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Linkontro. L'adv in Italia a -18,9% nel primo trim 2013. In USA mobile adv a +75%

Santa Margherita di Pula (Ca). Dopo un 2012 chiuso come il peggiore degli ultimi 20 anni, con investimenti pubblicitari in caduta del -14,5% sotto gli 8 mld di euro, il mercato adv italiano si è fermato a poco meno di 1,7 mld di euro nel primo quarter 2013, con oltre mille inserzionisti in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo internet continua a mantenere il segno positivo (+2,1%), con una quota di investimenti (16,4%) che si avvicina a quella della stampa (20%).

In occasione de Linkontro, Nielsen ha presentato i dati del mercato pubblicitario italiano e globale, sia relativamente agli andamenti che hanno caratterizzato il 2012 che i primi tre mesi del 2013.

Nel nostro Paese il mercato della pubblicità ha chiuso il 2012 come il peggiore degli ultimi 20 anni, con gli investimenti in caduta del -14,5%, scendendo per la prima volta dal 2003 sotto gli 8 miliardi di euro. Il calo ha coinvolto tutti i mezzi, a cominciare dalla stampa (-18,4% i periodici, -17,6% i quotidiani), seguita dalla tv (-15,3%) e dalla radio (-10,2%).

Internet invece, nonostante un ultimo scorcio del 2012 molto difficile, è stato l’unico mezzo a chiudere l’anno in positivo, facendo segnare +5,3%, una quota di mercato pari al 10% e un incremento del numero di inserzionisti del +20%.

La contrazione dei budget ha coinvolto quasi tutti i settori più rilevanti in termini di spesa, dall’alimentare (-15,9%) all’automotive (-15,7%), fino alle telecomunicazioni (-18%); il settore del turismo e viaggi, con una crescita del +5,1%, costituisce l’eccezione.

Una nota positiva è la sostanziale tenuta del numero degli inserzionisti in Italia, rispetto al crollo del mercato: -2,4% nel complesso, -0,4% sulla Tv e, come si è visto, + 20% su internet. Un fenomeno che, pur segnalando un calo del prezzo medio dell’advertising, dall’altro indica una fiducia da parte delle aziende nella leva della comunicazione, nonostante il difficile periodo economico.

Il valore del mercato pubblicitario italiano nel primo trimestre 2013 si è fermato a poco meno di 1,7 miliardi di euro, con una variazione complessiva del -18,9% rispetto allo stesso periodo del 2012.

La maggior parte degli investimenti si è concentrata su stampa e tv, ma entrambi i mezzi sono calati in maniera considerevole, rispettivamente del -24,8% e del -19,1%. Tuttavia, nonostante la contrazione della raccolta pubblicitaria che ha coinvolto anche le emittenti digitali sia terrestri che satellitari, la tv detiene il 51,4% di quota di investimenti.

Solo internet continua a mantenere il segno positivo (+2,1%) e, nonostante il mese di marzo sia stato per questo mezzo molto deludente in termini di raccolta pubblicitaria, la sua quota di investimenti (16,4%, l’1,4% in più rispetto all’ultimo trimestre 2012) si avvicina a quella della stampa (20%).

Si contrae anche il numero degli inserzionisti: nel primo trimestre del 2013, oltre mille aziende in meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, hanno investito in pubblicità, e si sono riscontrati tagli di budget che variano dal -15% al -30% nei primi 5 comparti (alimentari, automobili, telecomunicazioni, farmaceutici/sanitari e media/editoria).

Cresce invece la percentuale di chi ha deciso di investire su internet (+3,2). Questo trend segue quello dell’utilizzo del mezzo: il numero di utenti attivi a marzo 2013 ha oltrepassato i 29 milioni, con un incremento del +6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e il tempo trascorso online ha superato le 23 ore (+16% vs marzo 2012).

Allargando lo sguardo al mercato pubblicitario globale, nel 2012 ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente del +3,2%, con investimenti pari a 557 miliardi di dollari. L’incremento più sostenuto riguarda il Medio Oriente e l’Africa (+14,6%), seguito da America Latina (+6,7%), Stati Uniti (+5,7%) e Asia Pacifica (+2,8%); solo in Europa Occidentale, a causa della crisi economica, si assiste a una contrazione dei budget pubblicitari pari al -4,2%. È internet, il cui numero di utenti nel mondo è passato negli ultimi 5 anni da 1,5 a 2,3 miliardi, a guidare la crescita con +17,5%, insieme a radio (+6,1%) e tv (+4,3%), mentre calano, sia pure in maniera non significativa, i periodici (-1,6%) e i quotidiani (-0,2%).

Internet si conferma il mezzo leader anche in Europa, dove cresce del +7,4%, a fronte del -4,2% della tv; per quanto riguarda i settori merceologici, telecomunicazioni, automobili e largo consumo riducono gli investimenti rispettivamente del -3,6%, -4,5% e -7%; crescono invece media/editoria (+3,4%) e la distribuzione (+0,5%). Guardando i singoli Paesi, il calo degli investimenti pubblicitari è trasversale ma coinvolge principalmente la Spagna (-18% 2012 vs 2011) e l’Italia (-14,5%); la Francia si attesta a -3,5%, UK e Germania segnano rispettivamente -0,6% e -0,3%.

Nel 2012 gli Stati Uniti hanno investito in pubblicità 160 miliardi di dollari; la quota più consistente (47%) spetta alla tv, che segna +7,7% rispetto al 2011: quasi il triplo della stampa (16%), che perde il 3,1% sull’anno precedente, e oltre il doppio di internet (22%, ma +9,4% vs 2011).

Il mobile advertising, che nel 2012 ha detenuto l’11% di quota degli investimenti complessivi su internet, è cresciuto del +75% nel primo trimestre 2013; il video advertising (9% di quota di investimenti su internet nel 2012) segna nel primo trimestre 2013 +41%.