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Osservatorio Congressuale 2011: il corporate traina il settore ma perde il 10%
Il mercato è in negativo, ma un dato fa ben sperare: la domanda internazionale è in crescita. L’OCI non disegna uno scenario confortante, ma tra le varie crepe si va definendo una nuova dinamica strutturale, che vede le aziende, le maggiori organizzatrici di congressi, perdere il 10% e le sedi, specie i centri congressuali, attuare politiche aggressive di abbassamento dei prezzi.
I dati relativi al 2011 presentano uno scenario in cui tutti gli indicatori registrano il segno meno. La domanda Corporate perde il 10% ma rimane la maggior quota di mercato e, a livello di sedi, si indirizza agli alberghi, anche se, in generale, la maggiore preferenza va ad 'Altre sedi congressuali'. Il calo più consistente è nella durata degli eventi, mentre fa ben sperare il +3,2 della domanda internazionale.

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La presentazione dell'Osservatorio Congressuale Italiano 2011 (OCI) è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci di Federcongressi&eventi, mercoledì 5 dicembre presso la Design Library di Milano.
Il punto di partenza è costituito, come sempre, dai dati forniti dall’Università di Bologna su un campione rinnovato di 5.260 strutture tra centri congressi, alberghi, altre sedi polivalenti e centri storici.
L’OCI 2011 presenta, rispetto alle edizione precedenti, alcune novità. Oltre al rinnovo del panel, anche l’abbassamento della soglia della dimensione minima degli eventi che, cogliendo il suggerimento dell’Organizzazione Internazionale del Turismo, scende da 50 a 10 partecipanti.
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