Evento b2c

Banca Investis alla Milano Design Week 2026 con Generation Week. Produzione a cura di Piano B

Presso l'istituto di via Broletto, la società di produzione ha allestito un hub creativo dove studenti internazionali e illustri mentori ridefiniscono il concetto di eredità. Tra il 20 e il 25 aprile, la manifestazione esplora come trasformare la continuità aziendale in un’esperienza multidisciplinare che fonde tecnologia e pensiero filosofico. Il progetto mira a connettere diverse fasce d’età, rendendo la tutela patrimoniale un percorso progettuale condiviso e orientato al domani.

Dal 20 al 25 aprile, Generation Week prende forma come evoluzione del percorso avviato con gli studenti dell’International Design Institute Raffles Milano nella sede di Banca Investis.

L’iniziativa, promossa da Banca Investis e prodotta da Piano B, nasce come un esperimento creativo che mette in dialogo filosofia, scienza e design, coinvolgendo venti studenti provenienti da Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina.

"Il passaggio generazionale da sempre è al centro del nostro lavoro. Da tempo ci interroghiamo su una domanda che va oltre il perimetro della finanza: cosa trasmettiamo davvero alle generazioni future?

La Generation Week nasce da questa riflessione. Abbiamo scelto il design perché crediamo che progettare oggetti, spazi e rituali per il futuro sia un atto profondamente analogo a ciò che facciamo noi: costruire strutture di fiducia capaci di durare nel tempo e di cambiare forma senza perdere senso", racconta Stefano Vecchi, CEO di Banca Investis.

Guidati da tre mentori con approcci complementari - Andrea Colamedici, Massimo Temporelli, Sam Baron - e dalla curatrice e studiosa di cultura materiale e design Chiara Alessi, i giovani sono stati invitati a progettare dal futuro, immaginando scenari possibili a partire dall’orizzonte del 2051 e riflettendo su una domanda profonda: cosa succede quando si prova a osservare il futuro attraverso lo sguardo di chi dovrà abitarlo?

Il risultato è un insieme di interventi che indagano l’evoluzione dei nostri spazi, delle nostre relazioni e dei nostri rituali, restituendo uno sguardo plurale e generazionale sul mondo che verrà. Da questa riflessione prende forma un percorso in cui il pubblico è invitato a entrare, sostare e mettere in discussione le proprie percezioni che attraversa la sede della banca trasformandola in un ambiente da esplorare.

L’ingresso su strada accoglie il visitatore con una serie di frecce che guidano lo sguardo, introducendo alcune parole chiave della mostra - tecnologia, design, filosofia, futuro - che fungono da coordinate di orientamento e accompagnano oltre una soglia simbolica, un filtro che separa il presente da una nuova dimensione. Il cortile e il piano terra raccontano l’equilibrio tra natura e tecnologia: schermi LED costruiscono un paesaggio che richiama una foresta, in cui elementi organici e digitali convivono senza gerarchie.

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La tecnologia simula la natura, la estende, la trasforma, fino a rendere indistinguibile il confine tra ciò che è organico e ciò che è artificiale creando un unico ecosistema. Nel basement, questa condizione si altera: il visitatore entra in una dimensione più instabile, in cui il rapporto con la tecnologia si manifesta nella sua espressione più intensa. Al centro della sala, l’installazione luminosa Flux - disegnata dagli studenti in collaborazione con Collectif Scale.

La luce si muove, si frammenta e si ricompone in relazione al suono, attraversando momenti di tensione e di quiete. Il passaggio dal caos all’armonia non si risolve mai completamente, ma si ripete, restituendo una dinamica ciclica che riflette il nostro presente e il rapporto sempre più complesso con la tecnologia. Accanto, una sala raccoglie i materiali di lavoro degli studenti, mostrando il processo che ha portato alla definizione dei progetti.

Sketch, prove e contenuti video realizzati durante l’hackathon raccontano le riflessioni e le ispirazioni documentando il passaggio dall’intuizione alla forma. Salendo al quinto piano, architettura, design e fashion si intrecciano in un ambiente morbido e avvolgente, costruito con tessuti e dettagli sartoriali che definiscono uno spazio intimo, in cui prende forma Wearable Home. L’installazione trasforma l’abitare in un’esperienza portatile, emotiva e sensoriale pensata per offrire protezione in un contesto sempre più digitalizzato e caratterizzato da condizioni di maggiore isolamento, in cui la casa non è più un luogo fisso e radicato ma diventa nomade. Il percorso si chiude con una riflessione sulla fiducia, che da concetto astratto si trasforma in esperienza concreta.

Le sedute Balance Collection introducono una condizione di apparente instabilità. Attraverso il loro utilizzo il progetto si attiva: per restare in equilibrio, infatti, è necessario affidarsi all’altro. Fiducia, collaborazione e interdipendenza diventano parte tangibile dell’esperienza, mentre ogni individuo è chiamato a confrontarsi con una dimensione di vulnerabilità personale.

Generation Week si configura così come un racconto che attraversa diversi stati - equilibrio, tensione, protezione, relazione - e restituisce una visione in cui il futuro non è una proiezione distante, ma uno spazio da cui osservare il presente e ridefinire il modo in cui scegliamo di abitarlo