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La scomparsa di Silvio Berlusconi: addio a un protagonista assoluto della comunicazione, della società, del costume e dell’intera vita italiana dell’ultimo mezzo secolo

Imprenditoria, politica e sport, ma soprattutto media e comunicazione: in qualsiasi campo abbia operato, Silvio Berlusconi è stato assoluto protagonista. Un uomo che ha davvero lasciato il segno sulla sua epoca e sulla società grazie a intuizioni che hanno trasformato i mass media, i linguaggi e il costume. Mercoledì giornata di lutto nazionale e funerali in Duomo a Milano. Mediaset cambia la sua programmazione per ricordare il suo fondatore. Su Canale 5, dalle ore 10.40 è in onda “Speciale Tg5” che prosegue fino alle ore 18.25, per poi riprendere dalle ore 20 alle ore 24.00. Lo speciale è in simulcast su Retequattro e su Tgcom24, senza interruzioni pubblicitarie.

Era il 1999 quando il Festival di Cannes decise di insignire Silvio Berlusconi,  scomparso oggi all'erà di 86 anni, del titolo di ‘Media Person of the Year’, il primo nella storia della kermesse, che ha visto in seguito onorati personaggi come Rupert Murdoch, Steve Ballmer e Mark Zuckerberg.
A un quarto di secolo di distanza, quel riconoscimento appare oggi ancor più significativo per ciò che ‘il Cavaliere’ ha fatto e per il segno che ha lasciato nel mondo del media e non
solo. 
La storia e le tappe del suo percorso imprenditoriale nel settore della comunicazione sono
note e le ripercorriamo solo brevemente. L’ingresso nella televisione risale al 1976, quando rileva il canale via cavo Telemilano che nel 1978 da emittente ‘di quartiere’ trasforma in rete televisiva nazionale con il nome di Canale 5. Nello stesso anno crea la holding Fininvest per coordinare tutte le attività imprenditoriali delle diverse società.
Un anno prima, nel 1977, rilevò il 12% della compagine azionaria del quotidiano Il Giornale,
fondato e diretto da Indro Montanelli, del quale nel 1979 diventò azionista di riferimento con una quota del 37,5%.
Nel 1982
acquisisce da Edilio Rusconi il canale Italia 1, e due anni dopo Rete 4 dal gruppo Arnoldo Mondadori Editore, raccogliendo attorno al suo progetto alcuni dei maggiori talenti televisivi dell’epoca.
È però solo con l’intervento del Governo Craxi nell’Ottobre del 1984 che le reti di Berlusconi ottengono finalmente il via libera ufficiale dopo anni di oscuramenti, posizionandosi una
volta per tutte come ‘polo’ alternativo a quello della Tv di Stato rappresentato dalla Rai.

Al di là dell’operazione ‘editoriale’, l’intuizione di Berlusconi fu quella di creare per la prima volta in Italia un modello televisivo squisitamente commerciale, rivoluzionando in primo luogo la pubblicità e il suo linguaggio, e a cascata il costume e l’intera società italiana – basti pensare al ‘boom economico’ degli Anni ’80.
Del 1987 è il lancio del circuito Italia 7, ceduto successivamente in virtù del nuovo ordinamento radiotelevisivo sancito dalla Legge Mammì che fissava un limite massimo alle proprietà nel settore.
Dalla seconda metà del decennio Fininvest si aprì inoltre ad altri mercati, continuando a
investire in ambito televisivo in Francia (La Cinq), Germania (Telefünf) e Spagna (Telecinco).
Una presenza che pur con alti e bassi è continuata fino ai nostri giorni, tanto che oggi le
operations italiane, spagnole e tedesche sono state riunite nel Gruppo MediaForEurope.

A partire dagli anni 90, la spinta innovativa di Silvio Berlusconi si è estesa anche ad altri ambiti della comunicazione: dapprima attraverso l’acquisizione della maggioranza azionaria del Gruppo Mondadori, conquistando così la leadership nel mercato editoriale italiano nei settori dei libri e dei periodici; e contemporaneamente lanciando con Telepiù la prima televisione a pagamento del nostro paese.

E ancora: la partnership con Ennio Doris per la fondazione di Programma Italia, poi
Mediolanum; la società con la catena di videonoleggio Blockbuster nel settore della distribuzione audiovisiva; l’acquisizione di Medusa Film in ambito cinematografico; l’acquisizione dei grandi magazzini e supermarcati Standa nella GDO.

E poi l’incredibile serie di trofei conquistati dall’A.C. Milan sotto la sua presidenza: dove ancora una volta va segnalata la rivoluzionaria applicazione al settore sportivo dei principi del marketing.

È innegabile che dal 1994, con la ormai celeberrima ‘discesa in campo’ e con il passaggio delle redini delle sue società ai collaboratori più stretti e ai figli, l’impatto di Berlusconi sulla vita politica e sulla società italiana abbia avuto tutt’altro peso specifico da valutare con ben altro metro di giudizio.
Quel che è certo è che l’impronta lasciata nei 40 e passa anni di attività sul fronte della
comunicazione
rappresentano un’eredità che molto difficilmente potrà essere raccolta.

Oggi Mediaset cambia la sua programmazione per ricordare il suo fondatore. Su Canale 5, dalle ore 10.40 è in onda “Speciale Tg5” che prosegue fino alle ore 18.25, per poi riprendere dalle ore 20 alle ore 24.00. Lo speciale è in simulcast su Retequattro e su Tgcom24, senza interruzioni pubblicitarie.

Tommaso Ridolfi