Poltrone
Addio a Elio Fiorucci, in lutto il mondo della moda
Lo stilista è stato trovato morto, probabilmente a causa di un malore, questa mattina, 20 luglio, nel suo appartamento in viale Vittorio Veneto, a Milano. Aveva da poco compiuto 80 anni. Il suo primo negozio, in Galleria Passerella, è stato aperto nel 1967.
Lutto nel mondo della moda. Questa mattina, 20 luglio, Elio Fiorucci è stato trovato morto nella sua casa di Milano, in via Vittorio Veneto. Probabilmente lo stilista milanese, che lo scorso 10 giugno aveva compiuto 80 anni, è deceduto a causa di un malore.
Il suo primo negozio, in Galleria Passerella, è stato aperto nel 1967, ma ne sono seguiti altri, in primis a Londra e a New York. Lo store colorato della Grande Mela è stato un punto d’incontro in grado di attrarre, tra gli altri, Andy Warhol e Truman Capote.
Lo stile pop di Fiorucci, grazie al quale ha democratizzato la moda, intuendo il fascino dello street style, ha avuto successo in tutto il mondo. Gli anni ‘80 segnano l’apice del successo del 'commerciante milanese', come lui stesso amava definirsi, con l’approdo a Los Angeles, in Rodeo Drive. I celebri angioletti vittoriani simbolo del brand approdano poi a Tokyo, Sydney, Rio, Hong Kong.
Nel 1990, la decisione di cedere l'azienda alla società giapponese Edwin International, mantenendo però sempre a Milano il centro di design.
SP
Il suo primo negozio, in Galleria Passerella, è stato aperto nel 1967, ma ne sono seguiti altri, in primis a Londra e a New York. Lo store colorato della Grande Mela è stato un punto d’incontro in grado di attrarre, tra gli altri, Andy Warhol e Truman Capote.
Lo stile pop di Fiorucci, grazie al quale ha democratizzato la moda, intuendo il fascino dello street style, ha avuto successo in tutto il mondo. Gli anni ‘80 segnano l’apice del successo del 'commerciante milanese', come lui stesso amava definirsi, con l’approdo a Los Angeles, in Rodeo Drive. I celebri angioletti vittoriani simbolo del brand approdano poi a Tokyo, Sydney, Rio, Hong Kong.
Nel 1990, la decisione di cedere l'azienda alla società giapponese Edwin International, mantenendo però sempre a Milano il centro di design.
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