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Schwartz: le regole sono necessarie ma vanno seguite con saggezza

Nel suo intervento al Positive Business Forum di Milano, il professore ci aiuta a capire quando è il caso di scegliere tra diverse alternative e quando, al contrario, una scelta sarebbe controproducente. La libertà non è essere competenti su tutto, ma scegliere nella convinzione di avere fatto tutto il possibile per decidere bene. Barry Schwartz ha condiviso con il pubblico in sala aneddoti che illustrano la differenza tra il seguire le regole e scegliere con vera saggezza cercando 'fare la cosa giusta'.
Il 27 e il 28 marzo si è asvolto a MIlano il Positive Business Forum, organizzato in Italia dalla Scuola di Palo Alto. Un importante appuntamento per tutte le aziende e le istituzioni che condividono l’idea secondo cui potere contare su persone mentalmente solide ed emotivamente positive sia la chiave per far crescere le proprie organizzazioni in termini di produttività e redditività.

Immaginiamo un futuro in cui il benessere delle persone sia riconosciuto come elemento indispensabile per la crescita e la produttività delle aziende. Un gruppo di studiosi è andato oltre cercando nella prova scientifica risposte e strumenti concreti per rendere realizzabile tutto ciò.

Tra gli speaker di fama mondiale intervenuti alla kermesse Barry Schwartz, psicologo e professore in Teoria e Azione sociale allo Swarthmore College (Pennsylvania), deve la sua popolarità al libro The paradox of choice - why more is less, nel quale affronta il tema della 'scelta'. Uno dei grandi misteri della nostra vita: come mai le società che godono in abbondanza di beni e consumi, dove gli individui hanno la possibilità di esercitare il libero arbitrio e il potere della scelta, sono statisticamente più soggette alla depressione e perciò considerate 'meno felici' rispetto a società economicamente meno evolute?

Parte delle risposte nell'intervento milanese del professore nel suo intervento dal titolo 'Saggezza Pratica: Sentirsi Bene Facendo la Cosa Giusta', in cui ci aiuta a capire quando è il caso di scegliere tra diverse alternative e quando, al contrario, una scelta sarebbe controproducente.

La libertà non è essere competenti su tutto, ma scegliere nella convinzione di avere fatto tutto il possibile per decidere bene. Barry Schwartz ha condiviso con il pubblico in sala aneddoti che illustrano la differenza tra il seguire le regole e scegliere con vera saggezza cercando 'fare la cosa giusta'.

Le regole valgono fino ad un certo punto, anche quando sono oggettivamente corrette. Un esempio? Decidere di seguire le regole sicuramente giuste dell'onestà e della verità in ogni situazione non porta sempre a fare la cosa giusta. Dire a un paziente che è malato terminale per un tumore ai polmoni inoperabile, quando la famiglia chiede al medico il silenzio, non è stata la scelta di un medico americano che ha violato così il suo codice deontologico, secondo il quale il paziente deve sapere tutto per rispetto dell'autonomia degli individui, permettendo all'ammalato di trascorrere serenamente gli ultimi 18 mesi della sua vita.

Per il professore 'Noi abbiamo bisogno di regole, rappresentano le linee guida ma non sono sufficienti. Il modo di applicarle è fondamentale e non è dettato da altre regole. Ci vuole flessibilità nel giudizio. Aristotele ha imparato che le regole sono valide ma talvolta vanno piegate. Ci aiutano a stabilire gli standard morali. Le regole ci impongono di trattare tutti e tutto allo stesso modo. Ci vuole al contrario capacità di giudizio per capire come e quando applicarle. Sempre per Aristotele non basta la competenza, ci vuole anche la volontà per decidere di fare la cosa giusta. La saggezza pratica è data da competenza morale unita alla volontà morale. Le persone sagge sanno come fare eccezione alle regole. In quest'ottica la saggezza è una sorta di jazz morale. E' fondamentale sapere improvvisare. Le decisioni difficili sono sempre quelle tra due cose entrambe giuste." 

Ecco perchè anche nel mondo aziendale è preziosa la presenza di chef più che di cuochi, con capacità di improvvisare e non solo dio eseguire. Le regole minano la capacità di giudizio.

Queste considerazioni sono frutto di studi che hanno analizzato il nesso tra scienza, morale e società. Un approccio profondo per capire meglio il modo in cui ci rapportiamo al benessere. Le sue ricerche rappresentano in sostanza un appello ad abbracciare e proteggere una qualità umana essenziale che abbiamo perso da tempo: la saggezza pratica, una via per ritrovare l’equilibrio tra il nostro naturale desiderio di fare la cosa giusta e di avere successo. Secondo Schwartz questa è la chiave per raggiungere il benessere, la salute, la felicità.

Ma come nutrire la saggezza negli individui e nelle aziende? Bisogna innanzitutto incoraggiare la capacità di giudizio. I manager devono dare ai sottoposti la possibilità di prendere iniziative, anche facendo errori, perchè è così che prenderanno consapevolezza dell'importanza di essere bravi professionisti. Ci sono, secondo Schwartz, persone che hanno 30 anni di esperienza e persone che fanno la stessa esperienza da 30 anni...non è la stessa cosa.

Creare saggezza nelle persone permetterà un miglioramento della loro vità lavorativa e sociale, innescando una reazione a catena nei benefici che la collettività potrà godere.  

Maria Ferrucci