Live Communication
Kiki Lab, Retail senza frontiere 2011. Quando l’innovazione batte la crisi
Efficienza, storytelling, qualità, multisensorialità e capacità di adattarsi alle esigenze dei clienti, fino alla concretizzazione di un vero e proprio 'retail liquido', situazionista, tailor made. Sono questi alcuni dei concetti chiave emersi nel corso del convegno Retail senza frontiere 2011, organizzato da Kiki Lab.
Quando la crisi morde, alimentando incertezza e disorientamento, la peggior cosa che si possa fare è navigare a vista. Per quanto gli scenari dell’economia globale e del retail possano essere difficili, occorre sempre aver il coraggio e la fiducia di attivare strategie capaci di guidare le imprese verso obiettivi di business innovativi. Perché la sola risorsa che può battere la crisi è l’innovazione. È a partire da questi spunti che quest’oggi, presso il Novotel Ca’ Granda di Milano, si è svolto il convegno “Retail senza frontiere 2011 - Quando l’innovazione batte la ‘crisi’” organizzato annualmente da Kiki Lab.
Moderato dal giornalista di Largo Consumo, Armando Garosci, il convegno ha preso le mosse dalla presentazione dell’edizione 2011 della ricerca internazionale ‘Retail Innovations’, realizzata da Kiki Lab con Ebeltoft Group. Come spiegato da Fabrizio Valente (in foto a sinistra), partner fondatore Kiki Lab, le aziende e le insegne che meglio riescono a far fronte alle difficoltà causate dalla crisi economica e finanziaria, riuscendo addirittura a rafforzarsi e crescere, sono quelle che stanno investendo nel futuro. Il retail, non esiste solo per soddisfare i bisogni delle persone, ma anche per creare e realizzare i loro desideri, che, in quanto tali, arricchiscono e migliorano la qualità della vita. Obiettivo raggiungibile solo se si è disposti a collocare l’innovazione al centro dell’organizzazione retail.
In particolari, le tendenze emerse dalla ricerca sono sintetizzabili in 10 categorie principali.
1. Qualità antisnob, ossia l'importanza di fare apprezzare la qualità dei prodotti in un ambiente accogliente e informale, con servizi ‘empatici’ capaci di valorizzare, attraverso la comunicazione instore, l’identità del brand.
2. Storytelling, che rimanda alla capacità del punto vendita di fornire narrazioni rilevanti attorno ai brand, che incrementano il loro valore nella relazione interattiva col consumatore.
3. Servizio a 360 gradi, ossia la valorizzazione del ruolo del negozio, come fornitore di servizi utili, che rispondano alle esigenze e ai desideri dei clienti.
4. Multisensorialità, intesa come la necessità di coinvolgere gli utenti attraverso tutti e cinque i sensi.
5. Socialtailing, tendenza che fa riferimento all’integrazione dei temi delle community e dei social media con quelli del commercio e del retail
6. Efficienza per i clienti, perché far risparmiare tempo al consumatore e fornirgli un processo d’acquisto comodo e facile sono requisiti indispensabili per avere successo.
7. Sogni accessibili, ossia la necessità di superare la dimensione del ‘bisogno’, per entrare in quella del ‘desiderio’ e del ‘sogno’, che nel punto vendita prende corpo.
8. Mi fido di te, trend che rimanda al quel bene prezioso e indispensabile che è la fiducia dei clienti nei confronti di un certo brand, catena o insegna.
9. Greentailing, che fa riferimento al tema sempre più centrale della sostenibilità e dell’approccio etico.
10. Retail liquido, perché i clienti sono sempre più informati ed esigenti, ma anche situazionisti, cioè guidati dalle esigenze delle specifiche situazioni di visita e di acquisto. Di conseguenza, i punti vendita devono sapersi adattare a questa mutevolezza, fornendo servizi variegati, in funzione delle necessità contingenti.
Dopo Valente hanno preso la parola i rappresentanti di diversi marchi per illustrare le loro specifiche case history. Tra questi, Francesco Durante, amministratore delegato Sisal Slot, il quale ha presentato il nuovo concept Sisal Wincity, concepito per migliorare l’esperienza nei punti gioco Sisal, attraverso un’implementazione della sicurezza percepita nei negozi e della piacevolezza del tempo speso al loro interno.
L’elemento chiave è quello ‘situazionista’, tipico di una concezione ‘liquida’ del retail, dato che, essendo aperti dalla mattina presto fino a notte fonda, i negozi Wincity offrono servizi aggiuntivi, come il food & drink, che spaziano dalla colazione mattutina al pranzo, passando per l’aperitivo nel pomeriggio e la cena in serata. Si tratta dunque di una concezione retail profondamente innovativa e flessibile, che si rivolge a un multi-target (anche femminile), per coinvolgerlo in molteplici occasioni e situazioni. In quest’ottica, come aggiunto da Monica Canale, direttore retail innovation Sisal, si inscrivono anche gli eventi, come il live cooking e le degustazioni, e il lancio di nuovi giochi con tanto di special guest.

Nel suo intervento, Edwin Ferrari, responsabile comunicazione Coop Consumatori Nordest, si è concentrato sull’interessante esperimento ‘Tutto Coop solo food’ di Parma, che, con i suoi 220 metri quadrati a disposizione per l’esposizione di prodotti a marchio Coop, “si può considerare, a tutti gli effetti, come un ‘punto di comunicazione’ in cui i prodotti sono il fulcro della relazione con i clienti”. Distintività e originalità sono le parole chiave di questo punto vendita innovativo, che, come aggiunto da Ferrari, fa leva su una forte componente emozionale.

Sull’ecosostenibilità e sugli approcci ‘green’ si è invece focalizzato Luca Ghidini, country sales manager Timberland, evidenziando il forte impegno del brand nella protezione dell’ambiente. In particolare, la rete dei punti vendita descritta da Ghidini fa leva sui concetti della flessibilità e dell’approccio minimalista, attraverso la definizione di un modello di negozio facilmente e rapidamente allestibile, ma sempre attento all’uso di materiali riciclati e riciclabili. Il green, infatti, nell’approccio di Timberland, diventa una leva fondamentale per fidelizzare il cliente.
Segnaliamo inoltre l’intervento di Graziano Grazzini, amministratore delegato e direttore generale Città del Sole, marchio specializzato in giocattoli creativi, che con una rete di 64 punti vendita, da sempre fa leva sulla trasparenza per proporre giochi pensati come ‘strumenti per crescere’, per stimolare la creatività dei bambini attraverso l’esperienza, l’immaginazione, la curiosità e la scoperta, con una predilizione per i materiali naturali, il legno, i tessuti e un uso innovativo dei materiali plastici.
Infine, su come utilizzare la luce per fare innovazione nel campo retail si è concentrato Claudio Battaglia, retail marketing specialist Philips Lighting, il quale ha sottolineato come un adeguato e creativo utilizzo delle fonti luminose possa influenzare positivamente i comportamenti d’acquisto dei clienti, generando, come è emerso da una ricerca, un aumento del tempo speso dai clienti nel negozio, una più completa esplorazione del punto vendita e un incremento del 2% dello scontrino medio.
Mario Garaffa
In particolari, le tendenze emerse dalla ricerca sono sintetizzabili in 10 categorie principali.
1. Qualità antisnob, ossia l'importanza di fare apprezzare la qualità dei prodotti in un ambiente accogliente e informale, con servizi ‘empatici’ capaci di valorizzare, attraverso la comunicazione instore, l’identità del brand.
2. Storytelling, che rimanda alla capacità del punto vendita di fornire narrazioni rilevanti attorno ai brand, che incrementano il loro valore nella relazione interattiva col consumatore.
3. Servizio a 360 gradi, ossia la valorizzazione del ruolo del negozio, come fornitore di servizi utili, che rispondano alle esigenze e ai desideri dei clienti.
4. Multisensorialità, intesa come la necessità di coinvolgere gli utenti attraverso tutti e cinque i sensi.
5. Socialtailing, tendenza che fa riferimento all’integrazione dei temi delle community e dei social media con quelli del commercio e del retail
6. Efficienza per i clienti, perché far risparmiare tempo al consumatore e fornirgli un processo d’acquisto comodo e facile sono requisiti indispensabili per avere successo.
7. Sogni accessibili, ossia la necessità di superare la dimensione del ‘bisogno’, per entrare in quella del ‘desiderio’ e del ‘sogno’, che nel punto vendita prende corpo.
8. Mi fido di te, trend che rimanda al quel bene prezioso e indispensabile che è la fiducia dei clienti nei confronti di un certo brand, catena o insegna.
9. Greentailing, che fa riferimento al tema sempre più centrale della sostenibilità e dell’approccio etico.
10. Retail liquido, perché i clienti sono sempre più informati ed esigenti, ma anche situazionisti, cioè guidati dalle esigenze delle specifiche situazioni di visita e di acquisto. Di conseguenza, i punti vendita devono sapersi adattare a questa mutevolezza, fornendo servizi variegati, in funzione delle necessità contingenti.
Dopo Valente hanno preso la parola i rappresentanti di diversi marchi per illustrare le loro specifiche case history. Tra questi, Francesco Durante, amministratore delegato Sisal Slot, il quale ha presentato il nuovo concept Sisal Wincity, concepito per migliorare l’esperienza nei punti gioco Sisal, attraverso un’implementazione della sicurezza percepita nei negozi e della piacevolezza del tempo speso al loro interno.
L’elemento chiave è quello ‘situazionista’, tipico di una concezione ‘liquida’ del retail, dato che, essendo aperti dalla mattina presto fino a notte fonda, i negozi Wincity offrono servizi aggiuntivi, come il food & drink, che spaziano dalla colazione mattutina al pranzo, passando per l’aperitivo nel pomeriggio e la cena in serata. Si tratta dunque di una concezione retail profondamente innovativa e flessibile, che si rivolge a un multi-target (anche femminile), per coinvolgerlo in molteplici occasioni e situazioni. In quest’ottica, come aggiunto da Monica Canale, direttore retail innovation Sisal, si inscrivono anche gli eventi, come il live cooking e le degustazioni, e il lancio di nuovi giochi con tanto di special guest.
Nel suo intervento, Edwin Ferrari, responsabile comunicazione Coop Consumatori Nordest, si è concentrato sull’interessante esperimento ‘Tutto Coop solo food’ di Parma, che, con i suoi 220 metri quadrati a disposizione per l’esposizione di prodotti a marchio Coop, “si può considerare, a tutti gli effetti, come un ‘punto di comunicazione’ in cui i prodotti sono il fulcro della relazione con i clienti”. Distintività e originalità sono le parole chiave di questo punto vendita innovativo, che, come aggiunto da Ferrari, fa leva su una forte componente emozionale.
Sull’ecosostenibilità e sugli approcci ‘green’ si è invece focalizzato Luca Ghidini, country sales manager Timberland, evidenziando il forte impegno del brand nella protezione dell’ambiente. In particolare, la rete dei punti vendita descritta da Ghidini fa leva sui concetti della flessibilità e dell’approccio minimalista, attraverso la definizione di un modello di negozio facilmente e rapidamente allestibile, ma sempre attento all’uso di materiali riciclati e riciclabili. Il green, infatti, nell’approccio di Timberland, diventa una leva fondamentale per fidelizzare il cliente.
Segnaliamo inoltre l’intervento di Graziano Grazzini, amministratore delegato e direttore generale Città del Sole, marchio specializzato in giocattoli creativi, che con una rete di 64 punti vendita, da sempre fa leva sulla trasparenza per proporre giochi pensati come ‘strumenti per crescere’, per stimolare la creatività dei bambini attraverso l’esperienza, l’immaginazione, la curiosità e la scoperta, con una predilizione per i materiali naturali, il legno, i tessuti e un uso innovativo dei materiali plastici.
Infine, su come utilizzare la luce per fare innovazione nel campo retail si è concentrato Claudio Battaglia, retail marketing specialist Philips Lighting, il quale ha sottolineato come un adeguato e creativo utilizzo delle fonti luminose possa influenzare positivamente i comportamenti d’acquisto dei clienti, generando, come è emerso da una ricerca, un aumento del tempo speso dai clienti nel negozio, una più completa esplorazione del punto vendita e un incremento del 2% dello scontrino medio.
Mario Garaffa

