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Monitor Eventi

Studio JFC: il Festival di Sanremo 2026 vale 201 milioni di euro con 39.611 presenze turistiche. Volano i fatturati di Hospitality (+27,3%) e Food & Beverage (+52,9%), ma il commercio locale segna un calo del 14,9%

Il dato è trainato da un incremento del 7,3% degli arrivi e del 14,3% delle presenze, con una permanenza media che sale a 5,5 notti. L'impatto diretto sulle imprese turistiche del territorio è stimato in 25 milioni di euro, a cui si aggiungono 19 milioni per l'indotto locale e ben 149 milioni derivanti dalla copertura media e dalla valorizzazione del brand.

Ben 201 milioni di euro: è il valore del festival di Sanremo 2026 anche grazie al fatto che si conteranno sul territorio 39.611 presenze turistiche, oltre agli spettatori giornalieri, secondo uno studio di Jfc.

Si stima che il festival di Sanremo 2026 produrrà benefici diretti per le imprese della filiera turistica del territorio per circa 25 milioni, ai quali si aggiungono ulteriori 19 milioni di euro che ricadranno immediatamente sulle imprese locali e sugli occupati coinvolti nella realizzazione dell’evento – afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – a conferma del grande valore economico che il Festival produce sul territorio. A questi si devono aggiungere 7,7 milioni di valore lasciato in eredità al territorio ed ulteriori 149 milioni di media coverage e valorizzazione del brand Sanremo”.

Secondo Jfc l’edizione 2026 porterà sul territorio 7.248 arrivi turistici (+7,3%) per complessive 39.611 presenze nell’area (+14,3%) con una permanenza media di 5,5 notti (in crescita rispetto alle 5,1 notti della scorsa edizione). Sul totale delle presenze turistiche (39.611), l’80,8% soggiornerà nel territorio comunale di Sanremo (in calo di circa un punto percentuale rispetto il 2025), mentre il restante 19,2% sceglierà invece di alloggiare nel territorio limitrofo. 

Nel complesso, il 62,8% degli ospiti che soggiornano sul territorio sceglierà una struttura ricettiva alberghiera (in riduzione di circa 2 punti percentuali), mentre il restante 37,2% prediligerà alloggiare in una struttura extra-alberghiera (B&B, alloggi turistici, agriturismi, appartamenti in affitto, campeggi, etc.). Crescono in maniera esponenziale gli incassi del settore ospitalità e ristorazione/bar. 

Rispetto all’edizione del festival dello scorso anno, le stime vedono un incremento dei fatturati pari al +52,9% per il food&beverage e del +27,3% per il settore hospitality. Si tratta dei valori in assoluto con maggiore crescita, ben superiori all’incremento complessivo dei benefici generati dall’evento, che è pari al +9,2%. Per quanto riguarda il settore del commercio, si prevede una riduzione del fatturato del -14,9%. 

Un segnale, questo, che fa comprendere come le tante presenze di visitatori e spettatori al festival di Sanremo 2026 non si traducano in pari benefici per gli esercenti locali, soprattutto se si considera questo dato in calo rapportato all’aumento delle presenze previste per il 2026 (+14,3%). 

Anche il settore dei trasporti interni, ossia quelli legati all’utilizzo dei trasporti pubblici e dei parking pubblici – quindi i relativi incassi – unitamente ai trasporti privati, segna un dato in forte crescita se comparato alla precedente edizione del festival, pari ad un +44,6%. Sebbene i benefici generati dall’edizione 2026 del festival di Sanremo sul livello di occupazione e sulle retribuzioni degli occupati (valore forza lavoro) segni indici in incremento del +17%, tale importo aggiuntivo non si traduce in un aumento della redistribuzione di tali valori in spesa sul territorio. 

In sostanza, anche se gli occupati hanno maggiori entrare grazie al lavoro prestato in occasione del festival di Sanremo, non spendono tali maggiori entrate sul territorio, anzi le loro spese si riducono di un consistente -17,4%.