Live Communication

Venice Festival Of Media/4. Le regole nell’età della convergenza

Viviane Reding , commissario europeo per la società dell’informazione e dei media, ha esortato i professionisti dei media e dell’advertising a rispettare le regole, ma non solo: perché utilizzando l’impalcatura flessibile fissata dal legislatore europeo, spetta proprio agli stessi professionisti dotarsi di codici di condotta capaci di auto-regolamentare il proprio mercato.

(Venezia. Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi). "Nessun consumatore compra apparecchiature: ma tutti comprano contenuti. Per questo sono convinta che siano i consumatori a guidare l'evoluzione tecnologica e non viceversa". Si è aperto così l'intervento del commissario europeo per la società dell'informazione e dei media Viviane Reding nel pomeriggio di ieri al Festival del Media di Venezia. Ed ha aggiunto: "L'Europa, del resto, ha in quest'ottica un ruolo guida. Per esempio, le prime quattro nazioni al mondo per penetrazione del broadband sono europee; la quinta è la Corea del Sud; gli Stati Uniti sono solo al nono posto. Ciò significa che il nostro continente occupa in questa classifica ben 8 delle prime dieci posizioni. Oppure nel campo della telefonia cellulare: la penetrazione media europea è del 112%, con picchi che superano il 150%. Questi dati ci fanno capire come nel prossimo futuro broadband e mobile convergeranno, dando ampio spazio a ogni genere di nuovo contenuto creativo. Ma convergenza è la parola chiave dell'intero settore, non solo del mobile".

"Non ho dubbi che l'industria della creatività possa trarre enormi benefici dalla tecnologia – ha poi proseguito –, e riconosco il ruolo cruciale svolto sia da chi produce contenuti sia da chi, come voi che mi state ascoltando, produce advertising. Perché la comunicazione pubblicitaria è più che un fenomeno economico e ha dei risvolti sociali fenomenali: crea e modifica opinioni, scuote le coscienze, cambia gli atteggiamenti. Perciò sono altrettanto convinta che questo mercato abbia bisogno di regole.

Come adattare queste regole nel clima di rapidissimi mutamenti del contesto mediale? Non spegnendo la scintilla della creatività ma, al contrario, lasciando che si accenda". Va letta in quest'ottica, ha proseguito la commissaria europea, la recente direttiva sugli Audiovisivi Senza Frontiere: "Una direttiva neutrale nei confronti delle tecnologie e per questo a prova di futuro. Capace inoltre di andare ancora più in là, riconoscendo l'advertising come un fattore propulsivo delle nostre economie e non come una 'seccatura'. Per la prima volta, infatti, i professionisti sono direttamente coinvolti nel processo di co-regolamentazione. Noi abbiamo semplicemente costruito un'impalcatura flessibile e adattabile al massimo, capace di prevenire e assecondare lo sviluppo delle diverse tecnologie. Crediamo che poi spetti agli organi associativi e rappresentativi delle diverse professioni dotarsi di codici di condotta capace di indicare la strada corretta".

Sono molti quelli che continuano a chiedere all'Europa una legislazione più severa e maggiormente restrittiva delle comunicazioni commerciali, per esempio nel caso del tabacco, degli alcolici o dei prodotti rivolti all'infanzia: "Ma fino a quando sarò commissaria – ha concluso Viviane Reding – la direzione sarà esattamente quella opposta. Di regole ce ne sono già a sufficienza: sta da una parte ai diversi stati membri incoraggiare l'auto-regolamentazione necessaria, e insieme a voi professionisti prendere una posizione corretta e responsabile".