Poltrone
Top manager dell’editoria sul web: John Elkann primo in classifica
La graduatoria della reputazione online dei manager italiani stilata da Reputation Manager, vede in testa il presidente di Exor, premiato per la sua duttilità manageriale nel ricoprire ruoli differenti. Sul podio anche Urbano Cairo (staccato solo di 2.9 punti percentuali) e Giancarlo Leone. Presi in esami circa 20 parametri per valutare qualità e intensità dell'immagine personale e professionale dei professionisti.
Reputation Manager, principale istituto italiano nell'analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico ha analizzato la reputazione on line dei principali top manager dell’editoria.
Sul podio della classifica troviamo al primo posto John Elkann (La Stampa) con uno score di 56.1 punti su 100, al secondo Urbano Cairo (Cairo Communication) con 53.2 punti e al terzo con un discreto distacco Giancarlo Leone (Rai 1) con 40.4 punti.
A seguire: Pier Silvio Berlusconi (Mediaset) 38.3, Carlo De Benedetti (L'Espresso) 36.6, Luigi Gubitosi (Rai) 35.4, Andrea Scrosati (Sky) 32.1, Ernesto Mauri (Mondadori) 31.2, Andrea Zappia (Sky) 30.1, Pietro Scott Jovane (Rcs Mediagroup) 29.5, Monica Mondardini (L' Espresso) 28.9, Maurizio Costa (Fieg e Rcs) 25.7, Marinella Soldi (Discovery Italia) 25.5, Donatella Treu (Il Sole 24 ore) 23.8.
John Elkann è il manager con l’identità digitale più complessa e densa di contenuti. Questo è riconducibile al fatto che ricopre più di un ruolo dirigenziale in aziende di primaria importanza.
Primo in classifica con 56.1 punti, nell’ultimo anno è stato citato sul web 5.705 volte, 467 solo nell’ultimo mese, all’interno di contesti che hanno una forte amplificazione.
Urbano Cairo, al secondo posto stacca di poco Elkann con 53.2 punti.
È il manager con i volumi di conversazioni più alti: citato 6.719 volte sul web nell’ultimo anno, e 1.660 nei canali news nell’ultimo mese.
Giancarlo Leone, direttore di Rai 1, è al terzo posto della classifica con un distacco di 12.8 punti da Urbano Cairo.
I volumi di conversazione sono più bassi rispetto ai primi due manager, nell’ultimo anno è stato citato sul web 2.070 volte, ma la qualità dei contenuti associati al suo nome è complessivamente buona, infatti le negatività rilevate restano confinate a contesti che non hanno una grande rilevanza.
Tra gli argomenti positivi, il più presente è il successo dell’ultima edizione di Sanremo 2015.
“La reputazione on line è un oggetto complesso, fatto di contenuti eterogenei (articoli, opinioni, video, immagini,social), tutti in relazione tra loro. Studiare la reputazione sul web significa analizzare queste relazioni tra sistemi eterogenei e isolare quelle significative e durature nel tempo dal rumore di fondo - spiega Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager - per questa ragione abbiamo utilizzato un indice reputazionale composto da oltre 20 parametri per giungere ad una valutazione globale precisa e significativa che possa coniugare intensità dell’immagine e qualità della stessa.
Sottolineando la solidità online di John Elkann, unita ad una grande articolazione di contenuti significativi, Barchiesi continua: "È una strategia che gli permette di mitigare l’impatto di alcune negatività che pure permangono a distanza di anni, proprio perché sul web non si cancella nulla. In altri casi invece, l’analisi mette in luce come i contenuti passati, che hanno avuto grande eco on line e quindi si sono sedimentati, possano incidere in modo rilevante e costante sulla reputazione, se questa non è sufficientemente aggiornata e coerente con il profilo attuale”.
AR
Sul podio della classifica troviamo al primo posto John Elkann (La Stampa) con uno score di 56.1 punti su 100, al secondo Urbano Cairo (Cairo Communication) con 53.2 punti e al terzo con un discreto distacco Giancarlo Leone (Rai 1) con 40.4 punti.
A seguire: Pier Silvio Berlusconi (Mediaset) 38.3, Carlo De Benedetti (L'Espresso) 36.6, Luigi Gubitosi (Rai) 35.4, Andrea Scrosati (Sky) 32.1, Ernesto Mauri (Mondadori) 31.2, Andrea Zappia (Sky) 30.1, Pietro Scott Jovane (Rcs Mediagroup) 29.5, Monica Mondardini (L' Espresso) 28.9, Maurizio Costa (Fieg e Rcs) 25.7, Marinella Soldi (Discovery Italia) 25.5, Donatella Treu (Il Sole 24 ore) 23.8.
John Elkann è il manager con l’identità digitale più complessa e densa di contenuti. Questo è riconducibile al fatto che ricopre più di un ruolo dirigenziale in aziende di primaria importanza.
Primo in classifica con 56.1 punti, nell’ultimo anno è stato citato sul web 5.705 volte, 467 solo nell’ultimo mese, all’interno di contesti che hanno una forte amplificazione.
Urbano Cairo, al secondo posto stacca di poco Elkann con 53.2 punti.
È il manager con i volumi di conversazioni più alti: citato 6.719 volte sul web nell’ultimo anno, e 1.660 nei canali news nell’ultimo mese.
Giancarlo Leone, direttore di Rai 1, è al terzo posto della classifica con un distacco di 12.8 punti da Urbano Cairo.
I volumi di conversazione sono più bassi rispetto ai primi due manager, nell’ultimo anno è stato citato sul web 2.070 volte, ma la qualità dei contenuti associati al suo nome è complessivamente buona, infatti le negatività rilevate restano confinate a contesti che non hanno una grande rilevanza.
Tra gli argomenti positivi, il più presente è il successo dell’ultima edizione di Sanremo 2015.
“La reputazione on line è un oggetto complesso, fatto di contenuti eterogenei (articoli, opinioni, video, immagini,social), tutti in relazione tra loro. Studiare la reputazione sul web significa analizzare queste relazioni tra sistemi eterogenei e isolare quelle significative e durature nel tempo dal rumore di fondo - spiega Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager - per questa ragione abbiamo utilizzato un indice reputazionale composto da oltre 20 parametri per giungere ad una valutazione globale precisa e significativa che possa coniugare intensità dell’immagine e qualità della stessa.
Sottolineando la solidità online di John Elkann, unita ad una grande articolazione di contenuti significativi, Barchiesi continua: "È una strategia che gli permette di mitigare l’impatto di alcune negatività che pure permangono a distanza di anni, proprio perché sul web non si cancella nulla. In altri casi invece, l’analisi mette in luce come i contenuti passati, che hanno avuto grande eco on line e quindi si sono sedimentati, possano incidere in modo rilevante e costante sulla reputazione, se questa non è sufficientemente aggiornata e coerente con il profilo attuale”.
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