Mercato
Dimissioni o decadenza a parte, cosa vuole diventare Assorel?
Dal consigliere Assorel Lucio Bergamaschi (Below Communication), ricevo e pubblico la seguente lettera aperta. Alla quale rispondo con la domanda che costituisce il titolo di questo articolo.
Caro Direttore,sono tra i consiglieri Assorel che non si sono dimessi. Ho qualche dubbio peraltro che il consiglio sia decaduto visto che le dimissioni di Pandini, Ricchiuti e Bruschi (avvenute in tempi diversi) erano dettate da motivi strettamente personali che nulla hanno a che fare con la querelle in atto nell’associazione. Quindi le surroghe da fare a mio parere sono tre e ciò non comporterebbe la decadenza automatica dell’intero consiglio.
Al di là delle questioni statutarie su cui si potrebbe sentire il parere dei Probiviri, non capisco perché il rinnovamento dell’Associazione debba passare dall’azzeramento “coatto” del Consiglio Direttivo che tale rinnovamento ha promosso organizzando - a detta di tutti con pieno successo - il workshop dello scorso 13 febbraio.
Non è questione di “cadreghino” per carità (qui sono certamente più gli oneri che gli onori) ma di trasparenza nelle intenzioni. Avevo inteso che la questione posta legittimamente da molti colleghi era il riposizionamento dell’associazione nelle mutate condizioni di mercato e di interlocutori. Sarebbe bastato dire che tale passaggio doveva comportare un cambio degli assetti sanciti dall’assemblea elettiva di un anno fa ed io per primo avrei rimesso spontaneamente il mandato per favorire una transizione condivisa ad una nuova stagione dell’associazione. Ma nessuno ha mai posto - almeno con me - tale questione. Essere messi ora davanti al fatto compiuto può riattizzare le ragioni di una contrapposizione che speravamo tutti superata.
Attendo l’Assemblea che il Presidente vorrà convocare quanto prima per confrontarmi serenamente con i colleghi e farmi valutare sul lavoro che ho svolto per le deleghe che mi sono state affidate. Come socio poi dirò la mia sulle prospettive del nostro sodalizio.
Cordialmente
Lucio Bergamaschi
Below Communication and Public Relations
Caro Lucio Bergamaschi,
Ti ringrazio per la tua lettera, che aggiunge elementi interessanti che aiutano a fare chiarezza sull'evoluzione e le difficoltà che Assorel sta vivendo. Si tratta di una situazione non facile, è sotto gli occhi di tutti, e a tratti confusa, vedi il caso della validità o meno dell'attuale consiglio direttivo. Io per primo, appresa la notizia, ho avuto il dubbio se, a norma di statuto, il consiglio direttivo potesse continuare ad operare 'legittimamente' vista la decadenza (e le conseguenti dimissioni) di Giovanna Pandini, Diego Ricchiuti e Paolo Bruschi, avvenuta per essere venuto meno il loro rapporto con le rispettive agenzie, e le tre dimissioni volontarie di Diego Lifonti, Anita Lissona e Filomena Rosato (leggi news).
Un dubbio che ho rivolto allo stesso presidente di Assorel, Andrea Cornelli, che nel corso di un'intervista telefonica mi confermava che formalmente, a norma di statuto, il consiglio direttivo si sarebbe dovuto intendere decaduto e che, pertanto, lo stesso consiglio direttivo veniva convocato il 23 marzo "per prendere atto della situazione e fissare una data per l'assemblea, presumibilmente per gli inizi di aprile". Fatti e date non sono, quindi, frutto della mia penna, e non sono certo io a indicare quella che deve essere la via giusta da seguire, se azzerare l'organo direttivo o meno per giungere al cambiamento. Questi aspetti, ripeto, riguardano la vostra associazione. Io, semplicemente, prendo atto di quello che accade e pongo qualche domanda.
Allora, chiedo a voi di Assorel, cosa la vostra associazione vuole diventare, come intendete gestirla, perseguendo quali scopi? Perché, comunque la si voglia vedere, al di là dei tecnicismi e delle interpretazioni del vostro Statuto che daranno notai e consulenti rimangono fatti 'pesanti' sul tavolo, segnali di un certo malessere quali un nutrito pacchetto di agenzie (11 per l'esattezza) che sono uscite, un consiglio direttivo comunque menomato di molti membri e, soprattutto, una vision di quello che Assorel vorrà diventare forse non ancora chiara per molti associati, sicuramente non chiara per la stampa. Infine, perché non rendete pubblici i risultati emersi dal workshop del 13 febbraio al quale fai riferimento?
Faccio queste considerazioni e pongo queste domande, credimi, semplicemente per ricerca di chiarezza, convinto come sono che associazioni forti, rappresentative e autorevoli non possano che fare bene al mercato e alla stampa.
Sarò felice di ascoltare le risposte.
Salvatore Sagone

