Poltrone
Gubitosi in uscita dalla Rai. A 'corteggiarlo' Ferrovie dello Stato e Telecom Italia
In Rai il suo incarico sta per concludersi con la scadenza del triennio il 17 luglio. Occasione in cui il manager, secondo voci di corridoio sempre più insistenti, potrebbe uscire dalla Tv di Stato diretto verso realtà sempre più interessate a lui. Tra queste spiccano Ferrovie dello Stato e Telecom Italia, soprattutto per volere del nuovo azionista Vincent Bolloré. Su CorriereEconomia un ritratto, a cura di Fabio Tamburini, del direttore generale della Rai: dagli esordi in Fiat con Mattioli e Romiti alla guida di Wind.
Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, sarebbe giunto al termine della sua esperienza alla guida della Tv di Stato. Il 17 luglio infatti scade il suo contratto triennale, ed è proprio in quell'occasione che il manager, secondo voci di corridoio sempre più insistenti, avrebbe deciso di uscire dalla Rai.
Una sua decisione questa, visto che il consiglio d’amministrazione della Rai è entrato in regime di prorogatio con l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea il 25 maggio e anche Gubitosi potrebbe continuare a dirigere l’azienda di Viale Mazzini. La durata del mandato del dg, così come previsto da una clausola del suo contratto a tempo determinato, è legata a quella del Cda.
Nel frattempo sui giornali, è scattato il totonomine del futuro direttore generale. Sembrerebbe in pole position Valerio Fiorespino direttore delle risorse umane, che in queste ore avrebbe anche l’appoggio di Luigi De Siervo, presidente della associazione dirigenti Rai, vicinissimo a Matteo Renzi.
Che ne sarà dunque di Gubitosi? Come si legge su CorriereEconomia, il suo nome viene fatto da un po' di tempo al fianco di società in cui potrà esserci qualche terremoto al vertice: dalle Ferrovie dello Stato a Telecom Italia dopo l'arrivo del finanziere bretone Vincent Bolloré.
Ma vediamo chi è Gubitosi nel ritratto di Fabio Tamburini, che ne ha ripercorso la carriera dagli esordi in Fiat con Mattioli e Romiti alla guida di Wind.
Uomo dei numeri e del taglio dei costi, meticoloso nella gestione dei bilanci aziendali, analista formidabile. Al tempo stesso attento verso le pubbliche relazioni, con la capacità di coltivare i rapporti giusti ché servono nei momenti giusti. Una strategia dell'attenzione verso le relazioni pubbliche che tutti gli riconoscono e che viene ricordata in casa Fiat, a Torino, dove ha vissuto i 20 anni iniziali della carriera diventando il giovane più brillante alla corte dell'allora direttore finanziario di Fiat, Francesco Paolo Mattioli, il principale collaboratore dell'amministratore delegato Cesare Romiti, entrambi romani di estrazione.
A Torino, però, non è sopravvissuto all'arrivo dell'amministratore delegato Sergio Marchionne. Si è consolato dando ottima prova di sé in Wind, assunto come amministratore delegato dal magnate egiziano Naguib Sawiris su segnalazione di Alessandro Benedetti, il finanziere che ebbe un ruolo chiave nell'acquisto di Wind da parte di Sawiris, finito poi sotto accusa proprio per il ruolo svolto nell'acquisto dall'Enel.
In Rai, Gubitosi è arrivato nel luglio 2012, al termine di una breve parentesi in Bank of America Merrill Lynch, grazie all'allora presidente del consiglio, Mario Monti, dopo che il suo nome è stato selezionato da un paio di cacciatori di teste e con l'imprimatur di Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico.
Puntarono su quella che nei corridoi della Rai venne subito definita la strana coppia: il presidente Anna Maria Tarantola, un'anziana signora prima donna a far parte del direttorio della Banca d'Italia, e lui alla direzione generale, con la missione di voltare pagina, attaccando posizioni consolidate e puntando sul taglio dei costi.
In Rai la posizione del direttore generale è stata, fin dall'inizio, decisamente scomoda. Basti pensare che partecipava ai consigli di amministrazione ma senza diritto di voto, dovendo tenere testa a baronie agguerrite.
MF
Una sua decisione questa, visto che il consiglio d’amministrazione della Rai è entrato in regime di prorogatio con l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea il 25 maggio e anche Gubitosi potrebbe continuare a dirigere l’azienda di Viale Mazzini. La durata del mandato del dg, così come previsto da una clausola del suo contratto a tempo determinato, è legata a quella del Cda.
Nel frattempo sui giornali, è scattato il totonomine del futuro direttore generale. Sembrerebbe in pole position Valerio Fiorespino direttore delle risorse umane, che in queste ore avrebbe anche l’appoggio di Luigi De Siervo, presidente della associazione dirigenti Rai, vicinissimo a Matteo Renzi.
Che ne sarà dunque di Gubitosi? Come si legge su CorriereEconomia, il suo nome viene fatto da un po' di tempo al fianco di società in cui potrà esserci qualche terremoto al vertice: dalle Ferrovie dello Stato a Telecom Italia dopo l'arrivo del finanziere bretone Vincent Bolloré.
Ma vediamo chi è Gubitosi nel ritratto di Fabio Tamburini, che ne ha ripercorso la carriera dagli esordi in Fiat con Mattioli e Romiti alla guida di Wind.
Uomo dei numeri e del taglio dei costi, meticoloso nella gestione dei bilanci aziendali, analista formidabile. Al tempo stesso attento verso le pubbliche relazioni, con la capacità di coltivare i rapporti giusti ché servono nei momenti giusti. Una strategia dell'attenzione verso le relazioni pubbliche che tutti gli riconoscono e che viene ricordata in casa Fiat, a Torino, dove ha vissuto i 20 anni iniziali della carriera diventando il giovane più brillante alla corte dell'allora direttore finanziario di Fiat, Francesco Paolo Mattioli, il principale collaboratore dell'amministratore delegato Cesare Romiti, entrambi romani di estrazione.
A Torino, però, non è sopravvissuto all'arrivo dell'amministratore delegato Sergio Marchionne. Si è consolato dando ottima prova di sé in Wind, assunto come amministratore delegato dal magnate egiziano Naguib Sawiris su segnalazione di Alessandro Benedetti, il finanziere che ebbe un ruolo chiave nell'acquisto di Wind da parte di Sawiris, finito poi sotto accusa proprio per il ruolo svolto nell'acquisto dall'Enel.
In Rai, Gubitosi è arrivato nel luglio 2012, al termine di una breve parentesi in Bank of America Merrill Lynch, grazie all'allora presidente del consiglio, Mario Monti, dopo che il suo nome è stato selezionato da un paio di cacciatori di teste e con l'imprimatur di Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico.
Puntarono su quella che nei corridoi della Rai venne subito definita la strana coppia: il presidente Anna Maria Tarantola, un'anziana signora prima donna a far parte del direttorio della Banca d'Italia, e lui alla direzione generale, con la missione di voltare pagina, attaccando posizioni consolidate e puntando sul taglio dei costi.
In Rai la posizione del direttore generale è stata, fin dall'inizio, decisamente scomoda. Basti pensare che partecipava ai consigli di amministrazione ma senza diritto di voto, dovendo tenere testa a baronie agguerrite.
MF


