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Vaccarono (Google Italia): Le persone al centro della rivoluzione Multi-schermo
Pubblichiamo il contributo del country manager intervenuto presso la Triennale di Milano oggi 18 aprile dove Google Italia ha organizzato un grande evento, intitolato ThinkPerformance, che ha coinvolto oltre 400 persone in rappresentanza delle principali aziende italiane per parlare di come sta cambiando il mondo e la comunicazione nell'epoca del multiscreen/multidevice.
Presso la Triennale di Milano oggi 18 aprile Google Italia ha organizzato un grande evento, intitolato ThinkPerformance, che ha coinvolto oltre 400 persone in rappresentanza delle principali aziende italiane per parlare di come sta cambiando il mondo nell'epoca del multiscreen/multidevice e di come le aziende possono adattare le proprie strategie di comunicazione in questo mondo.
Pubblichiamo un articolo a firma del Country Director di Google Italia Fabio Vaccarono, in merito all'evento:
Se è ormai chiaro a tutti che lo smartphone è il dispositivo su cui puntare per il futuro del proprio business, è altrettanto evidente che le imprese si trovano ad affrontare una sfida la cui complessità aumenta con l'incremento del numero degli schermi.
Una ricerca da noi commissionata negli Stati Uniti rivela come il 90% delle nostre interazioni avvenga oggi attraverso uno schermo, sia esso uno smartphone, un tablet, la TV o un PC. In media spendiamo più di 4 ore al giorno davanti ad uno schermo. Questo apre nuove opportunità per le aziende: come si fa a sapere dove e come contattare i consumatori? Quanto investire, su quale piattaforma e come adattare rapidamente la propria offerta?
Queste domande diventano sempre più complesse a causa dell'uso frammentato di schermi sempre più simili fra loro. Per rispondere è necessario un cambiamento di paradigma: dobbiamo passare dalla logica dello schermo a quella del contesto.
Oggi infatti siamo consapevoli che l’utilizzo di uno schermo non è più legato alle sue funzionalità, ma al contesto in cui viene utilizzato. Il contesto guida la scelta: il tempo a nostra disposizione, il nostro obiettivo, la nostra posizione (a casa o in mobilità), il nostro stato d’animo, la qualità della nostra attenzione.
Ogni dispositivo assolve a una diversa funzionalità e il vero punto per le imprese è trovare il dispositivo e la modalità migliore per essere visibili al momento giusto, garantendo allo stesso tempo la continuità dell’esperienza lungo tutto il percorso multi-schermo.
Occorre essere attenti ai segnali che inviamo agli utenti. Sono numerosi e potenti. Non bisogna più pensare al "mobile", al “computer” o alla “Tv”, ma al “momento della giornata”, al “luogo” e al “contesto”.
Un semplice esempio può spiegare meglio questo concetto: se sono seduto sul divano di casa, di notte, e cerco online una pizzeria, non voglio la stessa risposta che otterrei se facessi la medesima ricerca alle 13.00 dal mio ufficio. Nel primo caso, sto cercando il numero o il sito di una pizzeria che fa consegne a domicilio; nel secondo un ristorante vicino al mio posto di lavoro.
Dopo aver ascoltato, dobbiamo avere il coraggio di provare, chi inizia prima, sarà il vincitore di domani.
Ci sono ottimi esempi da seguire in Europa, come i magazzini Debenhams, una catena di grande distribuzione inglese che ha applicato in maniera radicale questo approccio. Dopo aver studiato accuratamente le mutevoli esigenze dei propri clienti, l’azienda ha sviluppato un ecosistema di soluzioni online e mobile in grado di rispondere con efficacia alle loro aspettative.
E' stato ottimizzato il sito mobile, resa disponibile all’interno dello store una connessione wi-fi e tablet di supporto all’acquisto, incentivata la forza vendita per ottenere risultati all’interno e all’esterno del punto vendita.
Con oltre 1,4 milioni di download su dispositivi mobili e un crescente incremento delle vendite fuori dallo store, Debenhams rappresenta uno dei tanti casi di successo basati sulla sinergia di online e offline.
Troppo spesso sentiamo dire che l'era del “tutto è connesso” si sta avvicinando. Questa era è già arrivata, e i primi a muoversi stanno conseguendo un grande vantaggio competitivo.
Oggi molto più di un terzo degli degli italiani possiede uno smartphone (41%), circa la metà degli utilizzatori se ne serve per accedere a Internet ogni giorno, il 15% ha un tablet. Il 56% effettua almeno una volta a settimana ricerche locali: in particolare il 46% ha visitato il sito di un prodotto o servizio, il 38% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio) e il 39% ha poi effettuato una chiamata ad un azienda o ha attivato un servizio.
Le nostre vite oscillano oggi tra due modalità: la connessione e la disconnessione. Dall'alba al tramonto, gli schermi scandiscono il ritmo della nostra vita quotidiana e guidano la maggior parte delle attività di tutti i giorni: lo shopping, le comunicazioni, l'intrattenimento. Viviamo in un’epoca ricca di stimoli, ciò significa che non dobbiamo perdere di vista lo scopo della tecnologia che deve rimanere al nostro servizio, facilitare la vita quotidiana e accompagnarci verso quella che alcuni chiamano “l'umanità aumentata”.
Come creatori di strumenti, di proposte, e di soluzioni, dobbiamo dare un senso strategico al nostro approccio: andare oltre la tecnologia e concentrarci sulle persone e i loro comportamenti.
Fabio Vaccarono
Pubblichiamo un articolo a firma del Country Director di Google Italia Fabio Vaccarono, in merito all'evento:
Se è ormai chiaro a tutti che lo smartphone è il dispositivo su cui puntare per il futuro del proprio business, è altrettanto evidente che le imprese si trovano ad affrontare una sfida la cui complessità aumenta con l'incremento del numero degli schermi.Una ricerca da noi commissionata negli Stati Uniti rivela come il 90% delle nostre interazioni avvenga oggi attraverso uno schermo, sia esso uno smartphone, un tablet, la TV o un PC. In media spendiamo più di 4 ore al giorno davanti ad uno schermo. Questo apre nuove opportunità per le aziende: come si fa a sapere dove e come contattare i consumatori? Quanto investire, su quale piattaforma e come adattare rapidamente la propria offerta?
Queste domande diventano sempre più complesse a causa dell'uso frammentato di schermi sempre più simili fra loro. Per rispondere è necessario un cambiamento di paradigma: dobbiamo passare dalla logica dello schermo a quella del contesto.
Oggi infatti siamo consapevoli che l’utilizzo di uno schermo non è più legato alle sue funzionalità, ma al contesto in cui viene utilizzato. Il contesto guida la scelta: il tempo a nostra disposizione, il nostro obiettivo, la nostra posizione (a casa o in mobilità), il nostro stato d’animo, la qualità della nostra attenzione.
Ogni dispositivo assolve a una diversa funzionalità e il vero punto per le imprese è trovare il dispositivo e la modalità migliore per essere visibili al momento giusto, garantendo allo stesso tempo la continuità dell’esperienza lungo tutto il percorso multi-schermo.
Occorre essere attenti ai segnali che inviamo agli utenti. Sono numerosi e potenti. Non bisogna più pensare al "mobile", al “computer” o alla “Tv”, ma al “momento della giornata”, al “luogo” e al “contesto”.
Un semplice esempio può spiegare meglio questo concetto: se sono seduto sul divano di casa, di notte, e cerco online una pizzeria, non voglio la stessa risposta che otterrei se facessi la medesima ricerca alle 13.00 dal mio ufficio. Nel primo caso, sto cercando il numero o il sito di una pizzeria che fa consegne a domicilio; nel secondo un ristorante vicino al mio posto di lavoro.
Dopo aver ascoltato, dobbiamo avere il coraggio di provare, chi inizia prima, sarà il vincitore di domani.
Ci sono ottimi esempi da seguire in Europa, come i magazzini Debenhams, una catena di grande distribuzione inglese che ha applicato in maniera radicale questo approccio. Dopo aver studiato accuratamente le mutevoli esigenze dei propri clienti, l’azienda ha sviluppato un ecosistema di soluzioni online e mobile in grado di rispondere con efficacia alle loro aspettative.
E' stato ottimizzato il sito mobile, resa disponibile all’interno dello store una connessione wi-fi e tablet di supporto all’acquisto, incentivata la forza vendita per ottenere risultati all’interno e all’esterno del punto vendita.
Con oltre 1,4 milioni di download su dispositivi mobili e un crescente incremento delle vendite fuori dallo store, Debenhams rappresenta uno dei tanti casi di successo basati sulla sinergia di online e offline.
Troppo spesso sentiamo dire che l'era del “tutto è connesso” si sta avvicinando. Questa era è già arrivata, e i primi a muoversi stanno conseguendo un grande vantaggio competitivo.
Oggi molto più di un terzo degli degli italiani possiede uno smartphone (41%), circa la metà degli utilizzatori se ne serve per accedere a Internet ogni giorno, il 15% ha un tablet. Il 56% effettua almeno una volta a settimana ricerche locali: in particolare il 46% ha visitato il sito di un prodotto o servizio, il 38% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio) e il 39% ha poi effettuato una chiamata ad un azienda o ha attivato un servizio.
Le nostre vite oscillano oggi tra due modalità: la connessione e la disconnessione. Dall'alba al tramonto, gli schermi scandiscono il ritmo della nostra vita quotidiana e guidano la maggior parte delle attività di tutti i giorni: lo shopping, le comunicazioni, l'intrattenimento. Viviamo in un’epoca ricca di stimoli, ciò significa che non dobbiamo perdere di vista lo scopo della tecnologia che deve rimanere al nostro servizio, facilitare la vita quotidiana e accompagnarci verso quella che alcuni chiamano “l'umanità aumentata”.
Come creatori di strumenti, di proposte, e di soluzioni, dobbiamo dare un senso strategico al nostro approccio: andare oltre la tecnologia e concentrarci sulle persone e i loro comportamenti.
Fabio Vaccarono

