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MPI: in crescita il mercato degli eventi

Secondo l’edizione 2006 di FutureWatch, l’annuale ricerca condotta da MPI (Meeting Professionals International) e American Express tramite questionari inviati a organizzatori e fornitori di prodotti e servizi per l’industria congressuale, durante quest’anno gli eventi sono destinati ad aumentare.

Nel 2006 l'industria Mice (Meetings incentives conferences events) globale crescerà per il terzo anno consecutivo: questa la predizione di Future Watch 2006, l'annuale ricerca condotta da Mpi (Meeting professionals international) e American Express tramite questionari inviati a 16900 membri dell'associazione fra Stati Uniti, Canada ed Europa.

1268 le risposte, così ripartite: 505 da corporate meeting planner, 253 da intermediari (Professional congress organizer, cioè titolari di agenzie d'organizzazione congressuale, oppure destination management companies, ossia società specializzate nel reperimento di allotment alberghieri o servizi nella destinazione prescelta per l'evento) e 510 da fornitori di spazi e servizi.

Trend preliminari. La ricerca dice innanzitutto che il numero totale degli eventi, la quantità di partecipanti per evento e l'investimento medio in questo 2006 sono destinati ad aumentare. Inoltre, i corporate meeting planner si attendono una crescita dei budget a essi riservati, pur esprimendo cautela riguardo al generale andamento dell'economia e ai crescenti costi dei viaggi. Ciò d'altro canto non significa molto, in sé: gli stessi meeting planner ritengono infatti che le tariffe delle camere d'albergo e i tempi di assegnazione delle sale meeting aumenteranno di pari passo, e dai fornitori (cioè dagli albergatori) ammettono di attendersi una minore flessibilità soprattutto riguardo ai prezzi. Gli albergatori comunque, se da un lato si dichiarano d'accordo sull'aumento di tempi e tariffe, solo al 20% confermano la propria minore tendenza alla flessibilità.

Eventi sempre più strategici. Gli eventi sono sempre più considerati mezzi strategici per raggiungere gli obiettivi aziendali, con una maggioranza di corporate meeting planner inclini a riconoscerne l'importanza. In aggiunta, oltre metà del campione sostiene che la percezione di questo valore aggiunto aumenterà ulteriormente nei prossimi due o tre anni. Un'indicazione di ciò viene dai livelli d'inquadramento dei meeting planner nelle aziende: in maggior parte rispondono direttamente all'amministratore delegato o al direttore generale, segno del rilievo riconosciuto al loro ruolo. In generale sono sempre consultati ogni volta che l'azienda ritiene di poter cogliere un obiettivo strategico attraverso un meeting, o di poter definire una linea di comunicazione nella quale gli eventi abbiano una parte predominante. Non è dunque vero – al contrario di ciò che si crede – che gli eventi nelle grandi aziende siano delegati in toto all'ufficio acquisti, privo della necessaria specializzazione e concentrato sull'obiettivo di risparmiare, anche a scapito dei risultati. Anzi: dalla ricerca emerge chiaramente che i meeting planner o i meeting manager hanno sempre l'ultima parola quando si tratta di identificare, valutare e stipulare contratti con i fornitori. Da ciò si evince come il loro ruolo implichi una continua comunicazione con tutti i dirigenti e i quadri dell'azienda – compresi quelli del procurement, beninteso – così da poter prendere decisioni importanti a ragion veduta.

Il Roi. I componenti del campione dichiarano che nelle loro organizzazioni le discussioni sul Roi (Return on investment) riguardano più che altro i saving (cioè i risparmi) e non l'impatto finanziario degli eventi. Solo il 33%, quando parla di Roi, lo fa a proposito degli effetti di un evento sul bilancio aziendale. C'è poi un altro indice, il Roo (Return on objectives), che per il 60% dei componenti il campione è addirittura più importante, forse perché misurabile con più facilità. Segno che i meeting planner sono alla ricerca di un indice in grado sia di misurare il valore del loro lavoro sia di permetter loro di documentare il beneficio di un evento a chi deve avallare la decisione di svolgerlo.

Gli altri trend. Sono tante le aziende, soprattutto negli Stati Uniti, che affidano in outsourcing i propri eventi. In tutti gli altri casi l'agenzia esterna eventualmente contattata lavora a stretto contatto con il meeting planner o con una persona del meeting department. Quanto alle destinazioni, il ricorso a mete internazionali sta cedendo il passo – anche se non in misura massiccia – a trasferte di raggio più contenuto: da un lato infatti gli organizzatori europei e statunitensi affermano di voler ridurre di poco la percentuale di eventi nei paesi lontani, dall'altro i canadesi prevedono più drasticamente di far ricorso alle mete domestiche. In media, dunque, gli eventi saranno organizzati in destinazioni a corto raggio più sovente che in passato.

L'intera ricerca è scaricabile gratuitamente dalla home page del sito www.mpiweb.org.