Poltrone
L'eredità di Umberto Eco alla comunicazione. Toscana (S&S): 'Uomo curioso e attento ai nuovi fenomeni. Ci mancherà il suo sguardo divertito'
Interpellato da ADVexpress nell'ambito del giro di microfoni organizzato per fare luce sull'eredità che il celebre scrittore, filosofo e semiologo italiano lascia al mondo della comunicazione, il direttore creativo esecutivo di Saatchi & Saatchi ha affermato: "Durante tutta la sua carriera, a partire da quella universitaria, Eco ha dimostrato la straordinaria capacità di approcciare temi alti e popolari, ricercando la qualità in ogni opera di comunicazione".
Intellettuale di altissimo livello ma che non per questo disprezzava i fenomeni più popolari, a cui riservava uno sguardo attento. E' questo, a parere di Agostino Toscana, l'aspetto che caratterizzava maggiormente Umberto Eco, scomparso alcuni giorni fa a Milano (leggi news).
Interpellato da ADVexpress nell'ambito del giro di microfoni organizzato per fare luce sull'eredità che il celebre scrittore, filosofo e semiologo italiano lascia al mondo della comunicazione, il direttore creativo esecutivo di Saatchi & Saatchi ha affermato: "Durante tutta la sua carriera, a partire da quella universitaria, Eco ha dimostrato la straordinaria capacità di approcciare temi alti e popolari, ricercando la qualità in ogni opera di comunicazione, anche commerciale".
"Era un uomo molto curioso, soprattutto nei confronti delle nuove correnti - ha continuato Toscana - . Basti pensare che, ai tempi dell'insegnamento al Dams, a Bologna, era stato tra i pochi a sostenere il fumetto italiano di quel periodo, che molti della sua levatura invece non avrebbero considerato. Eco aveva la stoffa del pioniere, un esempio difficile da trovare".
Anche perchè il suo approccio era contraddistinto da una buona dose di umorismo. "Oggi si tende per lo più a criticare, mentre Eco ha sempre avuto un modo molto positivo e allegro di avvicinarsi alle cose. Era anche questa la sua grande forza, ciò che lo rendeva unico. Il suo sguardo divertito sul mondo ci mancherà", ha dichiarato Toscana.
Tra le opere dello scrittore che più hanno avuto peso nell'esperienza del direttore creativo esecutivo di Saatchi&Saatchi è da includere senza dubbio 'Apocalittici e integrati', una vera e propria pietra miliare per chi svolge un'attività che abbia a che fare con il mondo della comunicazione.
Impossibile non citare poi 'Il nome della rosa'. "Un romanzo che può essere considerato un'eccezionale opera di diffusione popolare della cultura, dal momento che ha avuto il grande merito di portare molte persone a interessarsi di argomenti ai quali normalmente non si sarebbero avvicinate - ha dichiarato Toscana ad ADVexpress - . Saper promuovere la cultura anche presso i non addetti ai lavori, proprio questa è un'altra straordinaria virtù dimostrata da Eco".
Lo scrittore in più occasioni si era espresso criticamente nei confronti della comunicazione digitale e dei social media, affermando ad esempio: "I social network danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività".
Una forte presa di posizione dettata, secondo Toscana, dalla volontà di Eco di mettere in guardia rispetto alla diffusa tendenza a considerare i nuovi mezzi il 'vitello d'oro' da osannare, in grado di spazzare via tutti quelli esistenti. "Con l'avvento del web la tv ha continuato a esistere e anzi ha trovato nella rete nuove forme di espressione - ha sottolineato Toscana - . E' la dimostrazione che i nuovi fenomeni dopo un certo periodo finiscono col contaminare i precedenti, che comunque continuano a esistere. Ecco, credo che Eco fosse concorde con questa visione".
"Inoltre, intellettuali che si informano solo su Twitter o dibattiti nati su Facebook non venivano visti di buon occhio da Eco, che invece privilegiava la riflessione e la mediazione - ha detto il direttore creativo di Saatchi&Saatchi - Sono convinto che non fosse contro i social in assoluto, ma contro l'utilizzo scorretto di questo mezzo che alcuni fanno".
Serena Piazzi
Interpellato da ADVexpress nell'ambito del giro di microfoni organizzato per fare luce sull'eredità che il celebre scrittore, filosofo e semiologo italiano lascia al mondo della comunicazione, il direttore creativo esecutivo di Saatchi & Saatchi ha affermato: "Durante tutta la sua carriera, a partire da quella universitaria, Eco ha dimostrato la straordinaria capacità di approcciare temi alti e popolari, ricercando la qualità in ogni opera di comunicazione, anche commerciale".
"Era un uomo molto curioso, soprattutto nei confronti delle nuove correnti - ha continuato Toscana - . Basti pensare che, ai tempi dell'insegnamento al Dams, a Bologna, era stato tra i pochi a sostenere il fumetto italiano di quel periodo, che molti della sua levatura invece non avrebbero considerato. Eco aveva la stoffa del pioniere, un esempio difficile da trovare".
Anche perchè il suo approccio era contraddistinto da una buona dose di umorismo. "Oggi si tende per lo più a criticare, mentre Eco ha sempre avuto un modo molto positivo e allegro di avvicinarsi alle cose. Era anche questa la sua grande forza, ciò che lo rendeva unico. Il suo sguardo divertito sul mondo ci mancherà", ha dichiarato Toscana.
Tra le opere dello scrittore che più hanno avuto peso nell'esperienza del direttore creativo esecutivo di Saatchi&Saatchi è da includere senza dubbio 'Apocalittici e integrati', una vera e propria pietra miliare per chi svolge un'attività che abbia a che fare con il mondo della comunicazione.
Impossibile non citare poi 'Il nome della rosa'. "Un romanzo che può essere considerato un'eccezionale opera di diffusione popolare della cultura, dal momento che ha avuto il grande merito di portare molte persone a interessarsi di argomenti ai quali normalmente non si sarebbero avvicinate - ha dichiarato Toscana ad ADVexpress - . Saper promuovere la cultura anche presso i non addetti ai lavori, proprio questa è un'altra straordinaria virtù dimostrata da Eco".
Lo scrittore in più occasioni si era espresso criticamente nei confronti della comunicazione digitale e dei social media, affermando ad esempio: "I social network danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività".
Una forte presa di posizione dettata, secondo Toscana, dalla volontà di Eco di mettere in guardia rispetto alla diffusa tendenza a considerare i nuovi mezzi il 'vitello d'oro' da osannare, in grado di spazzare via tutti quelli esistenti. "Con l'avvento del web la tv ha continuato a esistere e anzi ha trovato nella rete nuove forme di espressione - ha sottolineato Toscana - . E' la dimostrazione che i nuovi fenomeni dopo un certo periodo finiscono col contaminare i precedenti, che comunque continuano a esistere. Ecco, credo che Eco fosse concorde con questa visione".
"Inoltre, intellettuali che si informano solo su Twitter o dibattiti nati su Facebook non venivano visti di buon occhio da Eco, che invece privilegiava la riflessione e la mediazione - ha detto il direttore creativo di Saatchi&Saatchi - Sono convinto che non fosse contro i social in assoluto, ma contro l'utilizzo scorretto di questo mezzo che alcuni fanno".
Serena Piazzi


