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IAB Seminar. Le nuove soluzioni per la display adv sono responsive e multidevice

Stéphane Printz (Nugg.ad), Giorgia Costa (MediaMind) e Roberto Carnazza (Weborama), sono saliti sul palco dello IAB Seminar per illustrare le soluzioni più innovative proposte dalle loro aziende in termini di display advertising. Dalle loro testimonianze è emersa la crescente importanza dei formati video e rich, che consentono un maggior impatto, e la tendenza a ottimizzare i formati per renderli fruibili dai diversi device.
Allo IAB Seminar, tenutosi oggi, 17 ottobre,  a Milano, si è parlato delle nuove frontiere del display advertising. Per fornire al pubblico una panoramica dell'attuale offerta in questo settore, con particolare attenzione agli strumenti più innovativi, sono stati invitati sul palco Stéphane Printz (Nugg.ad), Giorgia Costa (MediaMind) e Roberto Carnazza (Weborama).

Nugg.ad è concentrata sull'offrire ai clienti modalità efficaci di targettizazione online, basate su differenti parametri: dalle variabili socio-demografiche ai comportamenti, passando per affinità e interessi. In questo modo le aziende possono pianificare campagne online che vadano a colpire in modo specifico il loro target obiettivo. Non solo. Grazie alle nuove tecnologie proposte da Nugg.ad è possibile verificare vari aspetti, come ad esempio, non solo quante volte una campagna è stata visualizzata, ma anche quanto è stata effettivamente apprezzata dagli utenti.

"Attualmente stiamo ottimizzando le nostre tecniche di targettizzazione anche per il mercato mobile - ha spiegato Stéphane Printz, director sales & business development di Nugg.ad -, offrendo soluzioni pioneristiche che consentono alle aziende di pianificare campagne ad hoc perfettamente targettizzate, sulle diverse piattaforme disponibili". 

Se prima fare pubblicità su Internet significava infatti realizzare adv fruibile soltanto da desktop, oggi la display advertising deve necessariamente evolvere perché deve adattarsi a canali diversi. Questo comporta anche maggiori difficoltà nella misurazione, dal momento che i diversi formati spesso non sono sovrapponibili. La soluzione proposta da MediaMind si chiama Liquid Video Framework

"Sono quattro le caratteristiche principali di questo formato - ha affermato Giorgia Costa (nella foto a sx), team leader client service management DG MediaMind -. Innanzitutto è social, perché consente all'utente di andare oltre il semplice clic e di interagire attraverso i social network; poi è user-friendly, perché consente ai clienti, attraverso semplici passaggi, di trasformare uno spot televisivo in un prodotto web; è supportato da una tecnologia innovativa, in grado di implementare anche i rich media e, last but not least, è responsive, poiché il framework si adatta perfettamente non solo alla pagina in cui viene inserito ma anche al device dal quale viene fruito: che si tratti di pc, tablet o smartphone, l'esperienza garantita è la stessa". 

Come ha spiegato Costa, il Liquid Video Framework consente inoltre di gestire fino a 5 diversi soggetti creativi dallo stesso controller. E l'utilizzo multicanale del formato facilita anche la valutazione delle performance post campagna poiché non si è costretti a confrontarsi con formati dalle caratteristiche diverse. 

Anche Weborama lavora nell'ottica di proporre formati rich media multidevice. "Le ricerche dimostrano che le campagne rich media, se costruite con la giusta creatività, sono in grado di garantire un coinvolgimento di sei volte superiore rispetto alle altre. Inoltre bisogna tener presente la crescente diffusione della navigazione web da mobile e del video advertising. Il 45% delle campagne mobile oggi contiene un video, che porta un aumento del 35% dell'engagement rate", ha esordito Roberto Carnazza (nella foto a dx), Italy country manager Weborama.  

Anche allo scopo di ottimizzare i costi, poiché realizzare campagne per diversi mezzi può avere un prezzo troppo alto, Weborama ha un'offerta composta da formati declinabili su qualsiasi tipo di piattaforma e di device, dando ai clienti informazioni utili grazie all'Ad Visibility.

Un solo formato, il più impattante possibile, e fruibile da tutti i device disponibili: il futuro della display dunque pare proprio che sia questo.

Serena Piazzi