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Accatino: A.A.A. 'Creativi incazzati offresi per rivoluzione. Astenersi perditempo'

 La notizia dei prossimi tagli in McCann e l'immediata protesta dei dipendenti dell'agenzia che il 6 dicembre di fronte alla sede hanno organizzato un flash mob (leggi news), ha subito suscitato reazioni nel settore. In primis quella di Alfredo Accatino, artistic & creative director di Filmmaster Events, che in un lungo intervento sull'Huffington Post, si schiera a favore dei creativi, ricordando la scarta tutela legislativa e contrattuale di queste professioni E invita ad aderire alla prima petizione per la valorizzazione della creatività e della ricerca tecnologica, per il rilancio del Paese lanciata dallo stesso Accatino in anteprima al Bea Expo Festival 2013. (Leggi la notizia su e20express.it e advexpress.it e guarda il video su ADVexpressTv).


Come riportato anche da ADVexpress (leggi news),  McCann Erickson ha in programma di tagliare in Italia il 30% dei dipendenti, ovvero 40 delle 120 persone attualmente impiegate tra le sedi di Milano e Roma. Una notizia che ha generato la conseguente reazione dei dipendenti dell'agenzia che il 6 dicembre di fronte alla sede hanno organizzato un flash mob di protesta.
Quello di McCann non è certamente l'unico caso di politiche di riduzione e tagli del personale creativo in atto in questi anni difficili. Con conseguente ricaduta negativa sull'occupazione, che soprattutto nel settore della comunicazione riguarda i giovani, mal tutetali a livello legislativo e contrattuale e ancor meno a livello remunerativo. 
Proprio sulla questione mai attuale è intervenuto anche Alfredo Accatino, artistic & creative director di Filmmaster Events, sull'Huffington Post.

Accatino scrive:

Uno spettro si aggira per l'Italia. Lo spettro di 2 milioni di professionisti, espressione di tutte le attività creative. Usati e mai valorizzati. Scesi in campo per rivendicare i propri diritti, e per chiedere a Governo, istituzioni, forze politiche e sociali, di tornare a "leggere il presente.

"Fa paura? Dovrebbe. Perché da soli producono il 5,8% del Pil nazionale (80.8 miliardi di euro Rapporto 2013 Unioncamere/Fondazione Symbola). ) - più dell'industria automobilistica, quanto Umbria, Liguria e Abruzzo insieme. E se si fermano loro, si ferma veramente tutto: comunicazione, web, editoria, informazione, cultura, entertainment, moda, design, progettazione industriale. E, forse, anche questa testata.

Un enorme pulsante della nostra economia che sindacalisti ideologizzati e con il paraocchi hanno fatto di tutto per non voler vedere, rinchiusi in stereotipi e pregiudizi che hanno portato avanti battaglie indifendibili per difendere sempre le stesse tipologie lavorative, ricollegabili a un sistema industriale che in Italia si è dissolto. Incapaci di distinguere tra "hardware" e "software" e di leggere l'evoluzione della società negli ultimi 30 anni.

Per non parlare del vassallaggio della politica. Solo lo scandalo delle quote latte che coinvolgeva solamente il 5% dei produttori di latte ci è così costato 4,5 miliardi di multe UE (fonte Corte dei Conti), che la Lega ha obbligato a far pagare allo Stato Italiano e non ai truffatori. Equivalente, tanto per capirci, a 11 anni di tutte le risorse destinate al fondo unico per lo spettacolo. Per non parlare dei 7,6 miliardi di euro che la Fiat ha allegramente intascato dal 1977 al 2009 per mantenere il suo impegno in Italia e garantire i contratti con i lavoratori del settore metalmeccanico (fonte Cgia Mestre).

Per facilità di comunicazione questi pericolosi sovversivi che si permettono oggi, per la prima volta, di alzare la voce, ho voluto chiamarli "Creativi". Ma potreste chiamarli progettisti, creatori, designer, ideatori, scrittori, giornalisti, compositori e con tantissime altre varianti che finiscono in "ori" e "isti" e anche in "oni", e capirete subito il perché...

Nella stragrande maggioranza dei casi sono stipati nella terra-di-non-ritorno della Gestione Separata Inps, e solo il 5% di loro ha guadagni a 3 cifre. In maggioranza hanno meno di 40 anni, un elevato livello di formazione, e nessuna forma di tutela (peggio se sei donna e magari, sciocca!, vorresti avere dei figli).

Ma anche quando sono inquadrati in un contratto di lavoro possono essere cacciati a pedate nel culo, come sta succedendo, proprio in queste ore alla McCann Erickson Italia, storica agenzia pubblicitaria con sede a Roma e Milano che, dopo aver lucrato per anni, ha prima cacciato i suoi direttori creativi, e poi deciso di fare una bella cura dimagrante, passando da 120 a 80 persone. Ma si sa, i fondi d'investimento che rappresentano i pensionati dell'Iowa e dell'Arkansas, che possiedono questa, come decine di altre agenzie in regime di monopolio, devono guadagnare, presto e subito.

Da due anni cerco di trasmettere questo malessere diffuso e silenzioso che sta generando situazioni di reale allarme sociale nell'indifferenza generale. Una decina di giorni fa ho però provato ad alzare la posta, lanciando, in maniera quasi premonitrice, la prima petizione per la valorizzazione della creatività e della ricerca tecnologica, per il rilancio del Paese.

Un'iniziativa che Accatino aveva lanciato in anteprima al Bea Expo Festival come riportato da  e20express.it e advexpress.it e specificato ai microfoni di ADVexpressTv, e che ha subito ottenuto notevole successo.


Come spiega il creativo sull'Huffington Post, infatti, i 20 punti programmatici  hanno ottenuto quasi 1.000 adesioni al giorno, potendo contare solo su condivisione social e passaparola.

20 punti che parlano di diritti per giovani e meno giovani, di donne e famiglie, ma anche di riforma del diritto d'autore e di tutela del concetto di idea (Tutela del Lavoro Creativo - Giovani, Formazione, Aggiornamento - Sostegno alle Imprese - Riforma del Diritto d'Autore) commenta il professionista sulla testata online.

 Per questo non vi chiedo solo di firmare la petizione. Vi chiedo di seguirci nel movimento di pensiero che deve obbligatoriamente nascere subito dopo.

I
nfine Accatino invita ad aderire a questa petizione, convinto che le cose si possono cambiare. Che tutta la filiera deve poter pesare di più e deve poter ricevere quelle forme di sostegno mai ricevute prima, e oggi dispensabili per continuare ad essere competitivi.

E chiedo a chi di non fa parte di questa realtà, di appoggiarci in una battaglia democratica di crescita e sviluppo mai tentata prima che non intende certo ridare vita alle corporazioni, ma solo permettere ai più giovani di poter accedere alla professione, e al contempo, tutelare chi può dimostrare di poter vivere, nel tempo, della propria professionalità

Perché creatività e ricerca sono il futuro del Paese. Perché siamo una risorsa che oggi può ancora cambiare la tendenza al collasso e all'entropia del nostro sistema economico. Perché anche se siamo nel fango, è fondamentale avere qualcuno che è disposto a guardare le stelle.

Così conclude Accatino il suo intervento sull'Huffington Post, fornendo poi 'le istruzioni per l'uso' dell'adesione a rivoluzione creativa.

1 - Firmate la petizione a questo link www.change.org/rivoluzionecreativa
Sappiate che il percorso sarà lungo e faticoso e lungo, e non si potrà più tornare indietro.

2 - Condividete il vostro pensiero e i vostri suggerimenti in rete sul sito www.creativi.eu e sulla pagina FB https://www.facebook.com/rivoluzionecrea?fref=ts. Proposte che verranno condivise e discusse da tutti coloro che sostengono l'iniziativa e che stanno sviluppando la piattaforma progettuale

3 - Affiancate l'attività del comitato promotore con vostre iniziative individuali. Unici vincoli l'hastag #rivoluzionecreativa e l'adozione del colore giallo (pantone yellow C), valore identitario della protesta.


www.change.org/rivoluzionecreativa
www.creativi.eu
#rivoluzionecreativa