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Movi&Co.: la comunicazione ruota sempre più su storytelling, engagement e customer conversation

L’advertising ha preso coscienza del fatto che il consumatore è sempre meno passivo e sempre più attore, partecipe di una narrazione collettiva grazie alla Rete, ai social network e alle nuove forme di co-costruzione di senso, tra cui lo storytelling. A partire da queste riflessioni, si è svolto ieri il workshop ‘Raccontami una Storia’, organizzato da Movi&Co. in collaborazione con Vivimilano.
Nella giornata di ieri, giovedì 16 maggio, si è svolto a Milano, presso il Corriere della Sera, il workshop ‘Raccontami una Storia’, organizzato da Movi&Co. (concorso per giovani registi indipendenti) in collaborazione con Vivimilano, per approfondire la tematica dello storytelling.

Obiettivo dell’incontro era mostrare, analizzando una serie di casi e mettendo in luce le funzionalità ed i modi di fare storytelling, come la comunicazione oggi utilizzi modalità e percorsi differenti, basati su empatia, emozionalità, capacità di creare people engagement e customer conversation, anche attraverso valori che trascendono il prodotto.

Una capacità che Gian Mario Benzing, Vice Caporedattore di Vivimilano, il quale ha aperto i lavori assieme a Massimo Ferrarini, Presidente di Movi&Co, ha definito “psicogogica”, in quanto in grado di “muovere le anime”.

L’advertising ha, infatti, preso coscienza del fatto che il consumatore è sempre meno passivo e sempre più attore, partecipe a una narrazione collettiva grazie alla rete, ai social network e alle nuove forme di co-costruzione di senso, tra cui appunto lo storytelling.?

Il workshop, coordinato e moderato da Andrea Fontana, esperto di storytelling e docente di “Storytelling e narrazione d’Impresa” all’Università di Pavia, si è sviluppato in 4 panel.

Nel primo, Paolo Guglielmoni, Creative Director & Founder di hungryideas e Consigliere esecutivo ADCI, si è sfidato con Karim Bartoletti, Socio & Executive Producer di Filmmaster Production, in una “battaglia a colpi di spot” in cui hanno spiegato lo storytelling attraverso la presentazione di numerose e variegate case history internazionali (BMW, Red Bull, HBO, Canal Plus, Rom, Old Spice di P&G, Volvo, Burger King, Mont Blanc etc). Denominatori comuni degli spot e delle campagne presentate sono appunto due delle caratteristiche principali del linguaggio narrativo dello storytelling ovvero la co-costruzione del brand attraverso l’appropriazione che ne fa il consumatore e la capacità di engagement verso il pubblico attraverso la comunicazione di un’emozione.

Proprio il racconto di un’emozione è il protagonista del secondo panel sulla campagna “Milioni di attimi” di Enel, in cui sono intervenuti Laura Giovannini, Head of Advertising di Enel Group, Fabrizio Caprara, Presidente di Saatchi&Saatchi e Ada Bonvini, CEO & Executive Producer Filmmaster Productions. Enel per celebrare i suoi 50 anni (1962-2012) ha deciso di comunicare l’essere parte della storia degli italiani e del loro futuro, proprio attraverso il linguaggio dello storytelling con una campagna emotivamente coinvolgente.

Certamente lo storytelling non è una modalità narrativa che riguarda solamente gli spot televisivi, ma coinvolge sempre più il mondo digitale dei social network: una comunicazione multipiattaforma, top-down e bottom-up, simmetrica, basata sull’interattività ed il crowd-thinking. Un perfetto esempio di questo fatto è costituito dal protagonista del terzo panel, ovvero la campagna “Futura Francesca” di Telecom Italia, presentata da Loredana Grimaldi, Corporate Communication Telecom Italia e Tak Kuroha, regista lanciato dal concorso Mov&Co. che ha diretto lo spot. Uno spot “per la rete nato dalla rete” in quanto è stato frutto di un concorso che ha visto coinvolti centinaia di fruitori (potenziali e non) di Telecom Italia che hanno contribuito a scrivere il futuro di Francesca, già protagonista dello spot televisivo precedente, tra 70 anni, un futuro in cui “le emozioni non cambiano, il modo di comunicarle si”.

Hanno concluso il workshop Giangiacomo Schiavi,Vicedirettore del Corriere della Sera e Marina Ceravolo, Direttore sviluppo ricerche e scenari media di Rai-Sipra: il primo, ha sottolineato come anche il giornalismo abbia dovuto fare i conti con i cambiamenti nella comunicazione introdotti da internet, in quanto i giornalisti oggi assieme alla dura realtà devono cercare di coinvolgere il lettore; la seconda, ha presentato il progetto editoriale “Carosello Reloaded”, non una semplice riedizione del Carosello tradizionale ma un progetto ancora una volta multimediale, interattivo, social.

Oggi il brand è una proprietà collettiva (si parla di community brand), pertanto i valori sono fondamentali: cosi declinati i contenuti arrivano in modo diretto, non mediato. Certo, come ha dichiarato Andrea Fontana a conclusione dell’incontro, “per utilizzare bene lo storytelling servono 4 aspetti: capacità narrative, saper creare relazioni, riuscire a far combaciare il capitale narrativo del brand con quello del pubblico e infine la volontà di donare da parte del brand, in quanto”, ha aggiunto poi Fontana, “chi vuole fare storytelling deve regalare parte di sé, quel qualcosa che è ciò che ci trasforma dopo esserne entrati in contatto”.

MG