto dei più avanzati criteri di sostenibilità.
Come spiega la nota stampa inviata da Eni, Metanopoli è uno degli esempi italiani più significativi del concetto di progettazione organica, tanto che il “nuovo segno” è stato pensato in moderni termini di landscape design. L’architettura metamorfica e fluida di Morphosis Architects riprende tale idea, rielaborandola e attualizzandola, tanto da coinvolgerne ogni singolo elemento e
definendo una vera e propria architettura-paesaggio.
Sin dalla sua fondazione, spiega la nota stampa, Eni ha riservato all’innovazione e alla creatività un ruolo centrale indirizzando le sue risorse anche verso iniziative culturali ad ampio raggio e improntando la propria attività a enzima di sviluppo non solamente economico e industriale.
La mostra Eni 'Un Nuovo Segno' si snoda attraverso un percorso suddiviso in due spazi: know e raw.
Il percorso know offre un inquadramento delle tematiche storiche e del contesto urbanistico in cui si inserisce il nuovo edificio. San Donato è stato uno spazio fertile per vari interventi di architettura dagli anni ’50 in poi, tutti ispirati dalla visione di eni e dalla consueta attenzione aziendale ai propri spazi istituzionali e di lavoro nel rispetto del
territorio limitrofo. Il percorso raw, invece, immette direttamente nello spazio dove sono esposti tutti i 10 progetti, una visione di architettura “pura”, senza filtri didattici, culturali, di contesto.
La visione dei progetti, entrando nello spazio, risulta uniforme, con i modelli adagiati su ampie superfici bianche che sembrano galleggiare su un alone di luce.
Alle pareti sono collocate due tavole per ogni progetto, la prima e l’ultima delle dodici presentate, per dare una ulteriore rappresentazione dell’idea sviluppata.
L’esposizione dei progetti con i plastici e le tavole è integrata da diversi contenuti digitali.
Uno slide-show, su ampi schermi, presenta i lavori nella loro completezza, mentre due postazioni computer permettono, a chi interessato, un approfondimento degli aspetti tecnici e progettuali delle proposte oltre alla lettura del disciplinare di concorso indetto da Eni.
Il nuovo edificio andrà a inserirsi sul territorio di San Donato e rappresenterà “un nuovo segno” per il territorio di Metanopoli e si confronterà con i landmark esistenti che già caratterizzano il luogo. Da questo dialogo è scaturita la grafica della mostra che unisce i landmark di San Donato con una linea gialla attraverso lo spazio.
Nel corso della mostra, il prossimo 13 marzo, è prevista una lecture di Thom Mayne, fondatore di Morphosis Architect, alla guida del team vincitore del concorso.
L’esposizione lega ancora una volta Eni all’ambito culturale: il concorso offre l’occasione per un approfondimento sulle nuove tendenze dell’architettura contemporanea.

