Live Communication
Linkontro/Farinetti (Eataly): lasciate in pace i consumatori, create luoghi di armonia
(Dal nostro inviato Salvatore Sagone). Uno degli interventi più apprezzati al meeting organizzato da Nielsen è stato quello del patron di Eataly. Le persone devono essere lasciate tranquille nei luoghi di consumo. Burocrazia e una pessima politica i limiti del nostro Paese che potrà salvarsi soltanto col coraggio e l'esportazione delle nostre 'bellezze'.
Insieme al direttore de La Stampa, Mario Calabresi, Oscar Farinetti, patron di Eataly, ha saputo incantare il numeroso pubblico intervenuto all'edizione annuale de Linkontro, in Sardegna.La sua vita potrebbe essere un film sulla migliore capacità imprenditoriale e intraprendenza italiane. Figlio di partigiano, ben tre volte ha voltato pagina nella sua carriera professionale. Prima col babbo nel negozio di alimentari, poi nell'avventura imprenditoriale di Unieuro, infine di nuovo nell'alimentare con la sfida lanciata al mondo intero, che si chiama Eataly, il primo, grande esperimento di valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico italiano. Trent'anni di sfide seguendo il proprio istinto e facendosi seguire dalle sue persone più fidate.
Vi ricordate i celebri spot per Unieuro con testimonial Tonino Guerra, poeta e inguaribile ottimista? Ebbene, Farinetti, in apertura del suo intervento ha dichiarato di essere passato dalla categoria degli ottimisti a quella dei catastrofisti proattivi. La società dei consumi è entrata in crisi perché mancano salario e lavoro, ha affermato sconsolato.
Quindi i consumi non possono progredire. Per l'intraprendente imprenditore romagnolo la priorità assoluta del paese è la riforma elettorale. Ma cosa c'entra la legge elettorale con la ripresa? C'entra, eccome. Un esempio? La prossima apertura di Eataly a Roma, considerato il più grande negozio di cibo itliano al mondo, prevista per il 21 giugno, e dedicato alla bellezza con all'interno opere di Modigliani, musica e spazio anche per la satira. Ebbene, a pochi giorni dall'apertura nella capitale due piani dell'edifico che ospita Eataly, sono sequestrate per futili questioni burocratiche. Eppure per il negozio di Roma verranno assunte ben 500 persone.
Insomma, gli imprenditori creano occupazione, i politici e i burocrati, definiti da Farinetti “scimmie che non sono riuscite ad evolversi in uomini perché non hanno sviluppato la coscienza”.
A New York, al contrario, il sindaco Bloomberg in persona si preoccupò di sbrigare peronalmente, in pochissimi giorni, le formalità del caso, consapevole che Eataly avrebbe comportato l'assunzione di alcune centinaia di lavoratori americani (oggi ne sono coinvolti circa 800). La burocrazia è inversamente professionale rispetto alla capacità dei politici, afferma Farinetti.
Il modello Eataly - ideato nel 2004 e lanciato nel 2007 a Torino, seguita poi da Milano, Tokyo e New York, propone una visione imprenditoriale e di consumo decisamente
controcorrente. Si parte dalla qualità del prodotto, dalla valorizzazione dei mestieri dimenticati rispetto a quelli più di moda e 'fighetti'. “Il macellaio a Roma guadagnerà 3000 euro al mese, il direttore marketing 1.500. - afferma l'imprenditore romagnolo - Questo perché mancano i mestieri di una volta e bisogna riscoprirli”.
E, ancora controcorrente rispetto all'approccio di marketing più moderno, ecco la sua idea sul rapporto col consumatore: “Eataly non monitora niente dei comportamenti del consumatore, non propone carte fedeltà. Quello che voglio fare è creare grandi luoghi di armonia dove la gente stia bene e sia tranquilla. Nel pieno rispetto delle persone non voglio usare strumenti per disturbarle”.
Paura e coraggio per Farinetti sono due valori solo apparentemente inconciliabili. In realtà entrambi sono fondamentali nella creatività e nel successo di un'impresa. La paura è bellissima, afferma l'imprenditore, perché crea condivisione tra coloro che partecipano all'avventura. Chi non possiede il coraggio, invece, è un infelice, perché il coraggio è il grande creatore di felicità.
Infine vi è una terza qualità, indispensabile per l'imprenditore: l'impegno.
“Non ho molta stima degli italiani in questo momento - torna a ripetere invitando nuovamente a cambiare la legge elettorale -. Diamoci da fare, parliamo di politica per
cambiarla questa legge”. Massimo due mandati, eliminazione di qualsiasi tipo di immunità, infine possibilità di scrivere il nome e il cognome di chi vogliamo che ci governi: queste le proposte di Farinetti. Come si può uscire dalla crisi? Nel quadro catastrofico attuale si salverà chi saprà esportare le bellezze che abbiamo: dall'agroalimentare, con una biodiversità straordinaria, alla moda, al design all'industria manifatturiera di precisione. Dobbiamo prendere queste bellezze e venderle al mondo. Ecco perché la bellezza salverà l'Italia.
“Quello che ci frega - afferma ancora Farinetti - è la mancanza di cultura degli italiani. Leggiamo pochi libri e giornali. E poi, non abbiamo senso civico. Nei momenti difficili diventiamo egoisti e cinici”.
Quali sono i politici che più apprezza? Lo chiede ovviamente Maria Latella. “A me il governo Monti piace da pazzi - afferma Farinetti - , perché dopo aver mangiato una
mela marcia, se ne mangio una appena migliore godo! Inoltre c'è competenza. Il ministro dell'agricoltura, Catania, è bravissimo. Tra i politici non tecnici non amo nessuno. Devono arrivare nuove persone”.
Qual è, secondo il patron di Eataly la parola del momento? “Forse è la parola del futuro. Il dubbio crea sviluppo, la certezza crea arretratezza. Galileo, Marconi, avevano tantissimi dubbi”.

