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Cinema, Usai (ANICA): “Servono stabilità, fiducia nei produttori e strumenti che premino i risultati”

L'associazione chiede stabilità normativa e finanziaria per costruire un vero Piano Industriale Nazionale dell’Audiovisivo. Secondo il presidente, regole stabili e contributi automatici sono fondamentali per permettere alle imprese di programmare investimenti e produzioni, valorizzando non solo i risultati economici, ma anche quelli artistici e culturali. Usai sottolinea inoltre l’importanza di riconoscere la competenza dei produttori nella selezione e nello sviluppo dei progetti.

«Se vogliamo costruire un vero piano industriale nazionale dell’audiovisivo, la prima cosa di cui abbiamo bisogno è stabilità”.

Lo ha sottolineato Alessandro Usai, presidente ANICA (in foto), intervenendo questa mattina all’Italian Pavilion nell’ambito dell’incontro “Le ragioni del cinema – Le Regioni del cinema”, dedicato alle prospettive di un Piano Industriale Nazionale dell’Audiovisivo all’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. «Ogni cambiamento normativo comporta un conseguente processo amministrativo complesso e tempi di attuazione che possono essere molto lunghi. Per un’industria che lavora su progetti pluriennali, non sapere oggi quali saranno gli strumenti disponibili domani significa non poter programmare.

Non possiamo permetterci di vivere ogni anno nell’attesa di una nuova grande riforma dei meccanismi di finanziamento: la stabilità delle regole è una condizione indispensabile per pianificare investimenti, produzioni e strategie industriali».

Stabilità del quadro normativo e regolatorio, dunque, ma anche fiducia nella capacità di selezione dell’industria e un sistema di sostegno pubblico che non dimentichi più i contributi automatici, che già misurano e premiano il valore creato realmente dalle opere. Sono queste, secondo il presidente ANICA, le condizioni necessarie per costruire una politica industriale dell’audiovisivo efficace e di medio-lungo periodo: «Dobbiamo superare l’idea che la qualità di un’opera debba essere necessariamente certificata ex ante da una commissione pubblica. I produttori fanno questo mestiere ogni giorno, conoscono il mercato, i talenti, i progetti e il pubblico. Esiste nell’industria una capacità di selezione molto sofisticata, costruita attraverso esperienza e responsabilità imprenditoriale.

I contributi automatici hanno un vantaggio fondamentale: premiano a posteriori ciò che è realmente accaduto. Possono riconoscere un risultato commerciale, ma anche un risultato artistico e culturale. Il successo di un film non si misura soltanto al botteghino: può essere una selezione a Cannes, Venezia o Berlino, un David di Donatello, oppure la capacità di raggiungere e conquistare il pubblico internazionale. Non significa dare denaro soltanto a chi ha fatto il maggior numero di spettatori. Significa avere la capacità di riconoscere risultati diversi e misurabili: economici, artistici e culturali. E soprattutto significa avere fiducia in chi opera quotidianamente nel settore.

Da produttore – conclude Usai – in oltre vent'anni di esperienza ho visto raramente capacità di scelta e di cernita dei progetti più elevate e sofisticate di quelle presenti nelle società di produzione con una lunga esperienza. Questa competenza va riconosciuta e messa nelle condizioni di esprimersi».