Poltrone

Pierluigi Cosco nuovo Programmatic Group Director di PM Precision. Crescita a doppia cifra per il programmatic in Publicis Media

Il manager ha la responsabilità di coordinare le attività di programmatic advertising per le diverse agenzie di Publicis Media. Il suo incarico si colloca in una fase di riorganizzazione e di continua crescita di PM Precision coordinata in Italia da Cristina Ughes. Come anticipa Cosco ad ADVexpress: "Stiamo ragionando sull'addressable tv, sul dooh, sulla radio e sul programmatic integrato".

Pierluigi Cosco è stato nominato Programmatic Group Director, con l'incarico di coordinare le attività di Programmatic advertising per le diverse agenzie di Publicis Media. Il suo incarico si colloca in una fase di riorganizzazione e di continua crescita di PM Precision coordinata in Italia da Cristina Ughes.

Il team guidato da Cosco, suddiviso per Agenzia, ha specialisti dedicati ai singoli clienti e una sempre maggiore integrazionecon i team digitali delle agenzie stesse.

Il manager, dopo un'esperienza in Dentsu Aegis Network dove, nel 2013, ha contribuito alla nascita di Amnet Italy, a febbraio 2017 è entrato in Publicis Media Italy, dove si è occupato, fino allo scorso ottobre, della gestione delle attività programmatic di Starcom. 

Il programmatic, del resto, è un business in crescita a doppia cifra all'interno di Publicis Media complice, spiega Cosco ad ADVexpress, "un'offerta programmatica continuamente rinnovata, che punta su strategie cross channel/cross funnel, nuove modalità di buying e nuovi formati, a supporto dei clienti per il raggiungimento dei risultati desiderati. I clienti stessi, peraltro, con le loro crescenti richieste di attività programmatic, indicano come questa modalità diventerà probabilmente entro pochi anni sempre più importante nel buying digitale”. 

Quali gli sviluppi futuri, dunque? "Stiamo ragionando sull'addressable tv, sul dooh, sulla radio e sul programmatic integrato con altri canali" anticipa Cosco.

In tema di sviluppi futuri, Cosco è stato protagonista il 13 novembre allo IAB Forum del workshop sul tema 'Time-in-view: Andare oltre il marketing' basato sulle impression, nel quale ha parlato di come questa metrica rappresenti sicuramente un cambio da una dinamica puramente concentrata sull'impression (la viewability, pur avendo la variabile del tempo, è una metrica molto più sbilanciata verso la posizione di un ad-slot su una specifica pagina) a una che si concentramaggiormente sull'effettiva interazione dell'utente con il messaggio pubblicitario, introducendo e spostando quindi l’attenzione su un concetto di brand relevance. Il time in view consente infatti, ha spiegato il manager, di individuare e definire, per ciascun brand, il tempo necessario affinchè la sua ads pianificata online possa influenzare e ingaggiare chi la vede. "Perchè questa metrica si affermi è necessario che i vari tech vendors dell'industry dialoghino tra loro per settare una currency comune e trovare i meccanismi che consentano di ottimizzare i kpi in modo combinato e in real time".

E ancora, in termini di pianificazioni di qualità, Cosco osserva come, pur considerando come benchmark di riferimento lo standard Iab per la viewability "è necessario essere in grado di garantire ai vari brand un ambiente safe e un target coerente con le ads. La nostra attività nel programmatic va in questa direzione".