Poltrone

Fabio Viani Presidente Consorzio del Prosciutto Toscano

Il Consorzio ha chiuso il 2009 con un trend positivo che dimostra il crescente interesse ed apprezzamento per il Prosciutto Toscano DOP. Infatti la produzione del 2009 è cresciuta dell’8,1% rispetto al 2008, superando le 2.500 tonnellate, con un valore al consumo di oltre 42 milioni di euro.
Il Consorzio del Prosciutto Toscano comunica il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione che, per il prossimo triennio, sarà composto da nove membri uno dei quali, per la prima volta, appartenente alla categoria dei 'Porzionatori e confezionatori'. E’ stato eletto Presidente Fabio Viani che raccoglie l’eredità di Aldo Neri che ricoprirà il ruolo di Vice-Presidente. Gli altri Consiglieri sono Cappellini Giovanni, Renieri Filippo, Ludovici Cristiano, Corti Gabriele, Mugnaioli Giuseppe, Ghelli Maurizio e Ziveri Mauro.

Il Consorzio ha chiuso il 2009 con un trend positivo che dimostra il crescente interesse ed apprezzamento per il Prosciutto Toscano DOP. Infatti la produzione del 2009 è cresciuta dell’8,1% rispetto al 2008, superando le 2.500 tonnellate, con un valore al consumo di oltre 42 milioni di euro. Sul fronte del preconfezionato nel 2009 sono state prodotte circa 2.330.000 vaschette, con una crescita dell’1% rispetto al 2008; la crescita del settore conferma l’apprezzamento da parte del consumatore anche del prodotto preconfezionato. Da sottolineare che il prodotto offre all’acquirente finale una garanzia circa l’identificazione delle confezioni. Inoltre, le operazioni di affettamento avvengono sotto il rigoroso controllo dell’Organismo preposto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e solamente all’interno della Regione Toscana.

Il Consorzio del Prosciutto Toscano, a cui aderiscono 22 Soci, è nato per salvaguardare e valorizzare il tipico prosciutto di questo territorio, che ha caratteristiche e peculiarità ben precise.

I produttori, consapevoli della necessità di proteggere il Prosciutto Toscano dalla proliferazione incontrollata di altri prosciutti che avevano poco in comune con la tradizione toscana, hanno adottato un rigido disciplinare di produzione che prevede l’obbligo della 'tracciabilità' dall’allevamento al consumo così da garantire all’acquirente un prodotto di eccellenza.

EC