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What The Future: We are social esplora l’Influence Marketing
Sentiamo sempre più spesso parlare di testimonial e di content creator, ma cosa significano veramente questi termini? E, soprattutto, che vantaggi possono trarre i brand?
WTFuture Influence Marketing Edition – che si è tenuto ieri sera presso gli uffici milanesi di We Are Social – ha esplorato come sta cambiando e come cambierà nei prossimi mesi la relazione influencer, brand e persone, grazie all’intervento di protagonisti di questo scenario che offerto la loro esperienza: The Jackal e Claudio Di Biagio. We Are Social ha poi condiviso
alcuni recenti progetti lanciati insieme a Barilla.
“Cos’è WTF-What The Future? Un format per condividere con clienti e colleghi le evoluzioni di dei trend nel prossimo futuro. Stasera, dopo il primo incontro, affrontiamo il tema dell’influence marketing per capire come i brand possono trarne profitto.
Le persone accedono ai contenuti in modo sempre più frammentato: non esiste più un canale in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti, come accadeva fino a pochi anni fa. La diffusione di nuove piattaforme ha anche un altro risvolto fondamentale: chiunque ha la possibilità di creare contenuti e di mostrare il proprio talento nel fare qualcosa. Si passa dal puro intrattenimento a progetti formativi, fino a iniziative in grado di avere un impatto culturale sulle community.
Per questo motivo pensiamo sia interessante fare un po’ di chiarezza sul ruolo di content creator e testimonial, cercando di offrire al settore un momento di discussione - e riflessione - su come integrare attività di influence marketing in progetti creativi più ampi. Anche perché è stato rilevato che il 92% delle persone dichiara di fidarsi di più dei consigli di altre persone (anche se non le conoscono) che dei messaggi dei brand”, commenta Luca Della Dora, Marketing &Innovation Director We Are Social.
Pensato per favorire la conversazione in maniera informale e concreta, l’incontro ha raccolto quindi tre punti di vista complementari - l’agenzia, i content creator e il brand - per chiarire chi sono gli influencer e come possono integrarsi in attività di marketing più ampie. Tra i temi toccati l’importanza di sviluppare un rapporto di fiducia tra gli influencer e la propria community, creando messaggi che non interrompano le persone, ma offrano loro contenuti rilevanti e trasparenti, vicini a quello di cui solitamente fruiscono.
Per i creator sono intervenuti Gianluca Fru di The Jackal insieme a Vincenzo Piscopo, Head of Branded Content Ciao People Media Group che hanno messo in luce le nuove modalità di comunicazione del mezzo web attraverso la produzione di video e contenuti. Fondamentale, in questo campo, rispettare i canoni comunicativi e di contenuto caratteristici del creator coinvolto per non snaturarne l’essenza, attivando una comunicazione e una call to action efficace e coerente.
i Alessio Gianni, Global Social Media &Digital Marketing Director Barilla, attraverso un contenuto video ha spiegato: “Per le aziende l’influence marketing è sempre più centrale. Per raccontare il brand e i prodotti, negli ultimi anni, abbiamo scelto di affidarci alla mano di un’illustratrice o, ancora, abbiamo lanciato il sito Barilla Factory dando in pasto a dei videomaker dei brief di brand, abbiamo coinvolto dei creator per un progetto a per trovare il miglior chef di pasta… Insomma, si tratta di un trend sempre più appetibile. Quello che ho imparato è che gli influencer sono un media che ci permette di raggiungere un’audience molto vasta, ma non devono essere gestiti come dei classici media, devono mantenere il loro stile. I creator sono in grado di raccontare il brand in un modo sorprendente, ma dobbiamo fare un atto di fede, affidandoci alle loro capacità e gettando il cuore oltre l’ostacolo”.
E’ stato l’influencer e creator Claudio Di Biagio a chiudere i lavori.
“Sono sul web da quasi 8 anni: ai tempi era molto diverso, l’approccio al web era molto più naturale, spontaneo e non ponderato. Noi Youtuber sentivamo il bisogno di comunicare senza sapere cosa sarebbe successo, he impatto avremmo avuto. Mi sono reso conto che avere un linguaggio preciso riconosciuto dal target di riferimento crea un pubblico, crea una community. All’inizio i brand non ci avvicinavano, rimanevano a osservarci, erano timorosi
degli esiti. Nel 2012 ho cominciato a sperimentare sul mio canale dei format che potessero essere venduti. E le agenzie e aziende hanno cominciato ad affacciarsi al mio mondo. E ho capito che il segreto ruota tutto intorno alla capacità di mantenere il proprio linguaggio anche nella collaborazione coi brand. Ma come realizzare una comunicazione efficace e convincente? Bisogna mantenere il rapporto di fiducia con il proprio pubblico: la community si fida di noi, della nostra verità. Se non sei vero ti smascherano subito”.
WTFuture è un format di eventi nato per esplorare i trend e le innovazioni più interessanti, che stanno ridefinendo il rapporto tra brand e persone, e continueranno a influenzare la relazione tra loro: lo fa grazie all’intervento di esperti che condividono casi concreti. Il calendario di WTFuture è aperto a tutti (ciascun evento fino a esaurimento posti) e ogni suo momento è sempre disponibile sotto forma di video recap sui canali Facebook e Twitter ufficiali We Are Social.

