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A Cannes Scienza ed Emozione viaggiano di pari passo. E gli italiani (Ascione e Spaccavento) ci sono

Nel primo fine settimana, al Festival della Creatività di Cannes si passa dalle esibizioni tecnologiche, sparpagliate tra la sezione Health e nei convegni degli appassionati di Big Data', al più tradizionale tema della narrazione e della creazione di emozioni, tipico della kermesse pubblicitaria, ormai giunta alla sua sessantatresima edizione. Brillano gli interventi di Roberto Ascione,Ceo Healthware International, che ha presentato tre startupper, dagli Stati Uniti, da UK e dalla Germania, con tre storie di tecnologia applicata alla sanità di grande valore, e quello di Sergio Spaccavento, direttore creativo e partner di Conversion, che ha riempito il Forum al Palais con una relazione di mezz’ora sulla comicità nel nostro mestiere, dal titolo 'The MadMan che voleva essere un clown”.
Nel primo fine settimana, al Festival della Creatività di Cannes si passa dalle esibizioni tecnologiche, sparpagliate tra la sezione Health e nei convegni degli 'impallinati di Big Data', al più tradizionale tema della narrazione e della creazione di emozioni, tipico della kermesse pubblicitaria, ormai giunta alla sua sessantatresima edizione.

Per cui si passa dalla svedese Snask, che porta sul palco una rock & Roll Band ad esibirsi dal vivo raccontando la rivoluzionaria filosofia creativa che guida l’agenzia (apprezzato il banale ma sottovalutato: “Mostra qualcosa di antico che funzioni sempre”), fino alla britannica memBrain che presenta David Copperfield, il più grande mago vivente: incanta la platea dell’auditorium Debussy come un consumato storyteller e invita, attraverso i suoi mirabolanti trucchi, a “costruire una consistenza dell’Illusione per rendere solide e credibili le marche.”

clicca per ingrandireDall’illusione alla scienza, il passo è meno complicato di quanto si pensi. Perché in tutte le sale e salette del palais decine di seminar e dimostrazioni cercano di convincere i creativi che la tecnologia possa realmente aiutare aiutarli nel loro lavoro, senza timori che possano essere sostituiti dalle macchine. In questo delirio di scienze e neuroscienze, capita perfino di scoprire l’agenzia salernitana Healthware: allo stage “in action” della sezione HealthCare presenta tre casi di innovazione internazionale nella sanità, che non ti aspetteresti da un paese che ha qualche problema di Welfare e da una regione famosa per la malasanità. Quindi merita un Bravo Roberto Ascione (foto 1) che, in perfetto inglese ha presentato tre startupper, dagli Stati Uniti, da UK e dalla Germania, che hanno raccontato tre storie di tecnologia applicata alla sanità di grande valore, in termini di uso delle foto, dei video e delle capacità auditive per i medici che hanno molto stupito il pubblico di tecnici di tutto il mondo.

clicca per ingrandireMa la vera emozione è scoprire che nella stessa domenica, oltre ai ragazzi salernitani della sanità, c’è un altro speaker italiano che spacca sulla Croisette. Sergio Spaccavento (foto 2), direttore creativo e partner di Conversion, riempie il Forum al Palais in ogni ordine di posti. Restano fuori dalla sala, per motivi di sicurezza, perfino amici direttori creativi italiani: dovranno vedere lo speech da dietro le quinte. Il sold out è dovuto ad una relazione di mezz’ora sulla comicità nel nostro mestiere, sviluppata con la consueta ironia dell’autore pubblicitario che ha anche consumata esperienza come autore brillante di radio e tv. Sergio si presenta sul palco con un naso rosso da pagliaccio (il titolo della relazione è “The MadMan che voleva essere un clown”) e smonta con lucidità i meccanismi che strappano il sorriso in pubblicità. Il pubblico ride quando è previsto lo sganasciamento, fa domande quando c’è la sessione Q&A, applaude e commenta sonoramente ogni passaggio. Un sacco di mani prendono appunti quando Sergio Spaccavento cita un suo grande classico: “No Brain. No Humor”. Insomma, un successo di critica e di pubblico per un copy italico. Qui a Cannes non avviene di frequente. Speriamo che porti buono anche ai lavori in concorso.


Pasquale Diaferia